Primi casi di influenza aviaria H5N1 confermati negli elefanti marini della California

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Per la prima volta in California, sono stati confermati casi di influenza aviaria H5N1 altamente patogena in elefanti marini settentrionali, con sette cuccioli svezzati positivi al test nel parco statale di Año Nuevo, a nord di Santa Cruz. Si tratta della prima rilevazione nel mammiferi marini dello Stato e proprio in questa specie, i cui parenti meridionali in Argentina hanno subito mortalità del 70-97% tra i cuccioli durante i focolai del 2023. Il laboratorio del Dipartimento dell’Agricoltura USA ha validato i risultati dopo che i ricercatori hanno notato sintomi anomali come tremori, convulsioni, debolezza muscolare e problemi respiratori dal 19 febbraio; ad oggi, una trentina di foche sono morte nel sito, perlopiù cuccioli giovani e un maschio adulto.

Il monitoraggio intensivo da UC Santa Cruz, UC Davis e California State Parks — che seguono la colonia di circa 5.000 elefanti marini (con 900 cuccioli svezzati all’inizio del focolaio) per 260 giorni l’anno, quotidianamente in stagione riproduttiva — ha permesso una rilevazione precoce. Al momento, solo una piccola percentuale di cuccioli è colpita, con migliaia di animali ancora in salute sulle spiagge. Si sospetta un salto dagli uccelli marini infetti o dalle loro carcasse nello stesso habitat costiero, e le sequenze genetiche in corso chiariranno il ceppo e un’eventuale trasmissione tra mammiferi, come già visto in Sudamerica.

Questo clade H5N1 ha causato stragi globali in uccelli selvatici, pollame e fauna marina (oltre 30.000 leoni marini in Perù e Cile, decine di migliaia di cuccioli di elefanti marini meridionali) infettando anche bovini da latte USA e poche persone esposte, con due morti dal 2024. Il parco è chiuso al pubblico, escursioni annullate, e si raccomanda distanza dalla fauna e cani al guinzaglio per contenere il contagio.