Gestione e nutrizione nei climi caldi

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La termoregolazione è la capacità dei soggetti di regolare la loro temperatura corporea nei climi caldi. I tacchini usano diversi meccanismi fisiologici e comportamentali per mantenere la loro temperatura corporea.

Il caldo (generalmente sopra i 27° C) può avere un effetto deleterio sulle prestazioni del gruppo. L’effetto dell’alta temperatura e dei climi caldi può essere aggravato da un’umidità elevata. Inoltre, i soggetti non abituati a temperature elevate possono trovare difficoltà a adattarsi al caldo.

Nelle aree dove sono comuni estati calde, l’accasamento dovrebbe essere progettato funzionalmente per ridurre al minimo la probabilità di stress da calore.

Questo studio fornisce consigli pratici agli allevatori per ridurre gli effetti del calore intervenendo sulle pratiche di allevamento e nutrizionali nei climi caldi per migliorare il benessere dei soggetti e ridurre l’impatto sulle prestazioni.

Ventilazione

Aumentare le velocità di ventilazione e abbassare le impostazioni del termostato nelle ore più fredde della giornata per ridurre il calore latente e consentire ai soggetti di riprendersi dalle alte temperature.

Accertarsi che tutti i ventilatori siano funzionanti, che le cinghie siano in ottime condizioni e che non vi sia polvere nei corpi dei ventilatori. Ridurre al minimo gli ostacoli che possono far calare il flusso d’aria: tagliare la vegetazione intorno ai capannoni, pulire le lamelle e le aperture di sfiato per rimuovere l’accumulo di polvere, mantenere schermi e deflettori puliti da polvere e piume.

I ventilatori sospesi devono essere diretti in modo che l’aria fluisca fra i soggetti. Il movimento dell’aria li raffresca rimuovendone il calore corporeo.

Nei climi caldi e nella stagione estiva è essenziale che i sistemi di allarme siano perfettamente funzionanti e impostati correttamente. Prestare attenzione quando si modificano le impostazioni assicurandosi che siano appropriate per la differenza di temperatura diurna e notturna; potrebbero essere necessarie impostazioni separate per il periodo diurno e notturno.

Testare i sistemi di supporto vitale prima del posizionamento e successivamente ogni settimana. Controllare i sistemi di allarme, verificare e attivare i generatori automatici, testare la ventilazione di emergenza (chiusura delle tende ecc.)

Raffreddamento evaporativo

Ogni estate testare tutti i sistemi di nebulizzazione e raffrescamento per evaporazione prima dell’uso.

Gli ugelli di nebulizzazione / umidificazione possono ostruirsi; tubature e tubi possono crettarsi; a seconda del sistema, devono essere tenuti puliti / asciutti per evitare che un elevato carico microbiologico si diffonda in allevamento quando vengono utilizzati.

Il gocciolamento degli ugelli riduce la potenza della nebbia con conseguente calo della capacità di raffrescamento del sistema e creazione di zone bagnate. Fare attenzione se ciò accade e procedete a riparare se necessario.

I sistemi di nebulizzazione devono operare seguendo le raccomandazioni dei tecnici dell’assistenza, secondo le impostazioni di temperatura e timer.

Controllare le condizioni di stoccaggio delle uova.

Acqua

Bisogna monitorare il consumo giornaliero di acqua per verificare potenziali problemi.

I serbatoi principali dovrebbero idealmente essere situati all’interno del capannone o isolati; se situati all’esterno, vanno dipinti di bianco e schermati con materiale di protezione.

Assicurarsi che tutti gli abbeveratoi siano in ordine. Regolarne l’altezza e verificare il livello dell’acqua ogni settimana; aumentare il livello dell’acqua se necessario.

Garantire libero accesso all’acqua fresca in tutto il capannone fornendo abbeveratoi sufficienti per il numero di soggetti e adeguati ai tassi di crescita. Nella stagione calda possono essere necessari degli abbeveratoi in più.

Il raffrescamento dell’acqua a temperature più basse aiuterà anche la termoregolazione dei soggetti. Idealmente, l’acqua dovrebbe essere raffrescata a una temperatura inferiore a 25° C; livelli superiori a 25° C comporteranno una riduzione del consumo. L’acqua può essere raffrescata risciacquando le linee di distribuzione, aggiungendo ghiaccio ai serbatoi principali o alterando le linee d’acqua, indirizzandole lungo la base dei cuscinetti di raffrescamento.

Prendere in considerazione l’uso di elettroliti per ridurre lo stress dei soggetti nei momenti critici, utilizzando pacchetti di elettroliti con vitamina C stabilizzata.

