
AVEC, l’Associazione dei trasformatori e commercianti di pollame dell’UE, ha concluso il 7 settembre la sua 67ª Assemblea Generale ospitata dal Consiglio danese per l’Agricoltura e l’Alimentazione a Copenaghen. La conferenza di quest’anno, dal tema “Competitività in un mondo che cambia”, si è concentrata sulla resilienza agroalimentare europea e sul ruolo del settore avicolo dell’UE nel garantire una crescita sostenibile e la sicurezza alimentare per il futuro.
“Il nostro settore è una delle storie di successo silenziose d’Europa: efficiente, sostenibile e realmente circolare. Offriamo una proteina di alta qualità con la più bassa impronta di carbonio tra le carni, utilizzando ogni parte del pollo nell’alimentazione, nella farmaceutica, nella nutrizione animale, nei fertilizzanti e nell’energia” ha dichiarato il presidente di AVEC, Gert-Jan Oplaat. “Questo rende il pollame indispensabile per la sicurezza alimentare europea.” Nonostante questi punti di forza, il settore è sottoposto a crescenti pressioni. Le importazioni di pollame da Paesi terzi come Brasile, Cina e Ucraina continuano ad aumentare, spesso prodotte in condizioni che non sarebbero mai autorizzate nell’UE – “il 25% del petto di pollo consumato nell’UE proviene ormai da Paesi terzi” ha sottolineato Oplaat.
Come se non bastasse, vi è anche un grave divario demografico: “Solo il 6,5% degli agricoltori dell’UE ha meno di 35 anni e appena l’11,9% meno di 40” ha dichiarato Sébastien Pérel di CEJA, ricordando che “senza giovani agricoltori non ci sarà alcun futuro per l’agricoltura”.
Si è discusso anche dell’accordo MERCOSUR, visto come una minaccia poiché continua a non rispettare il modello europeo di sostenibilità e rischia di creare concorrenza sleale. “I nostri standard, i nostri sforzi per la sostenibilità e la fiducia dei consumatori europei non devono essere sacrificati”, ha ribadito Oplaat. “Il Consiglio e il Parlamento europeo dovrebbero respingere questa proposta e difendere l’agricoltura europea.”
Guardando al futuro
Guardando avanti, nel nuovo rapporto dell’UE Vision for Agriculture and Food, la sicurezza alimentare e il commercio equo sono priorità assolute. “Siamo (riferendosi al settore avicolo europeo e alla Commissione) molto più allineati rispetto al passato” ha confermato Catherine Geslain-Lanéelle, direttrice presso la DG AGRI della Commissione europea. AVEC considera ciò come la base per una cooperazione più solida negli anni a venire: “Più ci impegniamo in un dialogo basato su dati concreti e in partenariati, meglio potremo garantire una competitività sostenibile a vantaggio dei cittadini europei, degli agricoltori e dell’ambiente” ha dichiarato la segretaria generale di AVEC, Birthe Steenberg.
Per rafforzare con dati concreti questa nuova direzione strategica verso la competitività, AVEC ha annunciato che pubblicherà un nuovo Competitiveness Study all’inizio del 2026. Basato sui dati dei costi del 2024, lo studio quantificherà l’impatto della legislazione UE, valuterà la competitività rispetto ai produttori extra-UE e modellerà scenari di politica commerciale. “Il nuovo studio mira a fornire ai decisori politici le prove necessarie per garantire che gli elevati standard europei restino un punto di forza, non un handicap” ha aggiunto Steenberg.
Dall’Assemblea Generale di Copenaghen è emerso quindi un messaggio chiaro e urgente ai decisori politici: le regole e la burocrazia devono essere semplificate, i produttori europei devono essere protetti dalla concorrenza sleale e occorre sostenere l’innovazione e il ricambio generazionale. “Possiamo e vogliamo rimanere competitivi,” ha concluso Oplaat “ma abbiamo bisogno che l’Europa stia al nostro fianco. Senza reciprocità negli scambi e condizioni eque in patria, l’Europa rischia di esternalizzare la propria sicurezza alimentare.”
In concomitanza con l’Assemblea Generale, AVEC ha pubblicato il suo 2025 Annual Report, che fornisce un’analisi completa delle priorità, delle sfide e dei risultati del settore avicolo europeo nell’ultimo anno. Il rapporto illustra anche gli obiettivi strategici futuri dell’associazione.

