
La Polonia continua a fronteggiare la malattia di Newcastle (ND), con 19 focolai notificati dall’inizio del 2026 al 4 febbraio, secondo i dati cumulativi ADIS della Commissione Europea. Di questi, 18 riguardano volatili domestici (codici PL-ND-2026-00001 – 00018) e 1 è classificato come non-poultry (PL-ND.NON-P-2026-00012). I casi risultano concentrati prevalentemente in allevamenti commerciali.
Gli ultimi tre focolai nel pollame, emersi tra fine gennaio e inizio febbraio, sono localizzati a Lipce Reymontowskie, Lubawa rurale e Goszczanów. In tutti i casi sono state attivate immediatamente le misure previste: abbattimento dei capi e istituzione delle zone di protezione e sorveglianza.
Impatti e misure UE
La Commissione Europea ha adottato la decisione C(2026)754 del 4 febbraio, che definisce protocolli di controllo e restrizioni sui movimenti di volatili vivi, uova e carni dalla Polonia verso altri Stati membri e Paesi terzi.
Il provvedimento segue un 2025 particolarmente critico, con oltre 80 outbreak notificati e circa 7 milioni di capi abbattuti, nonostante l’introduzione della vaccinazione obbligatoria a partire dal 25 aprile 2025.
Per gli operatori italiani le implicazioni operative sono chiare: rafforzare la tracciabilità dei flussi import-export e le misure di biosicurezza interna, monitorando costantemente gli aggiornamenti ADIS per eventuali deroghe o modifiche alle restrizioni. La malattia di Newcastle, altamente contagiosa per via aerosol e tramite fomiti, richiede protocolli rigorosi di sanificazione e programmi vaccinali strutturati (ad esempio con ceppi LaSota o B1).
Dati cumulativi 2026 (al 04/02)
| Tipo di focolaio | Numero | Esempi codici/ID | Note |
|---|---|---|---|
| ND in volatili (poultry) | 18 | PL-ND-2026-00016–18 | Allevamenti; abbattimenti in corso |
| ND non-poultry (AHL) | 1 | PL-ND.NON-P-2026-00012 | Smętowo Graniczne |
| Totale | 19 | — | Report ADIS settimanale/cumulativo |
L’aggiornamento al report del 5 febbraio conferma un andamento persistente dei casi. I focolai interessano sia allevamenti backyard sia strutture commerciali, elemento che suggerisce possibili gap vaccinali o introduzioni da fauna selvatica.
Raccomandazioni pratiche per gli allevatori italiani
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Sorveglianza sanitaria: programmare controlli sierologici mensili e test PCR su tamponi cloacali secondo le linee guida IZSVe.
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Biosicurezza: rafforzare le barriere all’ingresso, limitare i vettori indiretti e attivare depopolazione rapida in caso di sospetto focolaio.
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Vaccinazione: mantenere richiami regolari, indicativamente ogni 4–6 mesi secondo il piano aziendale e veterinario.
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Aspetti di mercato: monitorare eventuali divieti UE sulle importazioni dalla Polonia e le possibili opportunità per produzioni certificate ND-free.
Zootecnica continuerà a seguire gli aggiornamenti provenienti da PIWet-PIB e dal sistema ADIS, con particolare attenzione all’evoluzione delle strategie di controllo e dei programmi vaccinali.
Fonti: ADIS UE (outbreaks current year report, weekly report). Dati aggiornati al 6 febbraio 2026.













