Fieragricola porta in tour per l’Italia l’innovazione. La Campania ultima tappa del roadshow verso la manifestazione

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Si è chiuso con la tappa a Paestum, in Campania, il roadshow di Fieragricola che ha toccato negli ultimi mesi Sardegna, Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio. «Un tour che ha presentato le novità legate alla 117ª edizione di Fieragricola, in programma a Verona dal 4 al 7 febbraio prossimi, manifestazione sempre più internazionale e proiettata ad accompagnare il sistema agricolo verso una crescita che passa in particolare dall’innovazione come driver per migliorare produttività, sicurezza alimentare, efficienza delle filiere e marginalità», dichiara Matteo Pasinato, Event manager di Fieragricola.

 

Il claim della rassegna internazionale di agricoltura di Verona, «Full Innovation», vuole andare ben oltre lo slogan e lo testimonia, nei 12 padiglioni interamente occupati dell’intero quartiere fieristico (oltre alle aree dinamiche esterne), la presenza di Fieragricola Tech, salone dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie nei settori dell’agricoltura digitale, smart irrigation, energie rinnovabili, biosolution, robotica. La forza di Fieragricola, nata nel 1898, è in particolare la trasversalità dell’offerta, che consente di essere una vetrina per tutte le tipologie di imprese agricole, con soluzioni e proposte che comprendono meccanica agricola, zootecnia, colture specializzate come vigneto, frutteto, olivo; energie rinnovabili; chimica verde; servizi; multifunzionalità delle imprese agricole.

 

La tappa campana dell’8 gennaio scorso ha acceso i riflettori sulla zootecnia, in particolare quella bufalina, forte di una delle più importanti filiere Dop del Made in Italy grazie alla Mozzarella di Bufala Campana, oltre 50mila tonnellate prodotte fra gennaio e novembre 2025 (+4%, secondo i dati di Clal.it), ottenute da quasi 177mila tonnellate di latte valorizzate sul territorio per la Dop (+3,7%, fonte: Clal.it). Il comparto, in questa fase, sta attraversando alcune difficoltà legate alla discesa del prezzo del latte, non sufficientemente compensata dai prezzi della carne. Punto di forza del comparto, la genomica. «Anasb, l’Associazione nazionale allevatori di specie bufalina – ha ricordato il direttore, Gabriele Di Vuolo – è l’unica realtà che si occupa attivamente di genomica nel segmento bufalino, aspetto che ci consente una crescita costruttiva e un confronto costante con allevatori e centri di ricerca di tutto il mondo». Gli aspetti genetici, per il presidente di Anasb, Nicola Palmieri, «costituiscono un pilastro sul quale investire per rafforzare gli aspetti legati alla produttività e alla sostenibilità, migliorando benessere animale e quantità di latte per animale».

 

Innovazione e formazione sono i due mantra per restare al passo. «Fieragricola rappresenta un evento in grado di coniugare il mondo della ricerca, dell’agricoltura e delle imprese – sottolinea il professor Gianluca Neglia, ordinario di Zootecnia Speciale all’Università Federico II di Napoli –. Le sinergie con una rassegna internazionale come Fieragricola sono fondamentali per il nostro Ateneo, per due motivi: da un lato, l’esigenza di formare i giovani alla professione e, dall’altro, la propensione delle nuove generazioni ad utilizzare le nuove tecnologie con maggiore facilità, aspetto determinante se parliamo di agevolare l’ingresso dei giovani e favorire il ricambio generazionale in agricoltura e in zootecnia».

 

L’innovazione, per Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania, gioca un ruolo insostituibile anche per altri aspetti, dal momento che «consente ulteriori passi avanti verso la sostenibilità economica e ambientale; le nuove tecnologie, inoltre, possono agevolare l’ingresso di giovani in agricoltura».

 

Fonte: comunicato Veronafiere e Fieragricola