La nuova Warren: una gallina ruspante dalle produzioni commerciali

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Ci troviamo nuovamente con Dario Laugero, responsabile commerciale Hendrix Genetics per l’Italia, incontrato in occasione della Fiera di Rimini per parlare della Warren. Molte le novità per il settore tacchini, ma quello che più ci ha colpito è stata la presentazione di una nuova linea di ovaiole, o meglio, del restyling di una linea già conosciuta: la Warren.

Dario, come mai riproporre questa linea?

“ll mercato italiano delle ovaiole è ancora oggi in continua evoluzione, passando dagli allevamenti di gabbie arricchite a sistemi alternativi come quelli in voliera, a terra e free range. Mentre per i primi è stata fino ad oggi utilizzata in modo ottimale la linea Bovans Brown, i nuovi sistemi di allevamento all’aperto hanno bisogno di ben altro tipo di animali. Servono infatti galline più robuste e resistenti, maggiormente socievoli, e con un piumaggio che possa garantire fino a fine ciclo una copertura che consenta di resistere agli sbalzi climatici di un allevamento all’aperto. Tutte caratteristiche, queste, in cui eccelle la nuova Warren.”

Qual è l’origine della razza Warren?

“La Warren affonda le sue origini nel Regno Unito, essendo frutto di una selezione di galline ovaiole allevate all’aperto in ambienti climaticamente complicati. Tuttavia, a creare la Warren che oggi conosciamo è stato James Warren Junior, negli Stati Uniti, agli inizi degli anni Cinquanta. Figlio di una famiglia dalle forti tradizioni avicole della Rhode Island Red, si è laureato in Scienze avicole nel 1951 per divenire, nel 1956, responsabile della Ricerca e Sviluppo nell’azienda di famiglia fino a quando non ne ha assunto la direzione generale. Il suo fiore all’occhiello è stata la creazione di un’azienda sperimentale con il fine di testare in campo le linee genetiche di nuova creazione, e la linea che ha preso il suo nome – la Warren – risulta essere il coronamento dei suoi lunghi lavori di selezione.”

La Warren è una razza già conosciuta in Italia, quali sono le novità introdotte?

“Per gli allevatori ormai navigati e con una certa esperienza, la Warren rappresenta una razza già nota, che ha avuto un enorme successo durante la decade che va dagli anni Novanta ai Duemila. Quella proposta oggi è una Nuova Warren, risultato di un grande lavoro di selezione di Hendrix Genetics, che rientra in un progetto di recupero a lungo termine per il miglioramento di linee genetiche esistenti per riscoprirne le qualità e consentire la selezione di animali forti nel rispetto della tradizione. Le nuove linee direttrici della zootecnia internazionale ci stanno portando sempre più verso sistemi d’allevamento alternativi che rispettino l’ambiente e gli animali.”

Quali sono le caratteristiche peculiari della Warren?

“La linea Warren presenta caratteristiche che ben si adattano a tutti i tipi di allevamento all’aperto, sia esso biologico o free range. Se in passato in Inghilterra è stata selezionata come gallina ruspante oggi, grazie agli ultimi affinamenti di selezione svolti in Hendrix, la Warren è entrata a pieno titolo nella categoria delle galline commerciali per le sue produzioni competitive. Quello che più sorprende di questi animali è la loro bellezza e il loro aspetto sano e vitale fino a fine carriera. Il loro piumaggio persiste per tutta la vita, evitando quegli inestetismi dovuti alla deplumazione parziale o totale, che molto spesso affliggono gli animali a fine carriera. La Warren è una gallina esteticamente gradevole che resta bella fino alla fine. Inoltre, non ha perso le sue antiche doti da ovaiola, deponendo bene nel nido e dimostrando d’essere una gallina ruspante con ottime performance produttive. Un’altra importante qualità che la caratterizza riguarda la sua capacità di stare all’aperto e la sua grande docilità. Le galline Warren riescono infatti ad adattarsi molto bene ai sistemi free range e biologici; sanno stare bene in gruppo senza particolare aggressività. In questo modo si potrà evitare il debeccaggio, dettaglio da non sottovalutare per la forte sensibilità dell’opinione pubblica sulle tematiche del benessere animale.”

In Italia la Warren è stata già sperimentata?

“Da poco la nuova Warren è stata nuovamente introdotta in Francia e in Italia. Le sue eccellenti qualità non l’hanno fatta passare inosservata: vi è infatti un crescente interesse da parte dei produttori di uova biologiche e free range per le galline Warren con feedback molto promettenti. Le ovaiole Warren affrontano senza problemi le sfide dei sistemi di allevamento alternativi oggi esistenti.

