Digeribilità ileale dei nutrienti e utilizzazione dell’energia in vari tipi di avicoli

M.R. Abdollahi 1, A. Mtei 1, N. Schreurs 1, V. Ravindran 1 e G. Channarayapatns 2 - 1 Institute of Veterinary, Animal and Biomedical Sciences, Massey University, Palmerston North, Nuova Zelanda - 2 Evonik (SEA) Pte. Ltd., Singapore

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L’obiettivo di questo lavoro è di chiarire l’influenza del tipo di dieta (ad alto o basso contenuto di fibra) e della classe produttiva (polli, pollastre, galline) sulla digeribilità ileale dei nutrienti e sull’utilizzazione dell’energia.

Sono state formulate due diete con diverso contenuto di fibra miscelandole nella medesima giornata e usando gli stessi ingredienti in tre prove effettuate con polli, pollastre e galline. Entrambe le diete erano a base di mais e soia senza contenere alcun aminoacido sintetico. La dieta con alta fibra includeva anche buccia di palma, canola e crusca di avena. Il biossido di titanio è stato incluso nella dieta nella dose di 5 gr/kg, come marker inerte, per valutare la digeribilità ileale. Dalle due diete, sono stati sviluppati 6 diversi trattamenti, usando tre diverse classi di avicoli (polli, pollastre e galline). I tre test, con polli pollastre ed ovaiole, sono stati condotti insieme miscelando le rispettive diete lo stesso giorno di lavorazione.

Polli

Pulcini di un giorno, provenienti da un incubatoio locale, sono stati allevati a terra e alimentati con mangime commerciale starter dal primo al ventunesimo, e poi con un mangime finissaggio dal ventiduesimo al trentacinquesimo giorno). Al trentacinquesimo giorno, 96 polli con peso uniforme (di 2,60 kg di media) sono stati selezionati e collocati in 24 gabbie, in modo da avere pesi medi iniziali simili per ogni unità. Due gabbie vicine sono state considerate come replica (4 polli per gabbia, e quindi 8 per replica). Ciascuno dei due trattamenti alimentari per broiler è stato somministrato a caso in 6 repliche, con la dieta test del trentacinquesimo giorno.

Pollastre

Da un allevamento locale sono state prelevate 96 pollastre di peso uniforme (con una media di 1,05 kg) e allevate in 24 gabbie, come sopra. Due gabbie adiacenti di 4 soggetti ciascuna sono state considerate come replica, con le due diete in esame somministrate a caso a 6 repliche, ciascuna contenente 8 soggetti.

Galline

Un totale di 96 galline, con peso medio di 1,95 kg, è stato trattato esattamente come fatto nella prova per le pollastre descritta sopra.

In tutte e tre le prove, i soggetti sono stati tenuti a digiuno per 12 ore prima di somministrare la dieta test. Le diete in esame, in forma di sbriciolato, sono poi state offerte a volontà per 7 giorni prima della raccolta dei digesta ileali. Anche l’acqua è stata fornita ad libitum. Il mangime e gli escreta totali di ogni replica sono stati misurati quantitativamente negli ultimi 4 giorni della prova per determinare l’energia metabolizzabile apparente corretta per l’azoto (AMEn). Dopo 7 giorni, tutti i soggetti sono stati soppressi, tramite iniezione intravenosa di pentobarbita, e i loro digesta sono stati raccolti dalla parte bassa dell’ileo per determinare il coefficienti di digeribilità ileale apparente (CAID) della materia secca (DM), l’azoto (N), l’amido, il grasso, le fibre neutre deterse (NDF) e l’energia lorda (GE).

Risultati

Mentre nei polli e pollastre l’aumento nella concentrazione di fibra nel mangime non ha dato effetti sul CAID della materia secca(DM), sull’amido e sull’energia metabolizzabile apparente, corretta per l’azoto (AMEn), nelle galline questi parametri sono apparsi incrementati, mostrando dunque una significativa interazione del tipo di dieta per classe produttiva di avicoli (P<0,01).

