Metodi pratici per ridurre l’umidità della lettiera

Michael Czarick, University of Georgia, Poultry Science Department

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In un progetto di ricerca recentemente completato, il Dr. Mike Czarick e colleghi dell’Università della Georgia hanno studiato l’uso dei ventilatori nei capannoni di polli da carne per migliorare la circolazione dell’aria allo scopo di ridurre l’umidità della lettiera.

I ricercatori hanno scoperto che l’aumento del movimento dell’aria a livello del pavimento durante un ciclo di produzione ha comportato una lettiera più asciutta e migliorato la qualità delle zampe. é stata anche ridotta la stratificazione della lettiera, il che ha permesso agli avicoli di distribuirsi comodamente in tutta la struttura. Inoltre, l’uso di ventole di ricircolo dell’aria per essiccare la lettiera sembra avere un costo inferiore rispetto all’utilizzo dei metodi di ventilazione convenzionali.

Valutazione degli effetti combinati del movimento dell’aria e dell’umidità relativa sul benessere dei polli da carne nella fase iniziale di produzione – Università della Georgia – Michael Czarick, University of Georgia, Poultry Science Department

I produttori di polli da carne oggi non possono più fare affidamento sull’uso di antibiotici e quindi devono porre massima attenzione al benessere degli animali. Devono quindi affrontare i problemi di gestione della lettiera in modo adeguato e risolutivo. L’elevata umidità delle lettiera (> 35%) è strettamente connessa con i maggiori fattori di rischio legati alla salute e al benessere dei soggetti. L’umidità della lettiera può essere ridotta con un’adeguata ventilazione e manutenzione degli abbeveratoi per mantenere un’umidità relativa bassa nel capannone (UR <50%). Sebbene una corretta gestione delle linee di distribuzione dell’acqua di bevanda non comporti un onere finanziario per l’allevatore, lo stesso non si può dire delle velocità di ventilazione necessarie a mantenere bassi livelli di umidità relativa. Una riduzione dell’umidità relativa di appena il 20%, secondo le condizioni ambientali, può aumentare i costi di riscaldamento del 45%, proprio a causa delle maggiori velocità richieste.

Una possibile alternativa all’uso della ventilazione per controllare l’umidità della lettiera potrebbe essere la soluzione di mantenere un livello di umidità relativa moderato (50-60%) e aumentare il movimento dell’aria sulla lettiera mediante l’uso di ventole di ricircolo. Tradizionalmente, i ventilatori di ricircolo vengono utilizzati principalmente per ridurre al minimo le variazioni di temperatura, migliorarne l’uniformità e risparmiare sull’energia. I sistemi di ventilazione di ricircolo progettati per raggiungere questi obiettivi non producono, in genere, un livello significativo di movimento dell’aria a livello del pavimento tale da comportare l’essiccazione della lettiera. è dunque necessario un maggior movimento dell’aria in basso per ottenere il livello di essiccazione necessario per ottimizzare la salute e il benessere degli animali.

L’obiettivo del presente studio è la valutazione degli effetti combinati del mantenimento di un moderato livello di umidità relativa nel capannone (50-60%) e di un moderato livello di movimento dell’aria (45 mt / minuto), a livello di pavimento, sull’umidità della lettiera, sulla salute delle zampe e sulla sporulazione dei coccidi. In totale, sono stati analizzati cinque cicli in due aziende di polli da carne (due siti per azienda); uno non utilizzava i ventilatori ricircolo che ha funto da controllo, mentre il sito adiacente, utilizzato come trattamento sperimentale, è stato dotato di otto ventilatori da 7,3 mt con 1/3 di potenza che funzionavano in modo continuo. Entrambi i siti sono stati gestiti in modo simile e ventilati per mantenere un’umidità relativa moderata del 50-60%.

Lo studio ha dimostrato che la combinazione di un’umidità relativa nel capannone, mantenuta al 50-60%, e di una velocità media dell’aria a livello del pavimento di 45 mt / minuto ha comportato un ambiente più uniforme in tutta la struttura. Durante la stagione fredda, quando raggiungere una temperatura uniforme tende a essere più problematico, le temperature di trattamento presentavano differenze di meno di 15° C nel 99% dei casi, mentre le temperature nel sito di controllo variavano meno di 15° C solo nel 50% delle volte.

Le rilevazioni termiche hanno mostrato che le aree sotto i tubi radianti, nelle strutture di controllo, superavano spesso i 48 ° C durante i periodi più freddi, mentre nei siti di trattamento le temperature del pavimento variavano tra 30 ° C e 37 ° C. Queste differenze nelle temperature del pavimento hanno comportato una distribuzione irregolare degli avicoli nella struttura di controllo. I soggetti si sono spostati spesso ai lati per evitare le zone sotto i tubi radianti, mentre nei siti di trattamento tendevano a distribuirsi più uniformemente.

Le differenze di distribuzione hanno influenzato i profili di umidità della lettiera. Entro tre settimane, l’umidità della lettiera si attestava spesso sul 20-25% nelle strutture di trattamento contro il 25-35% in quelle di controllo. Inoltre, nei periodi più freddi dell’anno, le zone laterali presentavano livelli inferiori del 25% di umidità rispetto al > 30% dei siti di controllo.

Con una lettiera più asciutta, le lesioni podali sono state generalmente più basse nelle strutture di trattamento. Alla fine di ogni ciclo, in genere, meno del 30% dei soggetti ha mostrato segni di lesioni gravi nei siti di trattamento, mentre nelle strutture di controllo, oltre il 50% ha mostrato segni di lesioni gravi.

Non sono state osservate differenze significative nella sporulazione dei coccidi tra i siti di controllo e quelli di trattamento, il che ha dimostrato che condizioni di lettiera più asciutta non hanno alcun impatto negativo sui tassi di sporulazione di oocisti.

I produttori hanno anche osservato che, nei siti di trattamento, i livelli di ammoniaca sono stati costantemente più bassi. Le misurazioni dell’ammoniaca effettuate nelle prime quattro settimane di un ciclo hanno rilevato una riduzione approssimativa del 50% delle concentrazioni di ammoniaca nei trattamenti rispetto ai controlli (15-25 ppm contro 30-40 ppm).

Fonte: www.uspoultry.org.