Densità dei nutrienti nella dieta e peso corporeo influenzano la produttività delle ovaiole

W. I. Muir, Y. Akter, K. Bruerton e P.J. Boschi

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©Tawatchai

 

Questa ricerca si ripropone di analizzare e valutare gli effetti e le conseguenze della densità dei nutrienti nella dieta, in particolare di una dieta a densità nutritiva più elevata (HND) e di una a densità nutritiva più bassa (LND), sull’efficienza produttiva e sulla qualità delle uova di galline ISA Brown durante la fase iniziale di deposizione.

A 18 settimane di età le pollastre sono state assegnate a due gruppi distinti secondo il peso standard della razza (BSW) o un peso più leggero (LW). All’interno di ciascun gruppo le galline sono state quindi suddivise in base alle diete fornite HND o LND, e alimentate da 18 a 24 settimane di età. A 25 settimane le galline alimentate con la dieta HND sono state spostate alla dieta LND e sono rimaste tutte in questo regime fino a 50 settimane di età. Le performance e la qualità delle uova sono state valutate fino a 50 settimane. Il gruppo BSW a 18 settimane ha mostrato accrescimento, consumo di mangime medio e cumulativo giornalieri e peso delle uova superiori rispetto ai soggetti LW. La dieta LND ha prodotto un colore del tuorlo più intenso a 50 settimane. Per quanto riguarda le unità Haugh e il rapporto cumulativo di conversione del mangime (CFCR) a 50 settimane, i dati hanno seguito lo stesso andamento: i soggetti BSW, alimentati con dieta HND, hanno presentato un’unità Haugh media più alta, mentre quelli LW con dieta HND hanno mostrato un’unità Haugh media più bassa. Per quanto riguarda la conversione, le galline LW, alimentate con dieta HND nella prima fase di deposizione, presentavano un indice più basso e significativamente inferiore a quello delle galline LW con dieta LND e a tutti i soggetti BSW a 50 settimane.

Un ottimo accrescimento è importante per ottenere una maturità precoce, un’elevata produttività e uniformità nelle galline ovaiole. Parkinson et al. (2015) hanno notato come un peso corporeo medio (BW) di 100-300 grammi al di sopra del peso standard della razza (BSW) sia piuttosto comune in allevamento. Questo accrescimento più alto è indice di peso eccessivo delle galline ed è associato a una produzione di uova troppo grandi, con conseguente qualità inferiore del guscio e una minore persistenza della deposizione rispetto a soggetti più magri. Parkinson et al. (2015) hanno suggerito che l’allineamento dell’accrescimento più vicino a BSW, o anche un peso leggermente inferiore, potrebbero migliorare significativamente la produzione di uova e la persistenza della deposizione.

L’aumento della densità nutritiva della dieta all’inizio del periodo di deposizione, e man mano che si avanza verso il picco di produzione, potrebbe rappresentare un vantaggio in quanto sarebbe in grado di facilitare il consumo dei nutrienti richiesti, ma con l’utilizzo di una quantità inferiore di mangime. I benefici potrebbero essere immediati, sia a breve che a lungo termine, per le galline di taglia più piccola che consumano meno mangime per natura rispetto ai soggetti di maggiori dimensioni. 

Per gli allevatori, comprendere se sia possibile fornire una dieta a densità nutritiva più elevata (HND) a pollastre in fase avanzata e con pesi diversi, potrebbe consentire di migliorare la persistenza, la qualità del guscio e la conversione fino alla fase intermedia di deposizione, offrendo varie opzioni di gestione al momento del passaggio dalla fase di deposizione al picco di produzione.

Questa ricerca è stata progettata per confrontare le prestazioni di galline BSW e LW ISA Brown, alimentate con una dieta HND o LND, dalla fase di deposizione per sei settimane, mettendone a confronto la produzione, l’indice di conversione alimentare e la qualità delle uova a 50 settimane.

Materiale e metodi

Per la prova è stato utilizzato un metodo fattoriale 2×2, composto da 2 densità di nutrienti (HND e LND) e 2 gruppi di accrescimento di 18 settimane di età con peso medio 1,58 kg (BSW) e 1,40 kg (LW). A 16 settimane sono state acquistate da un allevatore certificato 240 pollastre ISA Brown, trasportate all’Università di Sydney, Camden, e alloggiate individualmente in gabbie da 25×50×50 cm, fornite di mangiatoie e abbeveratoi individuali, all’interno di un capannone a più piani. Sono state alimentate ad libitum con la dieta LND e lasciate acclimatare per un periodo di 2 settimane. A 18 settimane tutte le pollastre sono state pesate e divise in due gruppi di 120 soggetti, assegnandole poi alle due categorie di peso (BSW o LW). Sessanta pollastre di ciascun gruppo di peso sono state quindi destinate in modo casuale a una dieta HND (formulata su 90g FI/giorno; 2.900 kcal/kg, 0,83% SID.Lys) o una dieta LND (formulata su 110g FI/giorno; 2.725 kcal/kg; 0,74% SID.Lys). Tutte le galline sono state alimentate con diete sperimentali da 18 a 24 settimane. A 25 settimane le galline con dieta HND avevano consumato almeno 100 g FI/giorno e quindi tutte sono state passate alla dieta LND. Le specifiche dei nutrienti dietetici soddisfacevano i requisiti raccomandati per ISA Brown a 50 settimane. Da 18 a 50 settimane sono stati analizzati la produzione individuale di uova (EP), il peso delle uova (EW) e il consumo di mangime per consentire la determinazione settimanale dell’indice di conversione. Sono stati poi calcolati anche i valori cumulativi della produzione. A 50 settimane sono state valutate per la qualità 10 uova per gruppo di trattamento. I dati sono stati analizzati utilizzando il metodo fattoriale ANOVA, tenendo come punti di riferimento il periodo di 18 settimane di accrescimento e la densità nutritiva della dieta.

