Norvegia, transizione verso genetiche a crescita più lenta: stop ai broiler convenzionali entro il 2027

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La Norvegia segna una svolta storica nel settore avicolo con l’impegno a eliminare completamente i broiler convenzionali entro il 31 dicembre 2027. Questo accordo volontario, annunciato a gennaio 2026 tra Nortura SA (il principale produttore di carne norvegese) e l’associazione KLF, coinvolge un’industria che alleva oltre 70 milioni di polli all’anno, di cui circa il 60% appartiene a razze convenzionali.

Le razze convenzionali raggiungono il peso di macellazione (2,3-2,5 kg) in soli 35-42 giorni, ma pagano un prezzo altissimo in termini di benessere: zoppia che colpisce il 30-40% dei branchi, ascite, sindrome della morte improvvisa e incapacità di esprimere comportamenti naturali come razzolare o appollaiarsi. La transizione verso alternative etiche come Hubbard JA787, Rustic Gold e Ranger – approvate dall’European Chicken Commitment (ECC) – promette risultati eccellenti: vita più lunga del 41% (56-63 giorni), salute migliore del 63% e mortalità in trasporto ridotta dell’80%.

Norsk Kylling, pioniere del cambiamento dal 2018, dimostra la fattibilità: produce la stessa quantità di carne allevando 3,9 milioni di volatili in meno all’anno, con minori emissioni di ammoniaca e sprechi. Certificata ECC Tier 3, beneficia di prezzi premium (10-15% in più). Anche Steinsland & Co. ha conquistato il 22% del mercato in 18 mesi grazie al sessaggio in ovo Respeggt, eliminando l’uccisione dei pulcini maschi in linea con il divieto nazionale del luglio 2027.

Il governo norvegese sostiene l’iniziativa con 500 milioni di corone (42 milioni di euro) in sovvenzioni, preferendo l’autoregolamentazione ai divieti. Se i costi dei mangimi salgono del 10-15%, i risparmi veterinari, la mortalità ridotta e le etichette “Velferdsgodkjent” – Welfare-certified – (vendite +20-25%) garantiscono equilibri economici. Il consumo pro capite resta stabile a 25 kg annui, grazie alla fiducia dei consumatori.

Mentre UE e UK affrontano pressioni regolatorie, l’esperienza norvegese offre dati concreti su transizioni fattibili, con riduzioni di costi veterinari e mortalità che bilanciano i nuovi standard produttivi.