Fonte: DG Agri.
2025 Annual Report
Vediamo cosa dicono le statistiche del rapporto annuale del 2025.
Innanzitutto, nel 2024 in UE è aumentata la produzione di pollame rispetto agli anni passati, attestandosi su 13.925 migliaia di tonnellate peso carcassa, contro le 13.393 del 2023. In aumento rispetto agli anni precedenti sono anche consumo (12.281) e consumo pro capite (25,1 kg a testa). L’autosufficienza rimane stazionaria al 108%, mentre le importazioni rispetto all’anno precedente diminuiscono di 4 punti.
Come nel 2023, anche nel 2024 sul podio della maggiore produzione si trovano Polonia, UK e Francia. Mentre Polonia e Francia sono in aumento rispetto agli anni passati, la produzione dell’UK subisce una leggera flessione rispetto al 2023. (Tabella 1)

Fonte: DG Agri.
Guardando invece alla produzione di carne di pollame nel resto del mondo, di 140.621 tonnellate, in aumento rispetto al 2023, al primo posto si trova la Cina, seguita da Usa e Brasile, tutti e tre in aumento rispetto all’anno precedente (Tabella 2).

Nota: dati parziali provvisori o stimati. Prevalentemente produzione interna lorda. *) Solo carne di pollo e tacchino.
Fonti: MEG su dati USDA, FAO e dati nazionali.
Passiamo ora alle importazioni e alle esportazioni. In UE i maggior importatori di carne di pollame sono Paesi Bassi e Germania, entrambi in diminuzione rispetto all’anno precedente, e Francia, in leggero aumento (Tabella 3).

Nota: 1) Esclusi preparati, fegati, carne salata e pollame vivo. – Dati 2019 in parte preliminari. – I dati nelle statistiche commerciali e nei bilanci commerciali EUROSTAT presentano alcune differenze.
Fonti: MEG su Eurostat e statistiche nazionali.
Per quanto riguarda le esportazioni, invece, Polonia, Paesi Bassi e Belgio/Lussemburgo si attestano sul podio, proprio come l’anno precedente (Tabella 4).

Nota: 1) Esclusi preparati, fegati e carne salata.
Fonte: MEG su Eurostat e statistiche nazionali.
I prodotti più importati sono carne di pollame salata in salamoia, carne di pollo congelata e carne di pollo fresca; i più esportati carne di pollo congelata, carne di pollo fresca e preparazioni a base di pollame.
Nel resto del mondo, Giappone, Arabia Saudita e Iraq sono i maggiori importatori di polli da carne (tutti e tre in aumento rispetto all’anno precedente, mentre, gli esportatori maggiori sono Brasile, Usa e Tailandia.
Il report AVEC, come di consueto, analizza anche i consumi pro-capite. Come l’anno precedente, i primi tre posti sono occupati da Portogallo, Irlanda e Polonia.
Prospettive future
Dopo un’attenta analisi del mercato di pollame in dettaglio, il rapporto AVEC traccia anche le prospettive future, spingendosi fino al 2035, pronosticando che in tale anno ben 9 indicatori si attesteranno sul segno + (Tabella 5).

* r.w.e. = equivalente peso vendita al dettaglio. I coefficienti per trasformare il peso carcassa in peso vendita al dettaglio sono 0,7 per bovini e vitelli, 0,78 per suini e 0,88 sia per carne avicola sia per carne ovina e caprina.
Fonte: https://agriculture.ec.europa.eu/data-and-analysis/markets/outlook/medium-term_en
Si tratta di:
- Produzione interna lorda
- Importazioni
- Esportazioni
- Commercio netto
- Uso domestico
- Consumo pro capite kg rw.e. (r.w.e. = peso equivalente al dettaglio)
- Prezzo di mercato UE (EUR/t)
- Prezzo di mercato mondiale (EUR/t)
- Prezzo di mercato mondiale (USD/t)
Fonte:https://avec-poultry.eu/wp-content/uploads/2025/08/07394-AVEC-annual-report-2025.pdf