Per riassumere, queste sono le caratteristiche specifiche della Warren:

  • robusta, resistente, docile, con una vitalità eccezionale;
  • curva di deposizione persistente fino a fine ciclo;
  • eccellente copertura di piume fino a fine carriera;
  • buona nidificazione e ottimo comportamento all’aperto.”

Si è dunque parlato del free range. Qualche consiglio per la gestione di questo tipo d’allevamento?

“La parte più difficile da gestire in un allevamento free range è senza dubbio quella che lo caratterizza maggiormente: il parco esterno. In modo particolare, la zona di transizione e passaggio dal pollaio all’area esterna è di solito quella più difficile da mantenere in buone condizioni. Si dovranno evitare pozzanghere e stagnazione dell’acqua in genere, essendo potenziale fonte di diffusione di malattie; a tale scopo si consiglia di creare un cordone di protezione in pietra per i primi 5-10 metri attorno al perimetro del capannone. Le pietre dovranno essere di differente granulometria per consentire un buon drenaggio dell’acqua ed evitare un’eccessiva compattazione. Grazie a questo importante accorgimento, le zampe degli animali saranno sempre pulite e si eviteranno quelle pozzanghere di fanghiglia dove spesso gli animali hanno la tendenza ad andare a bere. L’acqua nelle pozze di fango può essere facilmente infettata dalle stesse deiezioni degli animali e dai parassiti che vivono nel terreno. Un buon drenaggio può essere ottenuto aggiungendo ulteriori pietre nell’area esterna, in prossimità di buche e avvallamenti. Alberi e arbusti incoraggeranno le galline a uscire nel parco esterno, che dovrà sistematicamente essere curato e seminato: una buona gestione dei prati può infatti incidere sul benessere degli animali. Gli alberi e la creazione di ripari nel parco esterno consentiranno agli avicoli di utilizzare meglio tutta la superficie disponibile, offrendo loro una protezione sia dal sole, durante le stagioni calde, che dai rapaci. Una peculiare iniziativa sta prendendo piede in Francia anche grazie agli importanti contributi statali, ovvero quella di utilizzare pannelli solari regolabili quali ripari per gli animali.

Se ben pianificata, attraverso lo studio di differenti colture arboree che alternino alberi a crescita rapida con quelli a crescita media e lenta, la presenza di vegetazione consentirà di sfruttare al massimo il parco a disposizione degli animali, che saranno così incentivati a razzolare per tutto il giorno alla ricerca di cibo.

Tornando al tema del pascolo, questo dovrà essere ben gestito per essere utilizzato al meglio dagli avicoli. La selezione delle pasture dovrà essere ben studiata con una rotazione del paddock da effettuarsi in modo costante, per poter aver una razionalizzazione del consumo. La cosa migliore risulta quella di dividere l’intero parco in 3 o 4 paddock (o più), alternando questi per periodi da 3 a 4 settimane e consentendo così :

– un periodo di recupero per le piante, durante il quale nella stagione opportuna è possibile riseminare le aree usurate per mantenere una buona qualità del pascolo;

– di poter utilizzare l’erpice ai pascoli che più lo necessitano, al fine di consentire una migliore crescita del tappeto erboso grazie all’ossigenazione del terreno. In questo modo si limiterà anche la presenza di parassiti. Tuttavia, in caso di forte contaminazione, si potrà procedere alla dispersione di calce viva a una dose di 500 g/m².

Anche con tutti questi accorgimenti non è sempre facile stimolare le galline a uscire dal pollaio. Alcuni animali tendono infatti a rimanere all’interno. Sarà quindi compito dell’allevatore far sì che gli animali si abituino a uscire, riservando un tempo necessario a questo addestramento. Lo stesso vale per il rientro serale: gli animali devono abituarsi a rientrare prima della chiusura degli uscioli. Una volta che gli animali si saranno abituati a pascolare in tutta la superficie del parco esterno, sarà molto importante installare adeguate recinzioni per evitare la fuga delle nostre galline, ma soprattutto per evitare l’ingresso di predatori come cani e volpi.”

Rappresentante per l’Italia:
Dario Laugero, Responsabile tecnico e commerciale Italia
M.: +39 393 33 58 371
Email: dario.laugero@hendrix-genetics.com

Institut de Sélection Animale – ISA SAS 1 rue Jean Rostand, Zoopôle
BP 23, 22440 Ploufragan Cedex, France-EU