Nonostante il fatto che i polli da carne, le galline e le pollastre abbiano mostrato delle risposte positive alla digeribilità dell’azoto (N), come conseguenza di diete ad alto contenuto in fibra, le differenze nelle risposte hanno dato luogo a una significativa interazione della classe per tipo di mangime (P<0,01). Somministrare diete ad alto contenuto in fibra è stato associato alla digeribilità azotata, che è aumentata del 4,6%, 6,5% e 16,5% nei polli, pollastre e galline, rispettivamente.

Nelle diete a basso contenuto in fibra, pollastre ed ovaiole hanno evidenziato, rispettivamente, una maggiore e minore digeribilità del grasso, mentre il pollo si è collocato in posizione intermedia. In ogni caso, la differenza di CAID del grasso è stata riscontrata nelle diete con alto contenuto di fibra.

È plausibile che un ottimo sviluppo intestinale, specialmente relativo alla funzione del ventriglio e del gozzo, possa avere contribuito a un migliore processo digestivo. In aggiunta, la maggior parte del contenuto in grasso della dieta proveniva da grasso intatto contenuto nel mais, nella dieta a basso contenuto in fibra, e dall’olio di soia aggiunto nella dieta con elevati livelli di fibra. Ciò potrebbe essere un altro motivo per spiegare la migliore digeribilità dei grassi nella dieta ad alto contenuto di fibra rispetto a quello a basso livello di fibra, in cui i lipidi erano incapsulati dentro alla parete cellulare del mais.

Lo scopo principale di questa prova è stato di analizzare l’ipotesi diffusa che le galline utilizzino meglio sia i nutrienti della dieta che l’energia, rispetto ai polli, e se la concentrazione della fibra nel mangime e il tipo di avicoli possano interagire con la digeribilità dei nutrienti e delle materie prime e dunque con l‘utilizzazione finale dell’energia. Mentre è stata riscontrata una significativa interazione tra tipo di dieta e classe di avicoli per tutti i parametri di questa prova, le attuali evidenze non sostengono l’opinione generale secondo cui l’efficacia della digestione sia maggiore nelle galline rispetto ai polli.

In generale, i polli mostrano una maggiore digeribilità dei nutrienti e utilizzazione dell’energia, sia statisticamente che numericamente, rispetto alle galline, con differenze più pronunciate nei mangimi a basso contenuto in fibra. Occorre pure sottolineare che tutti i parametri misurati, tranne AMEn, sono risultati diminuiti nelle diete a basso contenuto di fibra, probabilmente a causa di un cattivo sviluppo intestinale.

Nonostante gli effetti della concentrazione di fibra nel mangime nei diversi soggetti avicoli abbiano mostrato un andamento simile, le differenze più marcate si sono riscontrate nella risposta. In genere, è stata notata una grave riduzione della digeribilità dei nutrienti e di AMEn nelle galline alimentate con mangime a basso contenuto in fibra, ma queste sono state poi per la maggior parte corrette con mangime a alto contenuto in fibra. Diverse prove hanno dimostrato che i polli richiedono una quota minima di fibra nella dieta per ottimizzare la funzionalità del tratto digerente e la digeribilità delle materie prime. Questi rilevamenti, secondo cui la digeribilità dei nutrienti e l’utilizzazione dell’energia sono influenzati maggiormente dal contenuto in fibra delle diete per galline, rispetto a quelle per polli e pollastre, suggerisce che nelle ovaiole lo sviluppo del tratto digerente e la sua funzionalità sia più sensibile alla struttura del mangime di quanto non accada nei polli e nelle pollastre.

Influenza del coefficiente di digeribilità apparente e uso dell’energia in diete con diversa concentrazione in fibre per polli, pollastre e ovaiole

La Bibliografia è disponibile su richiesta

Dagli Atti dell’Australian Poultry Science Symposium