Ottimizzare lo stato immunitario del tacchino con una corretta vaccinazione

Kelli H. Jones, DVM, MAM, diplomate ACPV - Manager of Technical Services, Ceva Animal Health

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Quando si parla di ottimizzare l’immunità tramite una valida vaccinazione dei tacchini da carne, in genere ci riferiamo a quella effettuata in allevamento tramite l’acqua di bevanda. Spesso le aziende, quando vengono eseguiti dei controlli sulle vaccinazioni, si stupiscono delle situazioni che trovano: sembra semplice, infatti, aggiungere il vaccino nell’acqua e considerare il gruppo vaccinato, ma bisogna evitare problemi ai controlli, vaccinando efficacemente. Inoltre vanno migliorate le vaccinazioni per la coccidiosi attraverso una buona gestione.

Acqua di bevanda

La vaccinazione nei tacchini da carne avviene spesso per via idrica, pertanto questo rappresenta un aspetto da approfondire. L’acqua non solo deve essere fresca e pulita, ma nel momento in cui si somministra il vaccino deve anche esente da disinfettanti e impurità: i vaccini da somministrare in acqua sono infatti formati da organismi vivi e preservarli è fondamentale. Un buon sistema è quello di utilizzare stabilizzanti per i vaccini, per evitare che qualche agente presente nell’acqua riesca a denaturare gli organismi vaccinali. La sanificazione dell’acqua va sospesa almeno 12 ore prima della somministrazione. 

Un altro aspetto da prendere in considerazione è la condizione delle linee idriche e degli abbeveratoi, che spesso sono ricoperti da biofilm: in tal caso è probabile che ospitino agenti patogeni, sia batterici che virali, che si replicano quando si sospende la sanificazione dell’acqua, al momento della vaccinazione. Il diossido di cloro, usato per la disinfezione continua delle linee idriche in presenza dei tacchini, è assai valido per eradicare il biofilm: in tal modo si evita che esso crei problemi nei tacchini e, rimanendo a livelli minimi, consenta una migliore vaccinazione.

Catena del freddo

Passiamo a considerare l’importanza di avere acqua pulita nel corso della vaccinazione. I punti critici da osservare riguardano i vaccini medesimi, cominciando dalla catena del freddo, a partire dall’ufficio o dal magazzino. Vanno seguite sempre le indicazioni del produttore. Bisognerebbe avere un monitoraggio delle temperature nel corso della conservazione; se in qualsiasi momento, durante la manipolazione e la conservazione, la catena del freddo si spezza, la sopravvivenza dei microrganismi vaccinali è a rischio. Inoltre bisogna tenere aggiornato l’inventario con il numero di fiale e le modalità di conservazione: i vaccini che riportano numeri di lotto più vecchi devono essere utilizzati per primi. Vanno inoltre rispettate le scadenze, tenendo traccia sia del lotto che della scadenza di ogni singola confezione, in modo che corrispondano a quelle prelevate dal refrigeratore prima di iniziare la vaccinazione. Solo in questo modo, in caso di problemi, si può risalire all’eventuale problema a monte.

Oltre a mantenere inalterata la catena del freddo, è anche importante che i vaccini siano trasportati e conservati correttamente nell’allevamento. Per fare un esempio, non so quante tamponi ho fatto nel corso degli anni su fiale di vaccino per il colera e non sono mai riuscito ad isolare alcuna Pasteurella nel corso dei controlli in campo. È importante usare solamente la quantità di vaccino necessaria, tenendo sempre traccia del numero di flaconi prelevati, perché vanno presi solo quelli necessari. I vaccini andrebbero messi subito in un frigo da trasporto allestito con siberini. In base ai suggerimenti del produttore, solitamente viene consigliata una temperatura di trasporto di 1-7 °C (35-45 °F). Se poi il frigorifero è stato raffreddato prima, ancora meglio. I tester delle temperature sono utili per monitorare il vaccino durante la vaccinazione, evitando che si scaldi troppo.

