Farm to Fork e Biodiversità 2030

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©Canale Energia

La Commissione europea ha pubblicato la strategia Farm to Fork, dedicata al sistema agroalimentare, e Biodiversità 2030, punti chiave del Green Deal europeo. Si tratta di un’occasione per allineare le politiche agricole comunitarie agli obiettivi di tutela della salute e dell’ambiente.

Si deve intervenire sul sistema agroalimentare europeo non solo per fronteggiare l’emergenza climatica in corso, ma anche per scongiurare nuove epidemie se si considera che il 31 per cento delle epidemie di malattie emergenti al mondo sembra essere legato al cambiamento di uso del suolo.

La Strategia Farm to Fork (dal campo alla tavola) della Commissione europea dichiara, nel testo, che “i sistemi alimentari devono urgentemente diventare sostenibili e operare entro i limiti ecologici del pianeta” e che “la sostenibilità deve ora diventare l’obiettivo chiave da raggiungere”. Tra gli obiettivi della Strategia Farm to Fork, c’è l’impegno al raggiungimento del 25% della superficie agricola europea (Sau) dedicata al biologico; il 10% delle aree agricole destinate a infrastrutture verdi per la conservazione della natura; l’impegno alla riduzione del 50% del rischio e della quantità dei pesticidi utilizzati in agricoltura; la riduzione dello spreco alimentare. La strategia Farm to Fork prevede un finanziamento di 20 miliardi l’anno tra fondi Ue, nazionali e privati. Le comunicazioni, che aprono la strada anche all’utilizzo delle nuove biotecnologie in campo, non sono vincolanti, ma indicano le linee guida per futuri atti legislativi da concordare con Consiglio e Parlamento europeo.

Le reazioni delle categorie del settore non si sono fatte attendere: il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha affermato che “l’estensione dell’obbligo di etichette con l’indicazione dell’origine degli alimenti è una vittoria per gli 1,1 milioni di cittadini europei che hanno firmato l’iniziativa promossa da Coldiretti e altre organizzazioni europee, ma non mancano le criticità nella strategia, che presenta preoccupanti zone d’ombra nei fuorvianti bollini nutriscore e nei pregiudizi sui consumi di carne e sugli allevamenti”.

Massimiliano Giansanti di Confagricoltura ha obiettato che: “Le proposte della Commissione su Farm to Fork penalizzano il potenziale produttivo dell’agricoltura e del sistema agroalimentare europeo. È una prospettiva che non condividiamo, anche perché aumenterebbero le importazioni da Paesi terzi che applicano regole diverse e meno rigorose nel contesto dell’emergenza sanitaria in atto. L’agricoltura e il sistema agroalimentare sono stati considerati alla stregua di attività essenziali anche dalla Commissione Ue. I prodotti destinati all’alimentazione hanno una valenza pubblica che, in futuro, non dovrà essere sottovalutata e sacrificata”.

L’Italia, con un valore aggiunto dell’agricoltura pari a 31,8 miliardi di euro correnti, nel 2019 si è collocata al primo posto della classifica europea superando la Francia (31,3 miliardi), mentre più distanziata, in terza posizione, è risultata la Spagna (26,6 miliardi), seguita dalla Germania (21,1 miliardi). In Italia è stato generato quasi un quinto del valore aggiunto dell’intero sistema agricolo della Unione europea con un contributo pari al 16,8% sul totale di 188,7 miliardi di euro nel 2019. Nonostante questo, secondo Coldiretti, l’agricoltura italiana è la meno sussidiata tra quelle dei principali Paesi europei dove in vetta alla classifica ci sono al primo posto la Francia, seguita da Germania e Spagna.