I 5 passi fondamentali per garantire una buona pulcinaia

Andrea Pizzabiocca

442
©Capestone Organic

Il periodo di pulcinaia è fondamentale per il potenziale di resa del pollo moderno che ha raggiunto un livello tale che – per gli allevatori in grado di farlo esprimere – il guadagno extra compensa gli sforzi fatti. Investire in nuove tecnologie è certamente importante, ma non è l’unico modo per raggiungere la resa massima. Alcuni semplici accorgimenti, come fare attenzione a ciò che avviene nel capannone e rispettare le necessità dei polli, sono ugualmente rilevanti.

Dato che il potenziale di crescita è aumentato negli ultimi anni, la fase pulcinaia nei primi giorni di vita, ai fini della resa finale è diventata determinante. Il pollo raggiunge il peso prefissato in meno giorni rispetto al passato, quindi la pulcinaia rappresenta oggi una quota maggiore, in termini percentuali, della sua vita. Inoltre, nella prima settimana, il pollo esplica il maggiore potenziale di crescita, ed è in grado di moltiplicare il proprio peso per oltre 4,6 volte. Lo sviluppo è fondamentale per gli apparati cardiovascolare, digerente ed immunitario: se non riescono a svilupparsi completamente durante la prima settimana, il pollo avrà minor capacità di assimilare il mangime nelle settimane successive, con una peggiore conversione finale. Un apparato immunitario non adeguato lo renderà anche meno resistente alle malattie, il che costituisce un problema di benessere.

Per ottenerne una crescita ottimale del pulcino durante la prima settimana di vita, bisogna osservare i seguenti 5 principi:

Temperatura

Quando il pulcino arriva in allevamento non è in grado di controllare la propria temperatura interna fino a 7 giorni. Ciò significa che gli allevatori devono predisporre un ambiente che permetta ai pulcini di restare nella loro zona termo-neutrale, evitando ai soggetti di sprecare energia – che invece devono usare per la crescita – per compensare condizioni termiche avverse. Un pulcino che sente troppo freddo limita la propria attività per ridurre la perdita di calore e conservare energia e usa il mangime come carburante per scaldarsi, piuttosto che per la crescita. Allo stesso modo, un eccessivo caldo ambientale porta a perdite di energia, poiché il pulcino ansima per eliminare il calore in eccesso. La temperatura corretta per il pulcino all’arrivo è di 32-33 °C (dell’aria) e 30-32 della lettiera, con un pavimento ad almeno 28 °C. La temperatura della lettiera e del pavimento sono molto importanti, poiché le zampe dei pulcini sono la zona in cui tendono a perdere più calore. Tutte queste temperature dipendono, ovviamente, anche da altri parametri quali umidità relativa e tipo di fonte di calore (cappe radianti, riscaldamento ad aria forzata ecc).

Osservare il comportamento dei pulcini consente di rilevare segnali di comfort o meno. I pulcini dovrebbero essere distribuiti in tutta l’area della pulcinaia, mangiando, bevendo, e correlandosi acusticamente tra loro. Non dimenticate di misurare direttamente la temperatura del pulcino tramite termometro cloacale per confermarne il benessere: dovrebbe essere attorno ai 40,4-40.6 °C, nei primi 7 giorni, e 41,5 °C in seguito.

Mangime

Il consumo di mangime rende possibile la crescita e lo sviluppo di tessuti e organi. È fondamentale che il pulcino abbia un accesso facile e illimitato al mangime fin da subito. Il potenziale di crescita è massimo durante le prime settimane e decresce naturalmente verso fine ciclo. Verrà, però, irreversibilmente ridotto se non si raggiunge un peso corretto a 7 giorni.

Nei primi giorni di vita, le proteine e l’energia del mangime vengono usate per soddisfare le richieste metaboliche di base e per lo sviluppo di apparati vitali, come quello scheletrico, immunitario, digerente ecc. Se non c’è abbastanza mangime disponibile, lo sviluppo viene ridotto e il pulcino si limita a sopravvivere usando qualsiasi fonte proteica ed energetica, limitando così la crescita. Una quantità inadeguata di mangime può anche portare a una perdita di peso e di uniformità, con aumento di scarti, mortalità dovuta a pulcini più sensibili alle malattie e con un’immunità meno sviluppata in risposta alle vaccinazioni. Si suggerisce di coprire almeno il 50% dell’area di pulcinaia con carta di buona qualità e di fornire almeno 75 grammi di mangime per pulcino, distribuito uniformemente. Ciò consente a tutti i pulcini di avere abbastanza cibo e rende più facile il passaggio alle mangiatoie automatiche. È anche possibile, specialmente in capannoni con pulcinaia parziale, usare mangiatoie manuali e vassoi. In questo caso, occorre accertarsi che ce ne sia almeno una ogni 50 pulcini e che non siano mai vuote, poiché ciò crea un notevole stress e riduce l’accrescimento.

