La Champions League dei Paesi produttori di carne avicola

Hans-Wilhelm Windhorst - L’autore è Direttore Scientifico del WING all’Università Veterinaria di Hannover e Professore Emerito all’Università di Vechta, Germania

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L’industria avicola mondiale ha mostrato un notevole dinamismo negli ultimi decenni sia nella produzione di uova che in quella di carne. In questo articolo sarà analizzato lo sviluppo della produzione di carne di pollo nei 18 Paesi leader del settore tra il 2008 e il 2018. Il numero dei Paesi presi in considerazione ricalca volutamente il numero di squadre che partecipano ai maggiori campionati sportivi.

Andamento della produzione mondiale di pollame

Nel 2018 sono stati prodotti in tutto il mondo 127,3 milioni di tonnellate di pollame, di cui 111,3 milioni di tonnellate, pari all’87,4%, di carne di pollo (Tabella 1). Pertanto, considerato il suo ruolo assolutamente dominante, l’analisi si focalizzerà sulla carne di pollo.

Dalla Tabella 2 si può vedere che il contributo dei Paesi leader nella produzione di carne di pollo (Chicken meat production Leading Countries = CLC) è stato notevolmente diverso nei vari continenti. Mentre in Nord America i CLC hanno contribuito per il 97,4% del volume di produzione, in Africa è stato solo il 30,5% e in Europa il 33,7%. Il contributo è stato molto elevato anche in America centrale e meridionale e in Asia. L’analisi dettagliata a livello nazionale sarà in grado di documentare il grado di concentrazione regionale.

Dinamiche notevoli nella macellazione dei polli

Nel 2018, 4,4 miliardi di persone (ovvero il 57,1% della popolazione mondiale) vivevano nei 18 CLC con il più alto numero di polli macellati. Di questi, 11 si trovano in Asia, 3 nelle Americhe, 3 in Europa e uno in Africa. Tra il 2008 e il 2018 la macellazione di polli a livello mondiale è passata da 53,6 miliardi a 68,8 miliardi di capi, con un aumento del 28,4%. Nei Paesi leader la produzione di carne di pollo è passata da 37,9 a 48,4 miliardi di capi, con un aumento del 27,6% (Tabella 3). Il tasso di crescita relativa più basso nel gruppo dei CLC indica comunque una rapida crescita anche in altri Paesi.

All’aumento assoluto della macellazione di polli di 10,5 miliardi di capi, la Cina ha contribuito con 2,3 miliardi di capi (pari al 22,3%), la Russia con 1,3 miliardi (12,0%), l’Indonesia con 1,1 miliardi (10,3%), l’India con 954 milioni (9,1%) e il Brasile con 806 milioni (7,7%). Insieme, questi cinque Paesi hanno condiviso il 61,4% della crescita di tutti i CLC e il 42,3% della crescita mondiale. Vale la pena notare che negli Stati Uniti il numero di polli macellati è cresciuto solo di 75 milioni di capi, pari allo 0,9%: il basso tasso di crescita è il risultato di un continuo aumento del peso di macellazione dei polli da carne. La crescita relativa più alta l’ha fatta registrare il Pakistan con il 125,3%, seguito da Turchia (98,9%), Russia (95,2%) e Birmania (84,7%).

Un confronto tra composizione e classificazione dei vari Paesi rivela alcuni cambiamenti notevoli. Nel 2018, Giappone, Germania, Canada e Colombia non rientravano più tra i 18 Paesi leader nella produzione di carne di pollo, sostituiti da Turchia, Pakistan, Corea del Sud e Malesia. Gli Stati Uniti hanno lasciato la propria posizione di vertice alla Cina; la Russia ha superato l’India, l’Iran e il Messico. La Birmania è salita dal 16esimo al nono posto e un salto ancor più grande lo ha fatto la Turchia passando dal 20esimo all’11esimo posto, mentre il Sudafrica ha perso 5 posizioni.

Straordinarie dinamiche nella produzione di carne di pollo

Così come è cambiata la classifica dei Paesi leader nella produzione e nella macellazione di carne di pollo, così è cambiata anche la popolazione. Nel 2018 nei 18 Paesi leader vivevano 4,6 miliardi di persone, pari al 58,8% della popolazione mondiale. Nove delle 18 CLC erano situate in Asia, sei nelle Americhe, due in Europa e una in Africa. Tra il 2008 e il 2018 la produzione di carne di pollo è aumentata di 33,4 milioni di tonnellate, pari al 41,3%, nei 18 CLC di 23,9 milioni di tonnellate, pari al 40,5% (Tabella 4). Analogamente alla macellazione, la crescita mondiale relativa della produzione di carne di pollo è stata superiore a quella dei 18 Paesi leader, con una conseguente diminuzione della concentrazione regionale dal 73,1% al 72,7%. Ovviamente, anche la produzione degli altri Paesi è stata dinamica. Di tutti i prodotti animali, la produzione di carne di pollo è quella che cresciuta più velocemente (vedi Windhorst 2019). L’assenza di barriere di tipo religioso, la forte presenza nei fast food e l’eccellente tasso di conversione dei mangimi sono i principali fattori di successo di questo tipo di carne.

