Come ottenere il massimo dal vostro laboratorio diagnostico Una prospettiva sul campo

David V. Rives - DVM, Dipl. ACPV, Senior Technical Services Veterinarian, Zoetis

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Una corretta comunicazione con il laboratorio diagnostico svolge un’importanza fondamentale per individuare esattamente la patologia che ha colpito un allevamento, ma anche la raccolta dei dati diagnostici in un database potrebbe rivelarsi molto utile.

04Il primo pensiero di un allevatore quando rileva una mortalità in uno dei capannoni di svezzamento è quello di portare alcuni soggetti in laboratorio. Se lo fa, prende 4 o 5 animali e li porta in laboratorio con un’anamnesi in cui scrive “mortalità” oppure “soggetti ammalati”. A chiunque può essere capitato di comportarsi in questo modo, perché questo è l’uso che abitualmente viene fatto di un laboratorio diagnostico.

La vostra azienda può essere dotata di un laboratorio diagnostico interno oppure potreste utilizzare un laboratorio esterno (statale, universitario, privato) o magari entrambi. In qualsiasi caso, è importante trarre il massimo vantaggio dalla capacità del laboratorio, fornendo le maggiori informazioni possibili.

Sia che inviate campioni di sangue per il controllo routinario pre-macellazione dell’Influenza Aviaria, sia che stiate inviando soggetti vivi per un esame completo, ci sono diverse cose da tenere a mente, che consentono di massimizzare il risultato. In particolare sono tre le aree importanti, che riguardano la comunicazione, la raccolta del campione e la gestione dei dati.

Tutti sappiamo che la comunicazione è la base di qualsiasi relazione ed è quindi importante sviluppare una buona relazione con il laboratorio. Cercate di conoscere le persone che eseguono i test sui vostri campioni e che forniscono gli esiti: potreste anche non incontrarle, ma almeno sappiate i loro nomi e qualcosa su di loro. Fate loro sapere che apprezzate il loro lavoro, perché capita spesso che lavorino facendo straordinari o durante le ferie, per darvi i risultati in tempo. Inoltre, fate sapere loro cosa state cercando. Ponetevi alcune domande, come ad esempio “questo campione serve per avere una diagnosi veloce oppure fa parte di un esame di monitoraggio?” Cercate di sapere quali test il vostro laboratorio esegue con facilità ed eventualmente identificate altri laboratori che eseguono test più specializzati. Il vostro laboratorio interno, ad esempio, potrebbe fare un ottimo lavoro di sierologia e batteriologia, ma magari potrebbe essere necessario inviare i campioni altrove per isolamento virale o istopatologia. È altrettanto importante conoscere il programma di lavoro del laboratorio. Potrebbe costare meno spedire soggetti vivi, chiedendo ulteriori esami, piuttosto che inviare tamponi tracheali, specifici per PCR. Informatevi su quanti e su quali campioni occorrono per ciascun esame. Non date per scontato che un campione di tessuto o tampone possa essere utilizzato per eseguire esami multipli. Valutate anche le modalità con le quali il campione va spedito. I campioni destinati a esami multipli potrebbero dovere essere inviati con ghiaccio secco, mentre per altri potrebbero bastare semplici piastre eutettiche. I tessuti destinati a esami di istopatologia dovrebbero andare in formalina al più presto, per conservare ogni minimo dettaglio. Alcuni laboratori possono accettare campioni di sangue coagulato, mentre altri preferiscono il siero separato dal coagulo. Fornite al laboratorio quante più informazioni possibili insieme al campione (o quantomeno tutto ciò che vi è richiesto). Potrebbe essere utile anche inviare per email fotografie dall’allevamento per consentire una migliore risposta dal laboratorio e per rendere più facile a voi organizzare i risultati.

Talvolta l’organizzazione di un laboratorio è abbastanza problematica. È anche possibile che riceviate risultati da vari laboratori in diversi formati: potreste ricevere degli istogrammi che mostrano la risposta sierologica, tabelle con gli isolamenti batteriologici e il rispettivo andamento dell’antibiogramma, come pure delle frasi che descrivono le lesioni osservate all’istopatologia. Questi risultati sono solitamente in formato pdf, quindi, anche quando vi sono inviati per email, non è facile trarne molte informazioni. Dovrebbero essere scaricati e stampati, e poi classificati, anche elettronicamente. Comunque, non sempre è facile correlarli alle rese del gruppo, e seguirne l’andamento sanitario in allevamento.

Infine, sarebbe opportuno riportare queste informazioni in un database, in modo da fare ricerche con facilità e rilevare correlazioni e andamenti. Tutte queste informazioni potranno poi essere, a volte, trascurate o inutili, ma capita anche di avere risultati che hanno risposto alle nostre domande iniziali e che nello stesso tempo hanno fornito una serie di ulteriori informazioni, che potranno tornare utili nel valutare la pratica gestionale quotidiana.