HPAI in Italia: nessun nuovo focolaio nel pollame dopo il 7 febbraio. Un caso nei selvatici il 20 febbraio a Venezia

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L’ultimo aggiornamento epidemiologico nazionale sull’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), riferito alla situazione al 27 febbraio 2026 per il pollame domestico, non evidenzia nuove conferme di focolaio dopo il 7 febbraio 2026.

Pollame domestico

Dall’analisi delle tabelle ufficiali, prendendo come riferimento la data di conferma del focolaio, l’evento più recente risulta confermato il: 7 febbraio 2026, Veneto – provincia di Verona, tacchini da carne, sottotipo H5N1.

Non risultano quindi focolai con data di conferma successiva al 7 febbraio 2026.

Rispetto al precedente aggiornamento del 12 febbraio, il quadro nel pollame appare stabile, senza nuove notifiche nelle ultime due settimane.

Resta confermata la concentrazione dei casi registrati tra fine 2025 e inizio 2026 nelle aree a elevata densità avicola del Nord Italia, in particolare Veneto e Lombardia (area mantovana), con interessamento prevalente di tacchini da carne e galline ovaiole.

Volatili selvatici

Per quanto riguarda l’avifauna diversa dal pollame, l’evento più recente risulta confermato in data: 20 febbraio 2026, Veneto – provincia di Venezia, Alzavola (Anas crecca), Sottotipo H5N1.

La presenza del virus nei selvatici conferma la circolazione nell’ambiente e il ruolo dell’avifauna come principale fattore di rischio per eventuali nuove introduzioni negli allevamenti.

L’assenza di nuove conferme nel pollame rappresenta un segnale epidemiologico positivo per il comparto produttivo. Tuttavia, la circolazione nei selvatici impone il mantenimento di un livello elevato di attenzione, in particolare nelle aree a maggiore densità avicola.

  • Focolai in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 27/02/2026)
  • Positività nei selvatici in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 26/02/2026)
  • Positività nei mammiferi in Italia | PDF (Ultimo aggiornamento: 20/01/2026)
  • Mappa focolai | PDF (Ultimo aggiornamento: 26/02/2026)