Indicatori di benessere delle galline e dei polli

Francesca Leone, dottoressa in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali, dottoranda in Scienze Ambientali

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La valutazione del benessere animale negli allevamenti avicoli richiede un approccio multidimensionale che integri indicatori ambientali, gestionali e animal-based. Questa combinazione consente di individuare in modo accurato le principali criticità, come problemi locomotori, lesioni cutanee o comportamenti anomali. L’impiego congiunto di tali parametri offre una misura oggettiva e scientificamente solida dello stato di benessere degli animali, rappresentando uno strumento essenziale per orientare interventi mirati e migliorare le pratiche di gestione.

Introduzione

Negli ultimi anni, il benessere animale è divenuto un concetto chiave negli allevamenti avicoli. I consumatori hanno mostrato un crescente interesse verso prodotti sostenibili e “animalfriendly”, dimostrando anche la disponibilità a pagare di più per alimenti percepiti come più salubri, sicuri, gustosi e autentici (Alonso et al., 2020; Mazzocchi et al., 2022). Tuttavia, il benessere animale non è rilevante solo per ragioni etiche, ma anche per il suo diretto impatto sulla salute umana e sull’ambiente, in linea con il concetto di One Health (Verkuijl et al., 2024). Inoltre, animali allevati in condizioni ottimali presentano migliori performance produttive e una maggiore efficienza alimentare (Velarde e Dalmau, 2012). Di conseguenza, risulta fondamentale poter valutare il benessere in modo oggettivo e scientifico.

Sono stati studiati diversi indicatori per effettuare un’analisi completa e oggettiva del benessere degli animali d’allevamento. La valutazione è complessa e multidimensionale, in quanto comprende aspetti fisici, comportamentali, ambientali e gestionali che devono essere analizzati in modo integrato e coordinato. In particolare, sono state individuate tre diverse tipologie di indicatori di benessere:

  • Indicatori resource-based: valutano le caratteristiche strutturali e ambientali dell’allevamento.
  • Indicatori management-based: si riferiscono alle pratiche gestionali adottate dall’allevatore.
  • Indicatori animal-based: forniscono informazioni dirette sullo stato degli animali (EFSA, 2012; EFSA, 2023a).

Indicatori

Gli indicatori resource-based riguardano gli aspetti strutturali e ambientali che influiscono sulle condizioni di vita e sul benessere dei polli e delle galline. Tra i più rilevanti figurano la densità di allevamento, la qualità e quantità della lettiera, il numero e la conformazione dei nidi e dei posatoi, lo spazio o il numero di mangiatoie e abbeveratoi, il controllo del microclima (ventilazione, temperatura, umidità relativa) e dell’illuminazione (Sherwin et al., 2010; Nicol et al., 2013). Gli indicatori management-based valutano la qualità delle pratiche adottate dall’allevatore, ad esempio la pulizia e la manutenzione delle strutture, la gestione della lettiera, i protocolli sanitari, i piani di biosicurezza, la gestione dei capi malati o feriti, e la formazione del personale (Blokhuis et al., 2010; Campbell et al., 2018). Nei polli da carne, anche la selezione genetica riveste un ruolo fondamentale, poiché l’intensa pressione selettiva degli ultimi decenni ha contribuito all’insorgenza dei principali problemi di benessere riscontrabili oggi negli allevamenti (EFSA, 2023b). Le prime due tipologie di indicatori permettono di individuare i fattori di rischio e/o le cause di scarso benessere, fornendo la base per implementare strategie di miglioramento (Welfare Quality®, 2009). Infine, gli indicatori animal-based descrivono in modo diretto la condizione degli animali, lo stato di salute e i loro comportamenti. Per le galline ovaiole, tra i principali indicatori si annoverano il tasso di mortalità, anomalie alla cresta che riflettono uno stato di insofferenza, dermatiti del cuscinetto plantare causate da lettiere non idonee, fratture delle dita e/o dello sterno indicative di fragilità ossea, squilibri alimentari o strutture inadeguate. Altri aspetti considerati sono la presenza di acari rossi, molto diffusi nelle galline, e l’osservazione di comportamenti specie-specifici, come i bagni di sabbia e il foraggiamento. Inoltre, si valutano la relazione uomo-animale e comportamenti come il panting e l’huddling, utili per stimare il comfort termico (Welfare Quality®, 2009; Nasr et al., 2012; Haas et al., 2014). Tra gli indicatori animal-based più importanti vi sono anche la condizione del piumaggio e la presenza di lesioni cutanee, strettamente correlate al fenomeno del feather pecking, che è una delle problematiche più diffuse negli allevamenti di galline ovaiole. Si tratta di un comportamento degenerativo per cui un individuo becca le piume di un conspecifico fino ad asportarle, causando dolore, lesioni e, nei casi più gravi, cannibalismo. Il feather pecking ha un’eziologia multifattoriale: tra le principali cause figurano l’elevata densità di allevamento, un’illuminazione eccessiva, carenze nutrizionali (di fibra insolubile e/o di aminoacidi essenziali), mancanza di arricchimenti ambientali, fattori genetici predisponenti e la limitata possibilità di mettere in atto comportamenti specie-specifici come l’esplorazione e il foraggiamento, per cui le beccate vengono reindirizzate verso i conspecifici (Dixon, 2008; Rodenburg et al., 2008). Questo disturbo comportamentale incide negativamente sulla produttività, in quanto aumenta i livelli di stress e, di conseguenza, la mortalità, compromettendo il benessere animale e la produzione di uova (Schreiter et al., 2019). Le strategie di prevenzione si basano su una gestione ottimale del microclima e dell’illuminazione, su una dieta bilanciata, oltre che sulla fornitura di materiali manipolabili ed esplorabili (come paglia o corde), che favoriscono l’espressione dei comportamenti naturali e riducono il rischio che le beccate vengano rivolte ai conspecifici. Inoltre, la selezione genetica si sta orientando verso ibridi meno reattivi e meno predisposti a sviluppare feather pecking (Rodenburg et al. 2013). Questo comportamento multifattoriale costituisce un esempio emblematico di come le tre tipologie di indicatori interagiscano nell’individuare e correggere una problematica di benessere.