  • Con un livello di calore eccessivo (> 85° F / 29° C) utilizzare gli elettroliti durante le ore diurne e l’acqua fresca durante la notte.
  • Al trasferimento dei soggetti all’accrescimento utilizzare gli elettroliti 24 ore prima del trasferimento.
  • Al carico dei soggetti per la macellazione utilizzare gli elettroliti 24 ore prima del carico.

Orario di lavoro

Evitare di trattare o spostare i soggetti nelle ore più calde della giornata. Se necessario, operazioni come la movimentazione, la pesatura, la vaccinazione, la rimozione delle deiezioni e il trattamento della lettiera, ecc. dovrebbero essere effettuate nelle ore più fresche della giornata. Evitare l’affollamento dei soggetti in allevamento.

Nutrizione

L’assunzione e la digestione dei mangimi possono aumentare la temperatura corporea fino al 7%. Va considerata la sospensione dell’alimentazione nelle ore più calde con compensazione nelle ore più fresche. Effettuare la distribuzione del mangime nelle ore più fresche della giornata.

Condizioni dei soggetti

Assicurare che il peso corporeo e le condizioni degli avicoli siano ottimali prima dell’inizio della stagione calda, in modo che le femmine abbiano riserve adeguate se consumano meno. Ciò si ottiene verificando che stiano in una traiettoria di peso corporeo positiva da 22 settimane fino al fotoperiodo; deve poi essere regolata la densità dell’alimentazione se l’aumento di peso non rispetta l’obiettivo desiderato.

Qualità del guscio d’uovo

Con i soggetti in iperventilazione durante lo stress da calore nei climi caldi aumentano le emissioni di gas CO2 tramite i polmoni. Una riduzione della CO2 nel sangue origina un aumento del pH del sangue, oppure questo diventa alcalino provocando la cosiddetta alcalosi respiratoria. Un pH del sangue più elevato comporta una riduzione degli ioni di calcio e carbonato trasferiti dal sangue alla ghiandola del guscio (utero), con conseguente guscio d’uovo sottile e debole. L’aumento della quantità di calcio nella dieta non risolverà il problema, tuttavia è stato dimostrato che ripristinare l’equilibrio acido basico con l’integrazione di cloruro di potassio o bicarbonato di sodio migliora la tolleranza allo stress da calore.

Il soggetto espelle più elettroliti durante la stagione calda, e quindi possono essere necessari livelli di sodio più elevati (aumentati dallo 0,02% allo 0,03%). Il rapporto cloro-sodio dovrebbe aumentare tra 1: 1 e 1,1: 1 in condizioni climatiche calde. Il bilancio elettrolitico target (equivalenza del bilancio molare di Na++ K+ -Cl) dovrebbe essere compreso tra 240 e 250 m Eq / kg.

Nutrizione

Nei climi caldi si deve adottare una strategia nutrizionale adeguata per i riproduttori, i cui punti chiave sono:

  • Regolare i livelli nutrizionale specifici per garantire un’assunzione sufficiente di nutrienti, di vitamine e di minerali chiave.
  • Concentrarsi sulla formulazione dietetica per ridurre il calore associato alla digestione.
  • Prendere in considerazione l’uso di additivi anti-calore.
  • Porre attenzione alla qualità fisica dell’alimentazione che è importante per mantenere i consumi e ridurre lo stress da calore.

Consumo di alimenti

Monitorare attentamente il consumo di mangime durante la stagione calda; l’assunzione di mangime può ridursi fino al 30% in condizioni di temperature elevate. Adeguare i livelli delle specifiche nutrizionali della dieta per garantire l’assunzione regolare di nutrienti chiave. I nutrienti fondamentali sono aminoacidi digeribili, energia, calcio, sodio e fosforo.

Approccio alla formulazione

Il contributo energetico dell’amido ha un incremento di calore più elevato (il calore associato alla digestione) per unità di energia rispetto ai lipidi (grassi). Aumentare il contributo energetico con l’aggiunta di olio nelle diete ridurrà la produzione di calore corporeo e il carico di calore sul soggetto.

Un’assunzione insufficiente di aminoacidi digeribili è uno dei motivi principali della perdita di produttività durante la stagione calda, tuttavia è necessario evitare un eccesso di proteine ​​grezze. Il metabolismo delle proteine ​​grezze alimentari, se fornite in eccesso, comporta un dispendio energetico significativo da parte del soggetto per deamminare il maggior tasso di azoto. Ridurre al minimo l’eccesso di proteine ​​grezze diminuisce il carico metabolico sul soggetto durante lo stress da calore: un calo delle proteine ​​alimentari grezze di appena lo 0,5% (mantenendo la densità di aminoacidi digeribili) consente una migliore produzione durante la stagione calda. Le proteine ​​derivate da fonti animali mostrano valori di incremento del calore più elevati rispetto alle fonti proteiche vegetali.