Preparazione in allevamento

Questo rappresenta forse il passaggio più critico. Abbiamo infatti menzionato la sospensione della disinfezione dell’acqua almeno 12 ore prima della somministrazione, ma è anche importante che gli animali prima della vaccinazione siano assetati: i tacchini bevono la maggior parte dell’acqua assunta quotidianamente nelle prime ore del giorno, pertanto l’acqua andrebbe chiusa abbastanza presto, in modo che bevano tutta l’acqua presente nelle linee prima di somministrare il vaccino. L’ideale, dunque, è procedere alla vaccinazione nelle prime ore del giorno. 

Sarebbe bene sollevare, svuotare e di nuovo riempire le linee con il vaccino, prima di riabbassarle, per far bere i tacchini. È utile posizionare delle stagne da 20 litri alla fine delle linee idriche: vi stupirete nel vedere quanta acqua rimane nelle linee dopo che avete dato inizio al digiuno idrico.

Prima di mescolare il vaccino bisogna pulire la pompa, in modo che l’acqua che sarà utilizzata sia pulita e risciacquata. Come già detto, è importante che siano stati rimossi tutti i disinfettanti, in modo da non avere effetti negativi sul vaccino. In genere un buon risciacquo con acqua pulita dopo la vaccinazione, e di nuovo prima di quella successiva, dovrebbe bastare.

Miscelazione del vaccino

Riempire la tanica con una quantità di acqua sufficiente per 1-3 ore (pari al 25-40% del consumo idrico giornaliero dei tacchini). Mescolare i vaccini secondo le istruzioni in etichetta con acqua, preferibilmente distillata, e uno stabilizzante, in una tanica separata, in modo che il vaccino sia rilasciato e dissolto velocemente. Aprire le boccette nei taniconi ha il vantaggio di sfruttare la pressione che si crea, con una corrente che favorisce la dissoluzione del vaccino. È bene risciacquare le boccette per essere certi che tutto il vaccino sia uscito; versare poi l’acqua col vaccino nella tanica più grande, e continuare a miscelare. Può essere utile anche usare pompe a immersione che favoriscano la miscela. Aggiungere il colorante, in modo da verificare la giusta miscelazione tramite la colorazione uniforme dell’acqua; accendere poi la pompa e riempire le linee idriche, finché alla fine appare il colore: solo a questo punto i tacchini sono pronti per la vaccinazione.

La vaccinazione

Una volta che gli abbeveratoi sono stati abbassati, i tacchini dovrebbero essere pronti per bere l’acqua con il vaccino. Lo scopo sarebbe quello di farli bere tutti, in modo che ciascuno assuma il vaccino, e quindi, qualora si osservi che alcuni non bevono, è bene stimolarli ad avvicinarsi alle linee. La riserva di acqua vaccinale dovrebbe finire entro 2-4 ore dal momento della somministrazione. Se si va oltre, infatti, la maggior parte dei vaccini perde vitalità, essendo fuori dalla catena del freddo. Bisogna poi ritornare alla sanificazione dell’acqua circa 3 ore dopo che il vaccino è finito: non dimenticatelo, perché il biofilm si sviluppa in fretta se non sanificate.

Controllare la vaccinazione

Controllare le lingue per vedere in quanti hanno bevuto; il controllo va effettuato su circa 100 soggetti e andrebbe fatto in maniera casuale su tutto il capannone, immediatamente dopo la vaccinazione, perché il colorante resta per poco tempo sulla lingua. Il colorante blu si può vedere anche sulla cute attorno al gozzo nei soggetti vaccinati. Ogni tacchino senza colorante sulla lingua va considerato come non vaccinato. Il controllo serve dunque a valutare e migliorare, se occorre, la vaccinazione.

Gestione del vaccino contro la coccidiosi

Oltre l’80% dei vaccini contro la coccidiosi viene fatta in campo, per questo motivo è bene parlarne. Bisogna che i tacchini riciclino le oocisti vaccinali per almeno 3 cicli. Se abbiamo oocisti con cicli settimanali, bisognerà che durino 3 settimane. Solamente le oocisti che sono emesse con le feci e poi sporulano, diventano infettanti, e danno quindi inizio a un nuovo ciclo. Per sporulare, esse hanno bisogno di certi parametri relativi a umidità, temperatura e ossigeno. L’umidità della lettiera deve essere almeno del 25-35% per favorire questo processo, perché alla diffusione delle oocisti tramite le feci ci penseranno i tacchini, che le spargeranno dappertutto uniformemente.