H5N1 nei selvatici: il Ministero richiama alla prevenzione 

Foto di Bicanski da Pixnio

Il Ministero della Salute richiama all’applicazione quotidiana delle misure di prevenzione contro l’influenza aviaria, soprattutto nelle zone a rischio con un’elevata densità avicola. La nota della Direzione generale della salute animale (DGSA) del 28 ottobre 2026 segue la conferma di casi di H5N1 ad alta patogenicità negli uccelli selvatici del Nord Est.

Secondo quanto riportato nel documento, un focolaio è stato confermato il 17 ottobre a Grado, in provincia di Gorizia, in un fischione. Altri due sono stati accertati il 20 ottobre a Valle Cavallino, nel comune di Jesolo, nel Veneziano, in un fischione e in un codone. Per il Ministero, queste conferme segnano l’inizio della fase di rischio legata all’aumento della circolazione dei virus aviari nei selvatici e alla conseguente maggiore esposizione degli allevamenti.

I casi italiani descritti nella nota riguardano gli uccelli selvatici. Il documento, firmato dal direttore generale Giovanni Filippini, fa seguito alla comunicazione del 16 settembre.

In allevamento, le procedure di biosicurezza vanno applicate ogni giorno, compresa la corretta disinfezione dei mezzi di trasporto. Il Ministero ricorda inoltre l’importanza di segnalare i casi clinici sospetti e le anomalie produttive che potrebbero essere riconducibili a un’infezione da HPAI.

Per individuare tempestivamente le aree di circolazione del virus è necessario attuare i piani di sorveglianza attiva e passiva sugli uccelli selvatici. La DGSA richiama anche la regolamentazione dell’impiego dei richiami vivi e le misure di controllo della selvaggina destinata al ripopolamento.

La prevenzione riguarda anche la gestione degli accasamenti e delle movimentazioni collegate. Nelle precedenti stagioni epidemiche, ricorda il Ministero, la programmazione degli accasamenti nelle regioni a rischio ha consentito di ottenere risultati importanti. L’obiettivo è ridurre la concentrazione degli animali nella fase di età critica per la sensibilità all’infezione e la diffusione dell’HPAI. 

Fonte: Ministero della Salute, Direzione generale della salute animale, nota n. 30619 del 28 ottobre 2026.