Nel 2018 i sei Paesi americani che fanno parte dei CLC hanno contribuito per il 51,9% alla produzione complessiva del gruppo, i nove Paesi asiatici per il 38,4%, i due Paesi europei per il 7,6%, e il Sudafrica, unico paese africano del gruppo, ha contribuito per il 2,1%. Per quanto riguarda l’aumento assoluto della produzione di carne di pollo nei 18 Paesi leader, che ammonta a 23,9 milioni di tonnellate, il Brasile ha contribuito con 4,7 milioni di tonnellate (19,7%), la Cina con 3,2 milioni di tonnellate (13,5%), gli USA con 2,6 milioni di tonnellate (10,8%) e anche la Russia con circa 2,6 milioni di tonnellate (10,6%). Vale la pena notare che Brasile e Cina hanno condiviso quasi esattamente un terzo della crescita della produzione. L’incremento relativo più alto lo hanno fatto registrare Russia (127,0%), Birmania (120,3%), Turchia (98,3%) e India (90,6%); ma mentre la Turchia produceva più della domanda interna ed esportava carne di pollo, la crescita negli altri Paesi era dovuta principalmente alla crescente domanda interna. Le straordinarie dinamiche verificatesi in Birmania hanno avuto un parallelo nella produzione di uova e si sono verificate in seguito agli investimenti del gruppo Thai CP, che ha realizzato società verticalmente integrate in Thailandia. La Russia ha ampliato la sua produzione di carne di pollo per compensare la diminuzione della carne suina dovuta ai focolai di peste suina africana.

Un confronto tra la composizione e la classifica dei Paesi leader nel 2008 e quelle del 2018 mostra alcuni interessanti cambiamenti. Nel 2018 Spagna, Francia e Canada non erano più al vertice, sostituiti da Malesia, Birmania e Perù. Gli Stati Uniti sono stati in grado di difendere il primo posto, ma hanno perso il 3,9% rispetto alla quota precedente. Il Brasile ha superato la Cina e ha incrementato il proprio contributo alla produzione mondiale di carne di pollo dello 0,5%, mentre la Cina ha perso l’1,1%. La Russia ha superato l’India e il Messico, guadagnando l’1,5%. Anche l’India si è classificata bene con un aumento dello 0,8%, mentre il Messico ha perso lo 0,3%. La Malesia, infine, ha effettuato un ampio salto passando dal 19esimo posto nel 2008 all’11esimo posto dieci anni dopo.

Forti differenze nel peso medio di macellazione

Il peso medio di macellazione dei polli è passato da 1,51 kg del 2008 a 1,60 kg del 2018, mentre nei 18 Paesi leader è passato da 1,55 kg a 1,71 kg, un’evidente tendenza a produrre animali più grossi. La Tabella 5 mostra notevoli differenze tra i vari Paesi. Pesi di macellazione più alti sono la conseguenza della preferenza dei consumatori per i polli porzionati rispetto a quelli interi (come accade in Giappone, USA, Brasile); pesi di macellazione inferiori sono dovuti non solo alla preferenza di polli interi, ma anche alla presenza di razze locali a crescita lenta nei Paesi meno sviluppati (India, Indonesia, Birmania, Thailandia).

Sommario

Le dinamiche della produzione mondiale di carne di pollo tra il 2008 e il 2018 si riflettono nello sviluppo dei 18 Paesi leader. La crescita relativa del volume di produzione in questi Paesi ha raggiunto il 40,5%, mentre ha raggiunto solo il 27,6% per la macellazione dei polli, il che indica una tendenza verso un peso medio di macellazione più elevato e la crescente preferenza dei consumatori di parti sezionate rispetto agli animali interi (tendenza che non si verifica, tuttavia, in molti Paesi meno sviluppati). I principali vincitori delle dinamiche documentate nella produzione di carne di pollo sono stati Brasile, Russia, Turchia, India e Indonesia. Anche gli Stati Uniti e la Cina hanno aumentato la loro produzione, ma hanno comunque perso quote nella produzione globale.

Bibliografia e approfondimenti
FAO database: www.faostat.org.
Windhorst, H.-W.: Globale Dynamik von Geflügel. Weltweite Analyse der Jahre 2006 bis 2016 in der Geflügelfleischerzeugung. In Fleischwirtschaft 99 (2019), Nr. 2, S. 30-32.
Windhorst, H.-W.: Die Zeichen stehen auf Wachstum. Analyse des Handels der vier wichtigsten Geflügelfleischarten im Jahr 2017. In: Fleischwirtschaft 100 (2020), Nr. 3, S. 21-24.