La formulazione con aminoacidi digeribili piuttosto che proteine ​​grezze è un mezzo per evitare l’assunzione eccessiva di proteine ​​grezze. È stato inoltre dimostrato che formulare un profilo aminoacidico ideale determina un uso più efficiente degli aminoacidi in ambienti più caldi. Rapporti più elevati di arginina / lisina sono associati a miglioramenti della tolleranza al calore.

Il consumo di mangime cala durante lo stress da calore e nei climi caldi e quindi si riduce anche l’assunzione di vitamine e oligominerali. L’uso di livelli più alti di vitamine, fornito come pacchetto integrativo supplementare, può essere utile in periodi strategici.

È importante cercare di anticipare i periodi di stress termico e attuare i cambiamenti dietetici prima dell’arrivo della stagione calda. È preferibile aumentare l’assunzione di micronutrienti prima dell’inizio dello stress da calore e mantenerla durante il periodo caldo. È utile quantificare il grado di riduzione dell’assunzione di mangime durante il periodo di stress e calcolare l’eccesso di micronutrienti per compensare tale riduzione.

Il calore genera radicali liberi come O2 e HO che possono danneggiare le membrane cellulari inducendo la perossidazione lipidica degli acidi grassi polinsaturi all’interno della membrana. Queste reazioni producono calore, contribuiscono al fallimento della termoregolazione e aumentano la temperatura corporea durante lo stress da calore. Alcune vitamine agiscono come antiossidanti prevenendo gli effetti dannosi dei radicali liberi. Le vitamine chiave da considerare sono: E, A, C e e il complesso delle B. Tutte queste vitamine sono considerate benefiche per i soggetti in condizioni di stress da calore e per il sistema immunitario, specialmente se usate in combinazione.

Gli oligominerali forniti in forma organica sono considerati più biodisponibili delle forme inorganiche. Le forme organiche di zinco, manganese, rame e selenio sono gli oligoelementi chiave da prendere in considerazione.

L’uso di formulazioni nutrizionali ‘estive dovrebbe includere quanto segue:

  • Compensare la minor assunzione di mangime.
  • Diminuire le proteine ​​grezze: utilizzare fonti proteiche ​​
  • Formulare a livelli di amminoacidi digeribili.
  • Integrare con grassi / oli – il valore di incremento del calore dei lipidi è inferiore ai carboidrati e fornisce un “effetto di raffrescamento” sui soggetti.
  • Usare livelli elevati di micronutrienti chiave: vitamina e oligoelementi.

Di seguito è riportato un esempio di una specifica nutrizionale di una dieta per riproduttori in climi caldi rispetto a una dieta standard. Questa specifica è consigliata in zone con estati molto calde, con temperature costantemente elevate durante il giorno e la notte.

Qualità fisica del mangime

La qualità fisica può avere un effetto significativo sul modo in cui il soggetto affronta i climi caldi. Una buona qualità fisica consente di consumare i mangimi in modo efficiente senza spendere una quantità eccessiva di energia. La scarsa qualità fisica del mangime tende ad avere l’effetto opposto. Il soggetto spende più energia e genera calore cercando di rifornirsi dei nutrienti di cui ha bisogno e questo calore si va ad aggiungere a quello ambientale aumentando lo stress. Fornire una forma di alimentazione ottimale, in modo coerente, aiuterà a consumare meglio con compensazioni nei periodi più freschi del giorno o della notte.

Additivi

Numerosi additivi aiutano a ridurre gli effetti dello stress da calore; per approfondire consultare i professionisti nutrizionali e i veterinari locali in merito alle disposizioni del posto.

L’aspirina (acido acetilsalicilico) è considerata un fattore antistress da calore per il suo effetto di vasodilatatore e del flusso sanguigno diretto alle estremità del corpo. Una combinazione di acido acetilsalicilico, acido ascorbico, cloruro di potassio e bicarbonato di sodio ha dimostrato di prevenire lo stress da calore, causa di un calo delle prestazioni.

La betaina ha proprietà osmotiche che aiutano a mantenere l’omeostasi del corpo; un’aggiunta di 2 kg / MT di mangime ha dimostrato benefici sulla produzione di uova e sulla qualità del guscio in condizioni stress da calore.

Fitochimici come il licopene e il resveratrolo provocano effetti antiossidanti regolando le risposte pro-infiammatorie o quelle anti-infiammatorie.