Acqua

L’importanza di fornire acqua fresca e di buona qualità è spesso sottostimata, ma resta vitale. Il peso del pulcino è infatti costituito per il 70% da acqua. Essa è una componente critica per lo sviluppo, perché aiuta il trasferimento di nutrienti, rimuove le sostanze tossiche, disperde il calore e partecipa alle reazioni chimiche. Inoltre, va ricordato che il consumo alimentare è direttamente correlato a quello idrico: quindi se il pulcino non beve abbastanza, non mangerà a sufficienza.

Esistono diversi sistemi per abbeverare il pulcino, sia aperti che chiusi. Gli abbeveratoi a goccia sono l’opzione più igienica e permettono una facile distribuzione ai pulcini. Se si usano, bisogna seguire alcune regole per essere certi che il consumo sia quello giusto. Il primo parametro è la temperatura, che può essere di difficile gestione. Le alte temperature della pulcinaia e il basso consumo dei primi giorni causano un aumento delle temperatura dell’acqua oltre i limiti raccomandati. Temperature superiori ai 25 °C hanno un impatto negativo sui consumi. Se l’acqua supera i 25 °C, infatti, sarebbe necessario farla fluire lungo le linee almeno 3 volte al giorno, durante la prima settimana. Ciò consente anche di mantenerla pulita e di rimuovere il biofilm. Calcolate un flusso di risciacquo di due secondi (uno o due bar di pressione) per ogni metro di linea di abbeveratoio. Un flusso attraverso gli abbeveratoi a goccia, di 40 millilitri per minuto è l’ideale nella prima settimana, ma conviene sempre seguire le indicazioni del produttore. Gli abbeveratoi a goccia vanno tenuti leggermente sopra alla testa dei pulcini e bisogna poi controllare che essi bevano restando con le zampe pari al suolo, senza sollevarli. La disposizione delle linee idriche è ugualmente importante, poiché i pulcini non dovrebbero mai muoversi per oltre 3 metri per trovare acqua e non più di 2 metri tra abbeveratoi e mangiatoie. Ciò è particolarmente importante quando la pulcinaia è al centro del capannone. Non appena ai pulcini viene permesso di avvicinarsi ai lati del capannone, gli abbeveratoi, in queste zone, vanno subito abbassati.

Aria

Nonostante sia spesso trascurato come nutriente, l’ossigeno è critico per tutti gli organismi viventi. È importante fornire ai pulcini un’atmosfera con un livello di ossigeno non inferiore al 19,6%. Il modo più veloce per calcolare l’ossigeno è misurare il livello di diossido di carbonio, che ne è direttamente correlato. La concentrazione di CO2 non dovrebbe mai superare le 3.000 parti per milione.

Bisogna installare un sistema di ventilazione minimo affinché i pulcini abbiano la giusta qualità dell’aria, rimuovendo quella viziata dal capannone e sostituendola con aria fresca dall’esterno. La capacità dei ventilatori deve essere tale da scambiare l’intero volume di aria del capannone in 8 minuti (quindi il calcolo dei ventilatori necessari è: volume del capannone/8/capacità di un singolo ventilatore). I ventilatori dovrebbero operare con un timer, con un ciclo minimo di 1 minuto accesi e 4 minuti spenti. L’aria, che entra nel capannone dovrebbe essere direzionata correttamente, come velocità e pressione, in modo che raggiunga il sottotetto, dove l’aria calda tende ad accumularsi. Inoltre, bisogna evitare un movimento di aria superiore a 0,3 metri/secondo a livello del pulcino, per evitarne il raffreddamento. Indipendentemente dalla temperatura dell’aria, ricordarsi sempre che, nei primi 5-7 giorni, i pulcini non sono in grado di controllare la propria temperatura interna.

Luce

I pulcini richiedono un ambiente luminoso per identificare cibo ed acqua. La massima variazione di intensità luminosa, tra punto più buio e più luminoso nel capannone, non dovrebbe superare il 20%. Variazioni maggiori hanno un effetto negativo sulla distribuzione dei pulcini, con conseguenze sull’uniformità e sulle dimensioni dei soggetti. Dopo 7 giorni, è possibile iniziare a ridurre l’intensità luminosa e fornire diverse ore di buio, onde consentire al pulcino di seguire il normale ritmo circadiano. Comunque, seguite sempre la normativa locale, perché potrebbe influenzare il vostro programma luce.

Le regole sopra elencate sono tutte di uguale importanza, e non ne va sacrificata una per un’altra. Ad esempio, se il mangime è disponibile, ma la temperatura è bassa, i pulcini non mangiano, o usano il mangime per produrre calore piuttosto che per lo sviluppo. Viceversa, se la temperatura è corretta, ma mancano cibo od acqua, i pulcini non crescono. Infine, se i livelli di ossigeno sono bassi, i pulcini presentano un’attività limitata e un minore consumo di acqua e mangime, con conseguente crescita ridotta.

I pulcini hanno un potenziale di crescita straordinario, ma hanno bisogno del nostro aiuto e della nostra attenzione per esprimerlo. Ogni miglioramento apportato durante questa fase, come fornire l’ambiente giusto o un accesso facile a mangimi di buona qualità e acqua fresca, sarà più che ripagato in termini di prestazioni finali.