L’avicoltura alla ricerca della sostenibilità

Aitor Arrazola, Research biologist, Ph.D. in Animal Behaviour & Welfare

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Per garantirsi la sopravvivenza e un futuro redditizio l’allevamento avicolo deve necessariamente diventare anche sostenibile, andando incontro alle esigenze del settore industriale, del consumatore e degli animali. L’obiettivo è una sostenibilità che sia economica, sociale e ambientale; tre ingredienti fondamentali per conquistarsi il successo in un mondo in continua evoluzione.

Nel settore avicolo quella organizzativa è una pianificazione complessa che cambia nel tempo. Con l’avvento dell’industrializzazione, la vecchia mentalità vigente nei sistemi agricoli si è fortemente concentrata sulla produttività con l’obiettivo di massimizzarla, accettando anche costi di produzione molto elevati. Più di mezzo secolo più tardi, però, la mentalità sta cambiando, orientandosi verso una produzione più efficiente che presti attenzione anche alla salute animale, umana e dell’ambiente. È per questo che andare incontro alle esigenze del settore industriale, degli animali e del consumatore è fondamentale per garantire, sul lungo periodo, la sopravvivenza redditizia e sostenibile di questo tipo di allevamento. A tale scopo, tre sono gli elementi di sostenibilità cruciali da tenere in considerazione: economico, ecologico e sociale.

Come soddisfare le esigenze di industria, animali e consumatore

L’odierno approccio multidisciplinare basato su una sostenibilità che sia economica, sociale ed ecologica si accompagna a nuove sfide, opportunità e tendenze di cui il settore avicolo deve prendere atto se vuole risultare vincente. L’esigenza, da parte del consumatore, di prodotti che siano salubri, sicuri e attenti al benessere animale deve essere soddisfatta affinché il settore stesso venga accettato dal pubblico e sia competitivo. Non solo, a livello globale anche il consumo delle risorse e l’impatto ambientale degli allevamenti sono diventati una preoccupazione. Allo stesso tempo, però, la richiesta di prodotti carnei da parte della popolazione è in aumento; e tuttavia, l’aumento della domanda di alimenti derivanti dall’avicoltura deve essere soddisfatto senza creare rischi economici, ecologici e sociali. Questo significa che, per essere sostenibile, il settore avicolo dovrebbe riuscire a soddisfare questa crescente richiesta di alimenti sani in modo redditizio e nel contesto di sistemi di allevamento che abbiano a cuore gli animali e l’ambiente.

Un approccio, dunque, che non prende in considerazione solamente i bisogni del settore industriale avicolo ma anche i bisogni del pollame allevato, nonché l’impatto dell’allevamento sull’ambiente. In questo senso, è necessario identificare con accuratezza le problematiche albergate in seno a ciascuno di questi tre fondamentali elementi di sostenibilità (dalla produzione in allevamento al consumatore), e quindi affrontarle in modo adeguato in tutte le fasi che vanno dalla produzione, alla lavorazione, fino alla distribuzione.

Innanzitutto, tutti i prodotti devono essere venduti in maniera redditizia per garantire la sostenibilità economica. Quindi tali prodotti devono soddisfare, a un prezzo ragionevole, le richieste e le aspettative del consumatore in termini di sicurezza dell’alimento e di benessere animale. È per questo che conoscere la posizione del consumatore nei confronti dei sistemi di produzione avicoli diventa imprescindibile se si vuole garantire e aumentare fiducia e accettabilità verso il settore. E il miglior modo per riuscirci è, di fatto, adottare un approccio flessibile, facile da modificare e adattare in base alle sfide del futuro in termini di esigenze, posizione e aspettative del consumatore. Attualmente, infatti, il consumatore vuole avere prova del fatto che gli alimenti sono prodotti in modo etico, nel rispetto del benessere animale e dell’ambiente, garantendo la sicurezza dei lavoratori e un commercio equo. Per far sì che il settore avicolo evolva e continui a essere vincente, quindi, diventa necessario adottare una gestione responsabile e attenta a queste problematiche lungo tutta la catena produttiva. Infine, gli allevamenti devono essere gestiti in modo tale da assicurare condizioni di benessere e salute degli animali. E questo deve essere fatto in maniera efficiente durante l’intero ciclo produttivo (dai riproduttori agli allevamenti produttivi) così da massimizzare il benessere, la salute e le performance degli animali. Un approccio tripartito, dunque, che prende in considerazione le esigenze del settore industriale, del consumatore e degli animali e che propone al mondo avicolo una nuova visione globale affinché possa fornire prodotti sostenibili da un punto di vista economico e sociale.

Verso la sostenibilità ambientale

A causa del consumo delle risorse del pianeta, dell’impronta e dell’inquinamento degli allevamenti e delle conseguenze su biodiversità e sistemi ecologici, la società sente sempre di più il bisogno di proteggere la salute dell’ambiente. Si tratta di sfide che offrono però la possibilità di migliorare la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, la qualità della lettiera e dell’aria negli allevamenti, nonché di ridurre l’impronta di carbonio e azoto. In effetti, le risorse impiegate in avicoltura devono essere usate in modo efficiente affinché riescano a creare reddito; devono inoltre essere usate e gestite meglio così da tenere sotto controllo e minimizzare i costi di produzione.

Un aumento dell’efficienza alimentare, per esempio, nonché una riduzione degli sprechi nell’uso degli alimenti permetterebbero al settore di ridurre i costi per la produzione di carne dai broiler e di uova a guscio dalle ovaiole. Anche i consumi di energia e acqua dovrebbero rientrare nelle valutazioni economiche e ambientali, non solo in allevamento ma anche nella lavorazione e distribuzione del prodotto. È chiaro che i cambiamenti nell’andamento delle precipitazioni e l’aumento delle temperature che si registrano in tutto il mondo e che sono dovuti al cambiamento climatico obbligano il settore avicolo sia a rivedere la quantità di acqua potabile utilizzata in produzione e lavorazione che a trovare soluzioni all’avanguardia per ridurne l’utilizzo. Lo stesso vale per i consumi di energia necessaria per ottenere il prodotto, a partire dall’allevamento e fino alla tavola del consumatore. E per concludere, è necessario conoscere la relazione tra strategie produttive e impatto ambientale per prevenire effetti collaterali negativi su ecosistemi e società. La valutazione delle esigenze del settore industriale, del consumatore e degli animali dovrebbe avvenire periodicamente per individuare le sfide del momento e anticipare quelle future. Per una sostenibilità a lungo termine, è fondamentale mantenere un approccio chiaro e orientato al soddisfacimento di questi bisogni, così come rimanere flessibili e pronti ad adattarsi al loro cambiamento o di fronte a nuove eventuali sfide. L’obiettivo del settore industriale avicolo, dunque, deve essere quello di ottenere una produttività che sia anche redditizia attraverso l’ottimizzazione delle produzioni e la riduzione dei costi, garantendo la salute e il benessere del pollame, aumentando l’efficienza nell’uso delle risorse e minimizzando il proprio impatto sull’ambiente.