Per quanto riguarda i polli da carne, gli indicatori animal-based si concentrano principalmente sui problemi locomotori, che rappresentano una delle principali criticità legate alla selezione genetica intensiva per la crescita rapida e l’elevata efficienza di conversione alimentare (Zuidhof et al., 2014). La crescita accelerata del tessuto muscolare, in particolare del muscolo pettorale, non è stata accompagnata da un altrettanto rapido sviluppo del sistema scheletrico e cardiovascolare, generando un disequilibrio biomeccanico che compromette la postura, la deambulazione e il sistema cardio-circolatorio (Julian, 2005; Knowles et al., 2008). Tuttavia, tali problematiche non sono attribuibili unicamente a fattori genetici: anche le condizioni ambientali giocano un ruolo determinante. Elevata densità di allevamento, lettiere umide o poco assorbenti e una formulazione della dieta non bilanciata possono aggravare l’incidenza e la gravità delle alterazioni locomotorie (Bradshaw et al., 2002; Shim et al., 2012; van der Sluis et al., 2021). Le conseguenze fisiologiche includono dolore cronico, ridotta attività motoria, minore accesso alle risorse come cibo e acqua e, nei casi più gravi, un aumento della mortalità (Weeks et al., 2002). Di conseguenza, tra gli indicatori animal-based più utilizzati figurano il gait score, che valuta la deambulazione, la presenza di pododermatiti, ossia di lesioni infiammatorie della cute del cuscinetto plantare, e di ustioni del tarso, le quali riflettono più in generale le condizioni ambientali dell’allevamento. Altri indicatori comunemente utilizzati comprendono la mortalità, la condizione del piumaggio, lesioni alla cute e l’espressione di comportamenti specie-specifici come l’esplorazione, comfort termico e l’interazione uomo-animale, che fornisce informazioni indirette sul livello di paura e di adattamento al contatto umano (Welfare Quality®, 2009; EFSA, 2023; de Jong et al., 2012). Inoltre, per i polli da carne ci sono una serie di parametri valutati sull’animale al macello, ma che riflettono le condizioni di allevamento, senza essere un risultato del processo di macellazione. Tra i più significativi vi sono l’ascite, ossia l’accumulo di liquido nell’addome legato a insufficienze cardiache e respiratorie per l’eccessiva crescita muscolare rispetto a quella degli organi; le lesioni del petto (breast blister), causate dal contatto prolungato con superfici dure o lettiera umida per difficoltà motorie o eccessive densità; le setticemie e gli ascessi, indicatori di infezioni batteriche e scarsa igiene; le epatiti e le pericarditi, che riflettono problemi metabolici e sanitari; e la disidratazione, segno di accesso insufficiente all’acqua o di difficoltà nel raggiungere gli abbeveratoi. La rilevazione di questi parametri permette di capire come le condizioni di allevamento e la loro gestione influenzino direttamente la salute e il benessere degli animali (Manning et al., 2007; Welfare Quality®, 2009; Petracci et al., 2019). Le strategie preventive che mirano a ridurre l’incidenza di questi problemi includono non solo la selezione di genetiche meno spinte, ma anche interventi gestionali, come l’utilizzo di un materiale assorbente e asciutto per la lettiera, e l’ottimizzazione della densità di allevamento, al fine di limitare lo sviluppo di pododermatiti, lesioni del tarso e al petto. Anche la formulazione della dieta ha un ruolo chiave per supportare lo sviluppo scheletrico e cardiovascolare, così come l’utilizzo di arricchimenti ambientali stimola il movimento e i comportamenti naturali, fortificando le ossa. Infine, il monitoraggio costante della temperatura, della ventilazione e dell’umidità dell’ambiente riduce lo stress termico e favorisce una migliore ossigenazione dei tessuti, aiutando a diminuire il rischio di complicazioni cardiopolmonari e metaboliche (Julian, 2005; Olkowski et al., 2008; Petracci et al., 2019).

Conclusioni

In conclusione, solo la combinazione di tutte e tre le tipologie di indicatori consente di ottenere una valutazione completa e affidabile del benessere dei polli (Louton et al., 2018). Infatti, sebbene gli indicatori resource– and managementbased siano validi, forniscono solo una visione parziale del benessere, poiché valutano il contesto in cui vivono gli animali, ma non le loro reazioni (Blokhuis et al., 2010). Al contrario, gli indicatori animal-based descrivono realmente la loro condizione fisica, la salute, il comportamento e come affrontano il sistema in cui sono allevati (Burgstaller et al., 2022). Questi parametri, se integrati tra loro, consentono di ottenere una rappresentazione affidabile e scientificamente valida del benessere animale e delle condizioni di allevamento, al fine di orientare eventuali strategie migliorative o interventi correttivi.

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