
Lo scorso novembre è stato presentato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) il rapporto annuale sull’influenza aviaria riguardante il 2024. I dati sono stati raccolti da tutti gli Stati Membri dell’UE, da parte dei paesi dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA) (Islanda, Norvegia, Svizzera), dei paesi candidati all’UE (Georgia, Macedonia del Nord) e di altri paesi europei o situati all’interfaccia Europa–Asia, tra cui il Regno Unito (Irlanda del Nord), l’Ucraina, la Moldova e la Turchia, tenuti a implementare programmi di sorveglianza per il virus dell’influenza aviaria (AIV) sia nel pollame che negli uccelli selvatici, complessivamente denominati Programma di sorveglianza dell’Unione (Union Surveillance Programme, USP), in conformità al regolamento (UE) 2016/429 («Animal Health Low»).
L’influenza aviaria (IA) è una malattia virale contagiosa causata da un virus della famiglia Orthomyxoviridae, che colpisce principalmente il pollame e gli uccelli acquatici selvatici. I virus dell’influenza aviaria AIV sono classificati come altamente patogeni (HPAIV) o debolmente patogeni (LPAIV), in base alle loro caratteristiche molecolari e alla loro capacità di causare malattia e mortalità nei polli. Nel pollame, le infezioni da LPAIV spesso causano segni respiratori lievi o possono rimanere asintomatiche, mentre le infezioni da HPAIV, in particolare nei polli e nei tacchini, tipicamente risultano malattie gravi e a elevata mortalità. Il pollame con LPAI può mostrare sintomi lievi o nessuno, mentre l’HPAI causa malattia grave e morte. Entrambi si diffondono rapidamente attraverso gli allevamenti, quindi sono cruciali misure di biosicurezza rigorose. I virus LPAI possono mutare in ceppi altamente patogeni, rendendo imprescindibile la sorveglianza anche sui ceppi LPAIV.
Nei sistemi di produzione di pollame, questo potenziale di mutazione è una preoccupazione importante, in quanto può portare a improvvisi focolai di HPAI, anche se finora, solo i sottotipi H5 e H7 si sono mutati per diventare HPAIV.
Ciò che preoccupa è che i virus altamente patogeni stanno colpendo sempre più frequentemente gli uccelli servatici e ora sembrano adattarsi anche ai mammiferi. Lo spillover animale-uomo, invece, si è verificato solo occasionalmente.
Il rapporto presentato dall’EFSA fa una panoramica sulla diffusione dell’HPAI fra gli anni 2016-2023, evidenziando come il virus abbia mostrato un andamento piuttosto dinamico con sottotipi, intervalli di ospiti e caratteristiche epidemiologiche mutevoli, e passando in rassegna l’epidemia di ogni anno con le sue peculiarità. Dai dati emerge che l’epidemia 2021-2022 si è rivelata la più grave mai registrata in Europa, dominata da H5N1, con ulteriori rilevamenti di H5N8 e H5N5. Mentre, l’epidemia 2022-2023 ha interessato massicciamente gli uccelli selvatici e, come si accennava, è stata osservata anche nei mammiferi, inclusi carnivori selvatici, animali da allevamento per pellicce, mammiferi marini e animali domestici, sebbene non frequentemente.
Il rapporto prosegue riportando i dati di campionamento divisi in quattro sezioni diverse: settore avicolo, uccelli in cattività, uccelli selvatici e mammiferi. Per quanto riguarda il settore avicolo, sono stati campionati 27.739 allevamenti, mentre il numero totale di eventi di campionamento è stato di 40.555 e sono stati raccolti 218.667 campioni.
L’ADIS (Animal Disease Information System), sistema informativo dell’Unione Europea per le malattie animali, ha registrato per il 2024 ben 394 focolai nei paesi UE e 66 nei paesi non UE (Tabella 1 e Figura 1). In dettaglio, quindici paesi UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Francia, Croazia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Svezia, Slovacchia) e sei paesi non-UE sono stati colpiti (Albania, Islanda, Moldova, Macedonia del Nord, Norvegia, Turchia).

Fonte
European Food Safety Authority (EFSA), Abrahantes, J. C., Aznar, I., Boom, M., Catalin, I., Dórea, F., Grant, M., Mulligan, K. F., & Zancanaro, G. (2025). Avian Influenza annual report 2024. EFSA Journal, 23(12), e9761. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2025.9761













