Il continente dimenticato. Dinamiche dell’industria delle uova in Africa – Parte 2

Hans-Wilhelm Windhorst - L’autore è Direttore Scientifico del WING all’Università Veterinaria di Hannover e Professore Emerito all’Università di Vechta, Germania

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Parte 2 – L’industria delle uova nelle sub-regioni africane

Come anticipato nella prima parte di questo studio, le analisi che si occupano dello sviluppo dell’industria delle uova tralasciano spesso l’Africa e l’Oceania. Con questo lavoro l’autore si propone di colmare la lacuna.

Forte squilibrio tra popolazione e produzione di uova

Un confronto tra il contributo delle cinque sub-regioni africane alla popolazione dell’Africa e la produzione di uova rivela un forte squilibrio (Tabella 1). Nel 2018, i Paesi dell’Africa settentrionale hanno contributo per il 18,6% alla popolazione del continente, ma alle scorte di galline ovaiole per il 31,8% e alla produzione di uova per il 44,4%. Al contrario, i Paesi dell’Africa orientale hanno contribuito alla popolazione per il 33,1%, ma per il 18,5% alle scorte di galline e soltanto con il 15,6% alla produzione di uova.

Lo squilibrio è stato ancora più alto nell’Africa centrale (13,3% della popolazione africana e 1,4% della produzione di uova). Inoltre, uno sguardo più approfondito alla relazione tra il contributo delle sub-regioni agli allevamenti e alla produzione di uova mette in risalto notevoli differenze nell’efficienza dei sistemi di produzione. L’analisi a livello delle singole sub-regioni documenta questo scarto in dettaglio.

Differenze considerevoli nello sviluppo degli allevamenti

Tra il 2008 e il 2018 gli allevamenti di ovaiole sono passati da 455,1 milioni a 518,2 milioni di capi, pari al 13,9%, con un tasso del 5,5% più basso rispetto alla crescita mondiale. La Tabella 2 mostra quanto le dinamiche tra le sub-regioni siano estremamente diverse. Nell’Africa settentrionale il numero delle galline ovaiole è cresciuto di 51,5 milioni di capi (45%), segue l’Africa orientale con 19,3 milioni di capi (25,2%). Al contrario, gli allevamenti in Africa meridionale e occidentale sono diminuiti rispettivamente di 5,1 milioni e di 4,1 milioni di capi. Nella decade presa in esame, i Paesi dell’Africa occidentale hanno perso il 6,4% del proprio contributo agli allevamenti, gli Stati dell’Africa settentrionale, invece, hanno guadagnato il 6,9% e i Paesi dell’Africa orientale l’1,7%. Il contributo dei Paesi dell’Africa centrale rimane invariato. Alla crescita assoluta di 63,1 milioni di galline, l’Africa settentrionale ha contribuito con 51,5 milioni, pari all’81,6%. I dati documentano le notevoli dinamiche in questa sub-regione nonostante i focolai di Influenza Aviaria (vedi Zootecnica International, settembre 2020).

La produzione di uova cresce più velocemente degli allevamenti di ovaiole

Tra il 2008 e il 2018 la produzione di uova in Africa è salita da 2,6 milioni a 3,2 milioni (+22,1%). Il tasso relativo di crescita è stato dell’8,2% più alto di quello relativo alle scorte di galline ovaiole, un indicatore della crescente efficienza dell’allevamento in alcune sub-regioni. All’aumento assoluto di 576.500 tonnellate, i Paesi dell’Africa settentrionale hanno contribuito con 499.900 tonnellate (86,7%), dimostrando un’efficienza notevolmente superiore nell’allevamento di ovaiole. Il volume della produzione è cresciuto in tutte le sub-regioni ad eccezione dell’Africa occidentale, dove la produzione di uova è diminuita di 62.600 tonnellate (-7,6%). Vale la pena notare che nonostante la diminuzione degli allevamenti, la produzione in Africa meridionale è cresciuta di 25.600 tonnellate (+5,9%). Come vedremo, questo è il risultato delle dinamiche del Sudafrica.

Un confronto dei modelli regionali nel 2008 e nel 2018 rivela dinamiche interessanti. La quota dell’Africa settentrionale nella produzione di uova del continente è aumentata del 9,3%, raggiungendo il 44,4%: quella dell’Africa orientale è aumentata dello 0,7%. Il contributo delle altre tre sub-regioni invece è diminuito.

La perdita più alta si è verificata in Africa occidentale (-7,7%), seguita dall’Africa meridionale (-2,3%). Il contributo dell’Africa centrale è sceso dello 0,1%. Uno sguardo più attento ai dati delle Tabelle 2 e 3 mostra che nel 2018 i Paesi dell’Africa settentrionale hanno contribuito con il 44,4% alla produzione africana di uova e con il 31,8% alle scorte di galline ovaiole; i Paesi dell’Africa meridionale invece hanno contribuito per il 14,5% al volume totale di uova ma solo con il 7,8% agli allevamenti. Dai dati emerge una maggiore efficienza della produzione di uova in Sudafrica (Botha 2018, South African Poultry Association 2017). Nella altre sub-regioni il contributo alle scorte di ovaiole è stato molto più alto rispetto a quello delle uova prodotte.

