Analisi delle cause di una schiusa deludente

Maciej Kolanczyk -Pas Reform, Senior Hatchery Specialist

374

Gli incubatoi, come la maggior parte delle strutture produttive, basano il proprio lavoro sulla pianificazione e quindi possono valutare con notevole precisione i risultati delle schiuse future. 

Conoscendo gli standard dei riproduttori, l’incubatoio acquisisce un’esperienza di carattere generale; inoltre, le schiuse precedenti di uova, provenienti dallo stesso fornitore, consentono di poter fare una previsione sul numero di pulcini ottenibile. Ciò è importante, perché il numero deve corrispondere agli ordini, dato che gli allevamenti possono accettare solo lievi modifiche nelle consegne.

Anche nei migliori incubatoi ci sono tuttavia delle sorprese. Assumiamo di avere avuto una schiusa deludente pur avendo usato uova di un fornitore fidato, con un programma di incubazione ben rodato, e che nulla sia apparentemente cambiato nelle procedure basiche come la consegna delle uova, la loro conservazione, la disinfezione, la preparazione e la successiva incubazione.

Una schiusa deludente, non corrispondente alle aspettative, è solitamente causata dall’insieme di due effetti negativi: meno pulcini e di peggiore qualità. Entrambi costituiscono un problema. Un cliente insoddisfatto rappresenta una perdita per l’azienda, ma i problemi possono anche essere risolti. Le domande da porsi sono: cosa è successo? Cosa si è sbagliato? Come possiamo evitare che il problema si ripeta? Per rispondere a tali domande, bisogna entrare nel dettaglio e il primo passo è raccogliere informazioni.

Quale è il problema?

La prima domanda che ci poniamo è se il risultato negativo sia legato a una sola unità di incubazione, oppure a una precisa parte fisica dell’incubatoio, per esempio alle camere, a un gruppo di macchine, oppure a una singola incubatrice o schiusa. Forse è solo una parte della macchina? Un dettaglio tecnico della procedura o di gestione? Oppure il problema risiede nella consegna? Si tratta di una sola partita di uova? Cosa hanno in comune le unità colpite? Potrebbe essere la ventilazione, o l’elettricità, le tubazioni, i computer, il sistema di raffrescamento o altri fattori riferibili ai riproduttori: trattamenti somministrati in allevamento, malattie, aggiunta di nuovi maschi, ecc. Si comincia così a circoscrivere il problema.

Che situazione si è notata alla speratura, sia precoce che successiva, e alla schiusa? 

Una volta che si è identificata l’unità colpita, dobbiamo andare a fondo. Per scoprire la causa occorre sapere in quale fase si è verificato il blocco di sviluppo embrionale. Si tratta di una diminuzione della fertilità o della schiusa? Un forte calo della fertilità è un evento raro e se accade l’allevatore conosce di solito la cause, mentre gli effetti perdurano per lungo tempo. Anche se tutti i maschi vengono rimossi dal capannone, la fertilità cala lentamente su un periodo superiore alla settimana. 

Una causa frequente di calo della schiusa dipende dall’influenza di alcuni fattori fisici che provocano la morte dell’embrione. Ogni fattore fisico che colpisce lo sviluppo embrionale gioca un ruolo differente nelle fasi successive dell’incubazione. Identificare il momento in cui l’embrione ha avuto problemi consente di trovare più facilmente la causa del danno. Il primo rilevamento va quindi effettuato sulla base dell’età in cui si verifica la mortalità embrionale, le cui cause potrebbero essere quelle qui di seguito riportate.

Mortalità prima dell’incubazione, oppure nei primi giorni di incubazione

Carenze nutrizionali o l’avanzare dell’età del gruppo di riproduttori possono essere una causa dell’aumento della mortalità embrionale in quanto tendono ad aumentare, solitamente in maniera lenta e progressiva. Una causa frequente potrebbe dipendere dall’intossicazione provocata dalla presenza di farmaci (per esempio la nicarbazina) in un lotto di mangime, o dalla contaminazione da micotossine, oppure dall’uso di materie prime di cattiva qualità, e/o miscelate scorrettamente. Queste cause probabilmente colpiscono tutto il gruppo alimentato con quel mangime, ma è anche possibile avere problemi localizzati, legati allo sviluppo di micotossine in certi silos. 

