I sottoprodotti alimentari solo per la produzione di biogas e non per la zootecnia

64

La conversione in legge del Decreto del Governo contenente le misure per affrontare la crisi energetica rischia di avere conseguenze devastanti per il settore dell’alimentazione animale e della zootecnia e mette a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.

Il provvedimento prevede infatti la possibilità di dirottare i sottoprodotti alimentari, da sempre impiegati nell’alimentazione per animali, all’uso per la produzione di biogas. Assalzoo – Associazione nazionale  Produttori di Alimenti Zootecnici – è fermamente contraria a questa norma sbagliata e pericolosa, che sottrae risorse preziose per la produzione alimentare e rischia di colpire gravemente il settore agro-zootecnico-alimentare italiano.

Il ddl di conversione del Decreto Legge n.17 del 2022 dispone in modo sorprendente l’impiego di sottoprodotti provenienti dall’industria agroalimentare nei biodigestori per la produzione di biometano. Tra questi figurano i prodotti derivanti dalla lavorazione dei cereali – come la crusca, lo zucchero, il melasso e le polpe di barbabietole, tutti i sottoprodotti dell’industria della panificazione, dei prodotti da forno e della pasta, fino addirittura alle farine di semi oleosi, che l’Italia è costretta a importare massicciamente da Paesi terzi a caro prezzo.

Sono circa 9 milioni di tonnellate all’anno di materie prime secondarie provenienti da vari circuiti alimentari che vengono valorizzate dalla mangimistica italiana per la produzione di alimenti destinati al bestiame allevato nel nostro Paese;  dati che rendono l’Italia virtuosa e all’avanguardia in tema di economia circolare e sostenibilità nel settore agroalimentare.

Prevedere la possibilità di utilizzare questi sottoprodotti per la produzione di biogas creerebbe una concorrenza sleale e innaturale tra il settore energetico e quello alimentare. Le conseguenze sarebbero un’ulteriore spinta all’inflazione, con un nuovo aumento dei prezzi delle materie prime agricole impiegate dalla mangimistica, già oggi del tutto insufficienti a coprire la domanda interna, e un pericolo reale per la sicurezza alimentare dell’Italia, che sconta una grave dipendenza dall’estero per i suoi approvvigionamenti.

Secondo Assalzoo, che si è opposta a questa misura sui sottoprodotti, la scelta è del tutto errata e sarà un vero e proprio boomerang che colpirà gli italiani in un bene irrinunciabile come quello alimentare. Una norma tanto più incomprensibile, soprattutto in un momento in cui la grave pandemia in corso e gli effetti del conflitto russo-ucraino hanno già messo e stanno mettendo a dura prova la produzione agro-zootecnica e la sicurezza degli approvvigionamenti del nostro Paese, a causa delle difficoltà di reperire le materie prime necessarie a garantire la produzione alimentare.

Fonte: Assalzoo

Fonte: Assalzoo