La situazione nelle sub-regioni nel 2018

Vediamo la situazione delle cinque sub-regioni nel 2018 a livello di Paese per identificare i Paesi leader e la concentrazione regionale. Le sub-regioni sono prese in analisi in base al loro contributo alla produzione di uova del continente.

Africa Settentrionale

Nel 2018 i 165 milioni di galline ovaiole nei sei Paesi dell’Africa settentrionale hanno prodotto 1,4 milioni di uova (Tabella 4). Un confronto tra il contributo che i singoli Paesi hanno dato alle scorte delle galline ovaiole e alla produzione di uova di ciascuna sub-regione fornisce alcuni spunti interessanti. Il Marocco ha contribuito per il 39,8% agli allevamenti ma solo per il 28,0% alla produzione della proprio sub-regione. Al contrario l’Egitto ha contribuito agli allevamenti con il 18,8% ma alla produzione di uova con il 32,1%. La produzione annua di uova per gallina differisce enormemente tra Egitto (14,6 kg) e Tunisia (4,4 kg). Chiaramente in Egitto e in Algeria sono molto più diffuse galline ibride rispetto agli altri Paesi: in Egitto una gallina ovaiola deposita tra 250 e 265 uova all’anno, considerando un peso medio per uova che varia tra 55 g e 58 g.

Africa occidentale

Nei 16 Paesi dell’Africa occidentale quasi 205 milioni di ovaiole hanno prodotto 762.800 tonnellate di uova. A questo volume la Nigeria ha contribuito con 481.400 tonnellate, pari al 63,1% (Tabella 5). Il volume medio di uova prodotte dai 106,4 milioni di galline è stato di 4,5 kg all’anno; calcolando un peso medio delle uova di 55 g, equivale a circa 82 uova annue. Produzioni più alte si sono registrate a Capo Verde e in Liberia. La produzione più bassa invece l’ha registrata il Benin con 0,9 kg annui, pari a 17 uova.

La media di soli 3,7 kg di volume annuo per gallina indica che in questa sub-regione sono state utilizzate soprattutto razze locali, che sono state utilizzate per un doppio uso, sia per la produzione di uova che come animali da carne. In Nigeria invece numerosi allevamenti integrati usano galline ibride (FAO 2018). Il ruolo dominante assunto da questo Paese è chiaramente una conseguenza della popolazione numerosa (195,8 milioni di persone) e di una domanda interna crescente; inoltre il Paese è riuscito a uscire velocemente dalla crisi innescata da violenti focali di Influenza Aviaria (Kayali 2016) grazie alle maggiori regole di biosicurezza applicate nei grandi allevamenti.

Africa meridionale

Nel Sud dell’Africa la concentrazione regionale degli allevamenti e della produzione di uova è stata molto alta (Tabella 6). Il Sudafrica ha contribuito per il 95,2% agli allevamenti e addirittura per il 98,2% alla produzione. L’industria delle uova negli altri quattro Paesi ha rivestito un’importanza minore. La produzione annua per gallina di 11,8 kg è un indicatore chiaro dell’uso di galline ibride allevate nelle grandi aziende integrate, che dominano l’industria delle uova sudafricana, colpita da massicci focolai di Influenza Aviaria nella seconda metà del 2017. Il 20% circa della popolazione di galline ovaiole nelle aziende commerciali è andato perduto, il che ha causato enormi problemi di approvvigionamento per la popolazione. Dal 2018 l’industria delle uova ha ripristinato e aumentato i livelli di biosicurezza (Botha 2018).

Africa orientale

Il modello regionale dell’industria delle uova nell’Africa orientale differisce da quello delle altre sub-regioni, soprattutto per una concentrazione regionale molto più bassa. Nessun Paese ha assunto una posizione dominante. I quattro Paesi leader hanno contribuito per il 59,9% agli allevamenti e per il 60,2% alla produzione di uova (Tabella 7). In Tanzania 16,2 milioni di galline hanno prodotto 108.700 tonnellate di uova, con una produzione annua per gallina di 6,7 kg, pari a 122 uova. In Kenia, invece, 18,9 milioni di galline hanno prodotto 83.552 tonnellate di uova, equivalenti a 4,4 kg annui. La ridotta produzione media in diversi Paesi dell’Africa orientale è un indicatore del basso livello di sviluppo dell’industria delle uova e dell’uso di razze locali cresciute in piccoli allevamenti domestici. La mancanza di know how e di capitale, nonché l’instabilità politica ed economica e il rischio di epidemie di IA costituiscono le maggiori barriere a uno sviluppo dinamico. Con 422,6 milioni di abitanti, la sub-regione ha contribuito per il 33,1% alla popolazione africana ma solo per il 15,6% alla produzione di uova. Tale squilibrio documenta in modo impressionante la necessità di un’industria delle uova più efficiente, in grado di fornire alla popolazione in rapida crescita una proteina di alto valore (Byrne 2020, FAO 2018, Okai 2019).