Una malattia acuta ha un effetto a lungo termine sulla fertilità ed è visibile in tutti i lotti con la stessa origine. Un’altra possibilità dipende da fattori operativi, come modifiche nelle procedure di gestione delle uova che potrebbero essere non rilevabili, a meno che non si segua un protocollo rigido. Qualsiasi cambiamento nello stoccaggio delle uova in allevamento, nel sistema di disinfezione (qualora sia applicato), nella logistica delle consegne o il verificarsi di trasporti prolungati, soprattutto con il caldo, richiede una speciale attenzione, perché può influenzare la schiusa.

Un aumento improvviso del numero di uova chiare, che si nota solo al trasferimento, richiede ulteriori approfondimenti. Le uova erano davvero fertili? L’embrione è morto prima di essere incubato a causa di problemi di trasporto o conservazione? Oppure è morto successivamente, nel corso dei primi giorni di incubazione? Per distinguere accuratamente tra embrioni morti precocemente e uova infertili occorre rompere le uova e farlo presto, perché se si fa al momento del trasferimento il risultato non è più attendibile. Per diagnosticare il problema, la speratura, almeno a campione, va fatta in una fase precoce o addirittura bisogna effettuare un controllo sulle uova fresche, subito dopo lo scarico. In questo caso, ovviamente, non si vede se l’embrione è vivo o morto, ma è possibile conoscere il suo stadio di sviluppo. Se il trasporto ha avuto dei ritardi o problemi di temperatura eccessiva, l’embrione supera lo stadio di conservazione ottimale e inizia a svilupparsi e pertanto non andrebbe messo in stoccaggio, ma direttamente in incubazione. Lo sviluppo embrionale in questo caso è già in fase più avanzata, e se fosse stoccato a temperature basse, morirebbe durante i primi giorni di incubazione.

La mortalità embrionale nei primi giorni di incubazione non può essere causata da ventilazione insufficiente o da un livello troppo basso o alto di umidità. In questa fase infatti gli embrioni hanno bisogno solo di una temperatura corretta e di essere girati. Un sensore della temperatura difettoso potrebbe comportare seri danni, ma solitamente in una macchina ci sono più sensori e le conseguenze sarebbero circoscritte. La mancanza di funzionamento del gira-uova, specialmente nei primi giorni di incubazione, o un suo ruotare ad angolature scorrette, potrebbero causare un calo di schiusa e un aumento delle anomalie embrionali, che si notano aprendo le uova non schiuse. Questi difetti tecnici hanno di solito conseguenze localizzate e quindi colpiscono solo una parte della schiusa.

Mortalità a fine incubazione

Una mortalità improvvisa ed elevata degli embrioni nel corso della fase intermedia di incubazione è piuttosto rara. I cali inaspettati di schiusa più frequenti sono il risultato di una mortalità embrionale tardiva, ma potrebbero derivare da stadi precedenti e risalenti all’inizio dell’incubazione.

La presenza di embrioni molto sviluppati, che si seccano tutti alla stessa età nell’ultima fase di incubazione, o che sono associati a pulcini deboli e stanchi, è un problema frequente. Questi embrioni si sono sviluppati bene fino a un certo punto, il che significa che le condizioni precedenti dovevano essere discrete, ma come nei maratoneti sono arrivati sfiniti a fine corsa. Quale potrebbe essere la causa? Sono possibili diversi scenari. Verso la fine dell’incubazione gli embrioni sono oramai grandi e stretti nel guscio e diventano più sensibili al surriscaldamento e a una ventilazione carente. La ragione più frequente di aumento della mortalità tardiva è la carenza di una ventilazione idonea per lungo tempo, sia per il ricambio che per il raffrescamento. La necessità di ventilazione aumenta velocemente dopo il decimo giorno e diviene critica negli ultimi giorni di incubazione. La carenza di ossigeno è infatti un vero killer a questa età. Se si cercano le ragioni di una schiusa deludente, è importante osservare con attenzione anche il meteo, addirittura ora per ora, dal quindicesimo giorno in poi. Occorre un’inspezione dettagliata perché anche una sospensione breve della ventilazione, solo di 30 minuti, può fare molto danno.

Un’elevata percentuale di morti nel guscio, con un aspetto bagnato e camere d’aria piccole, è un esempio di mortalità da soffocamento: gli embrioni sono annegati nel guscio poiché la camera d’aria era ridotta. Per evitare che ciò avvenga è importante controllare da subito l’evaporazione, in modo da assicurare una perdita di peso ideale delle uova. 

Se in una determinata macchina, impostata su un certo programma di incubazione, l’umidità relativa va fuori controllo, conviene verificare se ci sono eventuali perdite di acqua o dei sensori difettosi: ciò causerebbe un aumento dell’umidità che supera il punto di settaggio. 

