Uniformità dei gruppi e dimensioni dei campioni necessari per stabilire il peso giusto nell’allevamento di polli a sesso misto

R.J. Hughes, University of Adelaide, Roseworthy - S.J. Wilkinson, Feedworks Pty Ltd, Romsey

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Una scarsa uniformità può comportare problemi sia in fase di macellazione che in fase di vendita. L’uniformità viene calcolata in allevamento pesando i polli, ma paradossalmente il numero di soggetti pesati varia in base all’uniformità stessa. In questo articolo viene esaminata una prova che ha valutato la variazione nel peso vivo di gruppi, sia uniformi che non uniformi, a intervalli settimanali, dalle 4 alle 8 settimane di età.

Una lista dinamica dei pesi individuali di un gruppo di 50.000 animali a sesso misto è stata elaborata su un foglio excel. Il coefficiente di variazione (CV) era stabilito come del 5% e del 10%, rispettivamente per gruppi uniformi e non, e i pesi di maschi e femmine erano distribuiti normalmente. Quando però erano mescolati per emulare un gruppo a sesso misto, non risultavano più distribuiti normalmente. Inoltre, un gruppo a sesso misto non uniforme aveva soggetti sotto o sovrappeso maggiori rispetto a quello uniforme. Lo studio include tabelle di dimensioni dei campioni necessarie per predire il peso vivo, sia di gruppi uniformi che non, con vari gradi di accuratezza.

Introduzione

L’uniformità di un gruppo costituisce un indicatore chiave delle performance e rappresenta una guida economica nella pratica commerciale. Si è visto che le perdite, in Australia, possono superare i 127 milioni di dollari australiani ogni anno, supponendo che il 5% di un totale di 1.159,602 tonnellate di carne di pollo per anno sia considerata di seconda qualità, con una valutazione inferiore fino al 40% a causa di pesi fuori dalle specifiche di contratto. Da questo dato è facile capire quanto l’uniformità del gruppo, come il peso vivo, sia assai importante. Ciò pone la questione di come essa venga stabilita e di quale modalità di valutazione vada usata nella pratica commerciale per stabilire l’uniformità di gruppo, collegandola anche all’uniformità subito dopo la schiusa.

L’uniformità può essere espressa come il coefficiente di variazione (CV) del peso vivo, con valori CV alti che indicano minore uniformità, o, in altre parole, come distribuzione dei pesi vivi sopra e sotto la media di gruppo. Qui il CV viene calcolato come varianza statistica, espressa come percentuale del valore medio di un gruppo .

Fatti e dati commerciali sono difficili da accertare, ma è chiaro che l’uniformità può diminuire se non si presta una stretta attenzione a incubazione, alimentazione, vaccinazione, gestione, sanità e igiene. Ad esempio, si è visto che il CV aumenta da 8,7 a oltre il 10% quando i maschi vengono alimentati con mangime meno omogeneo.

Nel 2010 si è notato un aumento del CV del peso vivo dal 6,7 al 9,5%, quando si riduceva la DL metionina da 1,2 a 0,8 g/kg, e ciò corrispondeva a un CV di resa in fesa che aumentava corrispondentemente da 8,7 a 11,7% con la riduzione di 0,4g/kg di DL metionina. Sono stati anche stimati CV di pesi vivi derivati da prove su larga scala su polli, in tre studi, che variavano da 6,6% per i maschi (peso 3,157 kg) e 6,1% per le femmine (2,7 kg) a 5 settimane di età, del 7,3% per maschi di 3,6 kg e di 8,8% per le femmine di 3,0 kg a 6 settimane e infine di 6,7% per maschi di 4,2 kg a 7 settimane.

I CV erano pertanto sensibili a razza, sesso, formulazione del mangime e delle materie prime: ogni fattore cioè influenzava l’uniformità. Si è concluso che una stima ottimistica di uniformità nel peso vivo dei polli, in condizioni sperimentali, si aggira attorno al 6%.

Questo studio valuta le variazioni nel peso vivo di gruppi, sia uniformi che non uniformi a sesso misto, pesati a intervalli settimanali, dalle 4 alle 8 settimane di età. Lo studio tratta anche del numero ottimale di polli da pesare individualmente, in modo da prevedere correttamente il peso vivo.