Africa centrale

Nel 2018 il 13,3% della popolazione viveva nei nove Paesi di questa sub-regione, che ha contribuito al 7,8% degli allevamenti e solo all’1,4% della produzione di uova dell’intero continente. Lo squilibrio è un indicatore dello standard relativamente basso dell’allevamento di ovaiole e della conseguente produzione di uova. Con una media di 3,7 kg, pari a circa 70 uova annue per gallina, questa sub-regione ha registrato gli stessi valori dell’Africa occidentale. Il valore più alto lo ha fatto registrare il Ciad (Tabella 8) con 6,4 kg, equivalenti a 120 uova; il più basso è stato quello di São Tomé e Principe con 2,2 kg, pari a 40 uova. La maggior parte degli allevatori possedeva piccoli gruppi di razze locali, che venivano usati per la produzione sia di uova che di carne. Tali valori rivelano la scarsissima offerta di uova per la popolazione: con una media di 0,07 galline per abitante, l’Africa centrale ha mostrato la minore densità di galline di tutto il continente. Inoltre, la concentrazione regionale era relativamente elevata. I due Paesi leader, Camerun e Repubblica Democratica del Congo, hanno contribuito per il 55,6% agli allevamenti e per il 56,6% alla produzione di uova della sub-regione. I dati dimostrano che in diversi Paesi per molti abitanti non c’erano uova disponibili.

Sommario

L’analisi fin qui condotta documenta lo squilibrio tra la popolazione e il contributo alla produzione di uova delle cinque sub-regioni africane. Mentre nel Nord e nel Sud del continente la produzione di uova è stata superiore rispetto alla popolazione, nelle altre sub-regioni si è verificato l’inverso. Abbiamo anche visto le grandi differenze tra allevamenti e produzione di uova. Nell’Africa settentrionale e meridionale il contributo alla produzione di uova è stato superiore rispetto alla quantità di galline allevate, mentre nelle altre sub-regioni si è verificato il contrario.

All’interno di ciascuna sub-regione la concentrazione regionale nella produzione di uova ha fatto registrare notevoli differenze: era molto alta nell’Africa meridionale e occidentale, dove uno o due Paesi dominavano il mercato, e molto più bassa nelle altre sub-regioni. La produzione media di uova per gallina è stata più alta in Africa meridionale con 11,5 kg, seguita dall’Africa settentrionale con 8,6 kg. In Africa occidentale e centrale, invece, la produzione si è attestata su 3,7 kg soltanto.

A livello dei singoli Paesi, l’Egitto si è classificato primo con 14,6 kg annui per gallina, seguito dall’Algeria con 13,4 kg e dal Sudafrica con 11,8 kg. La bassa media di molti Paesi meno sviluppati è un indicatore della scarsa efficienza degli allevamenti di ovaiole e dei problemi di approvvigionamento di uova per una popolazione in rapida crescita.

Bibliografia e approfondimenti

Botha, C.: The status of egg production in South Africa In: Randfontain Herald, 2 ottobre 2018 (https://randfonteinherald.co.za/284850/6am-2-octthe-status-of-egg-production-in-sa, 17 maggio 2020)
Byrne, J: Africa: Poultry and eggs are the winning proteins, with demand for feed and genetics expected to rise sharply. In: Feed Navigator, 24. 2. 2020 (https://www.feednavigator.com/Article/2020/02/24/Africa-s-rising-poultry-and-egg-market, 23 maggio 2020)
FAO database: www.faostat.org
FAO: A Profile of the South African Egg Industry Egg Market Value Chain 2012 (http://www.fao.org/3/a-at294e.pdf, 18 maggio 2020)
FAO: With avian influenza looming FAO builds local capacities in northeastern Nigeria (http://www.fao.org/resilience/news-events/detail/en/c/1202030, 25 maggio 2020)
FAO (ed.): Livestock and Poultry Spotlight Nigeria. Rome 2018 (http://www.fao.org/3/CA2149EN/ca2149en.pdf, 18 maggio 2020)
Kayali, G. et al.: Avian Influenza A (H5N1) virus in Egypt. In: Emerging Infectious Diseases 22 (2016), no. 3, p. 379-888 (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4766899, 17 maggio 2020)
Kriel, G.: Egg Markets: Poultry Farming in South Africa 2020 (http://southafrica.co.za/egg-markets.html, 17 maggio 2020)
Okai, F. K.: How Nigeria´s young poultry farmers are turning the problem of waste on its head. In: The Poultry Site 13.12. 2019 (https://thepoultrysite.com/articles/how-nigerias-young-poultry-farmers-are-turning-the-problem-of-waste-on-its-head, 23 maggio 2020)
Olam Grains: Nigeria Poultry Factsheet (https://www.olamgroup.com/content/dam/olamgroup/pdffiles/poultry-factsheet-e-version.pdf, 25 maggio 2020)
South African Poultry Association (Ed.): Egg Industry Stats Summary for 2017 (http://www.sapoultry.co.za/pdf-statistics/Egg-industry-stats-summary.pdf, 17 maggio 2020)

Leggi qui la prima parte