L’applicazione errata di alcuni tipi di disinfettante o il loro uso a concentrazioni scorrette può causare un blocco nei pori del guscio, il che a sua volta impedisce lo scambio di gas, l’evaporazione dell’acqua e quindi lo sviluppo della camera d’aria.

Le temperature restano fondamentali nel corso di tutto il processo d’incubazione. Sono come il pedale del gas nella macchina: accelerano il processo metabolico se sono premute troppo, lo rallentano se lo sono in maniera insufficiente. Il range ottimale è stretto, quindi le temperature possono facilmente risultare troppo alte o basse. Un surriscaldamento comporta pulcini stanchi e deboli, o che muoiono nel guscio. Quelli che schiudono sono troppo esausti per completare la schiusa; molti muoiono mentre cercano di rompere il guscio. 

Temperature troppo fredde rallentano invece lo sviluppo, ritardano la schiusa e anch’esse causano embrioni deboli e incapaci di schiudere. Gli embrioni e i pulcini appariranno troppo piccoli e con sviluppo ritardato. Nelle unità colpite, quindi, vanno sempre controllati i sensori termici, il raffrescamento e la ventilazione. Molti embrioni che mostrano malposizionamenti potrebbero derivare da uova posizionate a testa in giù. Nonostante l’embrione poi muoia tardi, in questi casi, il problema deriva dai primi giorni di incubazione, oppure potrebbe dipendere dal gira-uova difettoso.

Mortalità da incubazione o da schiusa?

Nel caso di cattiva schiusa, la domanda fondamentale da porsi è dove risieda di preciso il problema, se nell’incubatrice o nella schiusa. I sintomi a volte possono coprire problemi di incubatrice, mentre è più facile notarli in schiusa, a meno che siano solo alcune sezioni dell’incubatrice a essere difettose. Rompere le uova non schiuse, osservando come sono distribuite nella macchina, fornisce diverse informazioni. Molti embrioni che muoiono nel corso del beccaggio della camera d’aria e del guscio indicano problemi nella schiusa piuttosto che nell’incubatrice. Gli ultimi giorni trascorsi da un uovo nella schiusa sono critici: gli embrioni sono grandi e hanno bisogno di molta aria fresca e di raffrescamento. Una ventilazione ridotta e una temperatura poco uniforme nella macchina sono pericolose. Perdite di acqua, che provocano zone fredde nella macchina, un blocco al sistema di raffreddamento, sensori difettosi, una valvola di ventilazione bloccata, allarmi ignorati – spesso per caso, errore o ignoranza – sono tra le cause da controllare per prime. Una distribuzione poco uniforme della qualità del pulcino o della mortalità embrionale nella macchina è da imputarsi a problemi di ventilazione, come per esempio un circuito dell’aria malfunzionante; potrebbe però anche essere dovuta alla posizione scorretta dei carrelli e dei vassoi, o a errate impostazioni degli ingressi o delle uscite dell’aria in pressione. I pulcini che sopravvivono sono in grado di dirci dove sia il problema. Sintomi come addomi grandi e duri, con ombelichi poco cicatrizzati, sono correlati a problemi di umidità. Occorre quindi valutare se gli ombelichi siano secchi o umidi, ma anche a che altezza il guscio è stato beccato. Pulcini stanchi ed esausti, con macchie rosse sul becco, ginocchia arrossate e piumino corto sul capo, sono segnali che indicano la necessità di un maggiore controllo e revisione delle temperature. Bisogna inoltre verificare se ci sono tracce di sangue nel guscio, o valutarne il livello di umidità e se questo è sporco o pulito. Pulcini che risultano appiccicosi sono probabilmente dovuti a problemi di gira-uova. 

Paiono tante queste domande, ma ce le dobbiamo porre sempre quando ci sono problemi, e va cercata una risposta al fine di evitare che si verifichino di nuovo schiuse deludenti.

Punti essenziali da verificare in presenza di una schiusa deludente

  • Localizzare il problema: da quale parte o processo dell’incubatoio deriva?
  • Analizzare i sintomi e identificarne la causa tecnica.
  • Identificare la tempistica dell’eccessiva mortalità embrionale e collegarla alle cause più probabili.
  • Se si verifica una mortalità precoce, discuterne con il fornitore di uova.
  • Revisionare le procedure e le attività di routine e vedere se qualcosa è stato cambiato.
  • Non esagerare con gli interventi, magari modificando troppo velocemente un programma d’incubazione rodato che funziona bene.
  • Controllare comunque tutte le macchine per evitare che il problema possa nuovamente verificarsi.