Consumi domestici 2024: crescono le carni avicole e le uova. I dati ISMEA confermano la solidità del comparto

12

L’analisi dei consumi domestici delle famiglie italiane per l’anno 2024, pubblicata da ISMEA, conferma il trend positivo per il comparto avicolo, in netta controtendenza rispetto ad altri segmenti del settore carni. Le carni avicole e le uova registrano infatti un incremento nei volumi acquistati, rafforzando il loro ruolo all’interno delle scelte alimentari dei consumatori italiani.

Carni avicole: +1,4% in volume, prezzi in calo

Nel dettaglio, le carni avicole – che comprendono pollame, tacchino e altre specie minori – segnano un incremento dei volumi acquistati dell’1,4% rispetto al 2023. A questa crescita ha contribuito un ridimensionamento dei prezzi medi del -3,1%, che ha reso il prodotto ancora più competitivo. A fronte della riduzione dei prezzi, la spesa complessiva si mantiene stabile o in lieve aumento, secondo ISMEA.

Si tratta di una performance significativa, soprattutto se confrontata con l’andamento negativo registrato dalle carni bovine (-2,3% in volume), suine (-2,7%) e dai salumi (-1,9%).

Il dato riflette una combinazione di fattori: da un lato, la crescente attenzione dei consumatori verso prodotti leggeri e a basso contenuto di grassi; dall’altro, il buon rapporto qualità-prezzo delle carni avicole, che le rende particolarmente competitive in un contesto di inflazione e contrazione del potere d’acquisto.

Uova: +4,5% in volume, +2,6% in valore

Ancora più marcato l’incremento registrato per le uova, che nel 2024 vedono crescere i volumi acquistati del 4,5% e il valore della spesa del 2,6%. Le uova si confermano così tra i prodotti proteici a più elevata penetrazione nel mercato domestico, presenti nel 94% delle famiglie italiane (dato confermato da fonti settoriali).

L’incremento è attribuibile alla riscoperta del valore nutrizionale dell’uovo – alimento completo, economico e versatile – nonché all’aumento della domanda di soluzioni alimentari semplici e veloci da preparare. I prezzi medi, in calo dell’1,8%, hanno inoltre favorito l’assorbimento completo della produzione.

Considerazioni per il comparto produttivo

L’andamento positivo del comparto avicolo si traduce in un segnale incoraggiante per tutta la filiera, dalla produzione primaria alla trasformazione e alla distribuzione. Il mercato domestico mostra di premiare l’offerta avicola, a condizione che essa risponda a criteri di qualità, sicurezza e tracciabilità.

La sfida per i produttori è duplice: da un lato, mantenere alta l’efficienza produttiva per contenere i costi in un contesto di pressione inflazionistica; dall’altro, investire in innovazione e comunicazione per valorizzare il prodotto avicolo, sia fresco che trasformato.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle esigenze emergenti del consumatore: crescente sensibilità ambientale, richiesta di filiere sostenibili, trasparenza sull’origine e sulle modalità di allevamento. In questo senso, etichettature chiare, certificazioni e sistemi di qualità volontari possono rappresentare un vantaggio competitivo.

Fonte: ISMEA