Risultati e discussione

A 16 settimane di età le pollastre nel sito di svezzamento erano sopra il target BSW e quindi i pesi erano leggermente maggiori, come mostrato in Tabella 1. A 50 settimane l’accrescimento medio, il consumo di mangime medio giornaliero e quello cumulativo (CFI) delle galline BSW, erano significativamente più elevati (P​​<0,05) rispetto alle LW. I soggetti del gruppo BSW avevano consumato in media il 12% in più di mangime da 18 a 50 settimane rispetto alle galline LW. Allo stesso modo, risultati non pubblicati di Christmas e Harms, citati da Harms et al. (1982), riportano una differenza di consumo fino al 12% tra le razze più pesanti e più leggere. Non vi è stata alcuna conseguenza dei trattamenti sulla produzione in percentuale di uova (EP), ma i soggetti BSW presentavano una massa di uova cumulativa (CEM) notevolmente più alta (P=0,06) a 50 settimane. Ciò corrisponde a quanto affermato da Leeson e Summers, (1987) per cui le galline con accrescimento maggiore hanno prodotto un peso medio delle uova significativamente superiore rispetto alle LW. Si è visto che le galline aggiustano il loro consumo in base alla densità di nutrienti nella dieta, ma è improbabile che questi fattori siano in perfetto allineamento. In questo studio le differenze significative nel consumo sono state associate solo al peso e non al trattamento dietetico. 

C’è stata un’interazione tra il peso a 18 settimane di età e la densità dei nutrienti nella dieta nel rapporto cumulativo di conversione del mangime (CFCR). Le pollastre LW, nutrite con dieta HND fino a 24 settimane, hanno presentato il CFCR più basso e significativamente inferiore rispetto alle galline LW alimentate con dieta LND. Il CFCR per i gruppi BSW è stato significativamente più alto rispetto a entrambi i gruppi LW. Ciò dimostra un chiaro beneficio della dieta HND per le galline LW fino a 50 settimane. 

Gli effetti del peso corporeo e della densità dei nutrienti sulla qualità delle uova a 50 settimane vengono presentati nella Tabella 2. Non ci sono stati effetti sul tuorlo (peso del tuorlo come percentuale sul peso dell’uovo), sul guscio (peso del guscio come percentuale sul peso dell’uovo), né sullo spessore del guscio (ST), tuttavia c’è una tendenza (P=0,06) verso uno spessore del guscio maggiore nelle pollastre LW che hanno ricevuto la dieta HND rispetto a quelle BSW. Il peso medio dell’uovo è stato significativamente più alto (P=0,05) nei soggetti BSW, indipendentemente dalla dieta. C’è stata un’interazione di trattamento per le unità Haugh (P=0,01): le galline BSW, che avevano ricevuto la dieta HND, presentavano le unità Haugh più alte, mentre quelle LW con dieta HND mostravano le unità Haugh più basse. Le unità Haugh delle galline LW con dieta LND non sono state diverse da quelle dei soggetti BSW con dieta HND. Il punteggio del colore del tuorlo è stato più alto per le galline con dieta LND (P=0,001) rispetto quelle con dieta HND.

La produzione di uova più leggere da parte delle galline LW rispetto alle BSW è stata riportata anche da altri autori. La variazione del colore del tuorlo, associata alla densità della dieta in questo studio, potrebbe essere una caratteristica delle singole galline, oppure essere dovuta a differenze nel consumo di mangime e quindi di assunzione di pigmenti. A questo proposito, le galline alimentate con dieta LND hanno mostrato un CFI superiore a 50 settimane, sebbene tale aumento non fosse statisticamente significativo. Le osservazioni sulla qualità delle uova qui presentate provengono da una singola valutazione su 10 uova per gruppo di trattamento. La valutazione della qualità delle uova in varie settimane (da 45-50 settimane) ha anche dimostrato una tendenza (P=0,08) a un colore del tuorlo più scuro nelle galline alimentate con dieta LND (dati non presentati). 

Le galline BSW hanno mostrato un peso dell’uovo e una massa uova cumulativa più alti a 50 settimane, ma i vantaggi della dieta HND per le LW sullo spessore del guscio e sul CFCR sono stati particolarmente rilevanti. La ricerca è proseguita fino a 90 settimane di età, consentendo una valutazione continua della produzione e della qualità delle uova rispetto al peso corporeo e alla densità dei nutrienti nella dieta fino a fine deposizione.

La bibliografia è disponibile su richiesta

Dagli Atti dell’Australian Poultry Science Symposium del 2021