La gestione dell’alimentazione dei riproduttori

di Aitor Arrazola

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©Big Dutchman

I ceppi moderni di riproduttori a crescita rapida sono stati selezionati per velocità di crescita, conversione e alta assunzione di mangime, e i polli vengono macellati una volta raggiunto il peso desiderato di mercato, solitamente prima delle 6 settimane di vita.

I riproduttori sono genitori dei polli, mentre il broiler resta in produzione per circa 6 settimane. I riproduttori condividono lo stesso potenziale genetico dei figli, per una crescita rapida, ma anche la stessa predisposizione ai disordini metabolici in caso di accesso illimitato al consumo di mangime.

I criteri di selezione per ottimizzare la resa dei polli sono associati negativamente alle prestazioni riproduttive. Ad esempio, alimentare i riproduttori a sazietà ha conseguenze negative, come un’alta mortalità, un basso tasso di ovodeposizione con bassa schiudibilità. I problemi correlati all’obesità sono associati a una maggiore prevalenza di morte precoce, calo delle prestazioni (tasso di deposizione e persistenza, fertilità, precoce mortalità embrionale e qualità del pulcino), disturbi metabolici e come patologie cardiovascolari, problemi scheletrici ed eccessivo accumulo di tessuto adiposo. Tali conseguenze nell’alimentazione ad libitum, hanno un impatto generale negativo sulla qualità della vita del riproduttore. Infatti, i riproduttori soggetti a restrizioni alimentari per l’intero ciclo di produzione onde evitare tali problematiche.

La crescita controllata viene ottenuta per mezzo della restrizione alimentare, durante tutto il ciclo produttivo. Il razionamento del riproduttore fornisce nutrienti per soddisfare le richieste metaboliche e sostenere un ottimale sviluppo scheletrico, ma le attuali strategie alimentari commerciali nei riproduttori controllano la loro crescita razionando la quota di mangime fino al 45% di quello ad libitum (dimensione pasto [g]) per lo stesso peso corporeo durante lo svezzamento. In effetti, i riproduttori mostrano sintomi comportamentali e fisiologici di fame persistente, carenza di sazietà, e frustrazione da razionamento cronico. L’esperienza di tali effetti negativi pone problemi di benessere nella gestione del riproduttore. Ma i riproduttori che hanno accesso illimitato al mangime mostrano ugualmente problemi di salute, e possono essere interpretati quindi come elemento di scarso benessere. Questo punto di separazione, tra la motivazione al mangiare e il mantenimento di un organismo sano, è indicato in letteratura come il paradosso del broiler. Per questo motivo la disparità tra le necessità comportamentali e la salute del soggetto ha fatto riflettere, nel settore avicolo, il problema sul benessere fin dai primi anni ‘60, specialmente da quando l’inseminazione artificiale ha accelerato lo sviluppo e l’efficienza del pollo.

Lo sviluppo delle strategie alimentari si è focalizzato su pratiche gestionali alternative che controllano il tasso di sviluppo senza le conseguenze negative della restrizione alimentare. Tali pratiche alternative, mirano a ridurre la motivazione alimentare con un aumento del consumo, la durata del pasto e riducendo volontario del consumo. La restrizione quantitativa quotidiana è una pratica standard per i riproduttori (una piccola quota di mangime su base quotidiana) ma le strategie di alimentazione alternative includono quella quantitativa (razionata o ad libitum) o anche il razionamento non giornaliero. Il razionamento qualitativo controlla la diluizione calorica della dieta tramite ingredienti fibrosi o zavorranti, a volte, insieme a fattori che diminuiscono l’appetito come il calcio propionato. Ingredienti comunemente usati nelle diete alternative per i riproduttori, includono elementi che hanno un’elevata percentuale di fibra insolubile, come la lolla di riso, di avena e di soia (a seconda del paese, della disponibilità e dei costi). Il razionamento quantitativo limita l’accesso al cibo e può portare alla modifica del numero di giorni di alimentazione per settimana. Una programmazione di alimentazione non quotidiana fornisce una percentuale di cibo maggiore il giorno precedente, a cui segue un giorno di digiuno. La quantità di giorni di digiuno settimanali dipende dalla programmazione alimentare. Ad esempio, una programmazione che salta un giorno, consiste nell’alimentazione a giorni alterni (un giorno sì e uno no), invece una programmazione 4/3 settimanale consiste in 4 giorni consecutivi di alimentazione e 3 giorni consecutivi di digiuno; una programmazione 5/2 ha invece 5 giorni di alimentazione e 2 di digiuno, come la 6/1 che prevede un solo giorno di digiuno settimanale. L’uso di una programmazione non giornaliera è una pratica frequente in Nord America per la ricerca di un’uniformità di peso nel gruppo di soggetti. Per tale ragione la programmazione non quotidiana è frequentemente usata quando la gestione alimentare del riproduttore raggiunge la massima capacità di razionamento, specialmente durante la fase di metà ciclo. Una programmazione di digiuno quotidiano può iniziare già dopo un mese di età e terminare prima che le galline siano spostate nel capannone deposizione.

La gestione alimentare del riproduttore tende principalmente a raggiungere prestazioni riproduttive ottimali, sia maschi che femmine. Tuttavia, il razionamento che i riproduttori subiscono, nel corso del loro sviluppo, può avere un impatto negativo sulle prestazioni a causa dello stress cronico, nato dal forte razionamento alimentare. Precedenti ricerche che valutavano la risposta allo stress nei riproduttori hanno rilevato che le pollastre mostrano un’elevata concentrazione di ormoni dello stress nel plasma, in condizioni di forte razionamento, e altri indicatori di mancato benessere, come il cattivo impiumamento, l’alta competitività alla mangiatoia, segni di comportamento da fame e alcune risposte ematologiche. Tali risultati indicano che la restrizione alimentare nei riproduttori, specialmente durante lo svezzamento, è un evento stressante che probabilmente porta a conseguenze negative nel corso della deposizione. Anche se gli effetti a lungo termine dello stress cronico sulle prestazioni riproduttive, nel corso delle fasi precoci della vita, non sono ancora state ben studiate, i risultati delle galline in deposizione indicano che le esperienze stressanti possono compromettere (e in alcuni casi fermare) la deposizione. Per questo motivo, lo stress da forte razionamento può anche avere effetti negativi sulle prestazioni riproduttive nel corso del ciclo del riproduttore.

Il razionamento del mangime dei riproduttori è una pratica frequente, tesa ad avere soggetti sani e magri nel corso dello sviluppo, con rese ottimali durante la deposizione. Ma lo stress legato al razionamento, nelle fasi di sviluppo degli organi sessuali e della loro maturazione, può impattare negativamente sulle prestazioni di riproduzione dei riproduttori. Dunque, le prestazioni dovrebbero migliorare in caso di gestioni alimentari che controllano la crescita, ottenendo un fisico magro e sano; al contempo, devono anche limitare lo stress, dovuto ad un razionamento troppo drastico.