Materiali e metodi

I dati usati per questa prova sono riassunti in Tabella 1.I valori medi del peso vivo di polli maschi e femmine erano presi da tabelle di performance Cobb500 del 2018. Si assumeva che, nell’ambito di sesso ed età, il peso vivo di singoli polli in un gruppo fosse distribuito normalmente, come osservato nei gruppi sperimentali. La deviazione standard di polli maschi e femmine era calcolata da SD=CV*media/100. È stata infine elaborata una lista dinamica di pesi singoli in un gruppo di 50.000 a sesso misto in un foglio excel. I pesi singoli di maschi e femmine erano calcolati usando funzioni NORMINV e RAND. Le medie e le deviazioni standard dei polli a sesso misto erano calcolate da dati in pool da gruppi ipotetici di 50.000 polli.

Campioni di varie dimensioni, in egual numero maschi e femmine, erano selezionati con individui presi a caso e pesati in un gruppo ipotetico di 50.000 polli. Questo si ripeteva per ogni età e ogni gruppo da 4 a 8 settimane, sia per gruppi descritti come uniformi (con uniformità relativamente alta, CV 5%) che non uniformi (con uniformità relativamente bassa, CV 10%). La procedura SAS UNIVAR era usata per testare i pesi vivi normalmente distribuiti di maschi, femmine e misti, sia in gruppi uniformi che non, a diverse età, come indicato nella Tabella 1.

Risultati

ll gruppo a sesso misto ipotetico di 50.000 soggetti conteneva numeri uguali di maschi e femmine. I pesi tra maschi e femmine erano distribuiti normalmente, ma quando erano mescolati, i pesi all’analisi statistica avevano una distribuzione anomala. Ciò era particolarmente evidente per gruppi uniformi (CV 5%) che possono essere considerati come bimodali in natura (Figura 1). È anche chiaro dalla Figura 1 che gruppi non uniformi a sesso misto avevano numeri maggiori di soggetti sovra e sottopeso, rispetto a gruppi uniformi.

La dimensione del campione necessaria per predire accuratamente la media di peso del gruppo, a diverse età, dalle 4 alle 8 settimane, è rappresentata nelle Tabelle 2 e 3, sia per gruppi uniformi che non uniformi. Ad esempio, se il macello è pronto ad accettare un errore di 100 gr/pollo in un gruppo di peso medio a 6 settimane, allora il campione minimo sarà di 25 soggetti in un gruppo misto con CV del 5% (Tabella 2). Per un gruppo non uniforme con CV 10%, invece, il campione minimo sarà di 50 polli (Tabella 3). Se invece la tolleranza è inferiore, da parte del macello, i campioni devono ulteriormente aumentare.

Discussione

L’analisi effettuata al computer sulla distribuzione dei pesi vivi in gruppi a età diverse si è basata su dati normalmente distribuiti. È possibile che le frequenze di distribuzione dei pesi vivi dei gruppi commerciali fossero negativamente alterate o allineate a destra. Detto ciò, i modi e le mediane dei pesi sono maggiori delle medie dei pesi ed esiste una proporzione maggiore di soggetti sottopeso. In questo casi, la distorsione influenza le dimensioni dei campioni necessari per una stima accurata dei pesi vivi.

Questa rappresenta un’evidenza di un calo dell’uniformità nei gruppi commerciali in Australia.

Una spiegazione plausibile è che entrambi i polli, Cobb 500 e Ross 308, non siano più identificabili come autosessanti, poiché le razze hanno invertito gli incroci. Una spiegazione di questa inversione è che l’equipaggiamento automatico, negli incubatoi, abbia preso il posto dei sessatori umani, e quindi non sia più utile continuare con l’allevamento a sesso separato. Lo studio mostra come l’allevamento a sesso misto risulti in una distribuzione più ampia del peso dei polli, che verosimilmente non è più con una distribuzione normale. Il che dà l’impressione di un’uniformità ridotta. Pare invece meno probabile che altri fattori, che alterano l’uniformità del gruppo, come incubazione, vaccinazione, nutrizione, gestione, sanità e igiene, possano aver contribuito a questa maggiore variabilità del peso vivo.

Conclusioni

L’allevamento a sesso misto mostra un’apparente riduzione dell’uniformità: si nota infatti una maggiore quota di polli sovra o sottopeso al macello. Ottimizzare il campionamento delle pesate dei polli in allevamento potrebbe essere utile per gli allevatori in modo da individuare le ragioni di una minore uniformità, mentre per gli impianti di macellazione sarebbe utile per ottimizzare l’ordine di macellazione e ridurre così gli scarti.