I produttori avicoli tedeschi chiedono prezzi più equi mentre gli standard produttivi diventano sempre più rigorosi

Eugene Gerden, scrittore freelance

Il settore avicolo tedesco guarda al futuro con ottimismo grazie alla domanda in costante crescita di carne avicola da parte dei consumatori locali, che mantiene generalmente elevati i livelli di vendita.

Secondo le stime preliminari del Centro federale di informazione per l’agricoltura (BZL), il consumo complessivo di carne in Germania è aumentato per tre anni consecutivi, con l’incremento maggiore registrato proprio per il pollame.

Attualmente il pollame rimane uno dei principali motori del mercato tedesco della carne e il segmento in più rapida crescita. Secondo i calcoli del BZL, con un consumo pro capite di circa 14,7 chilogrammi per persona, nel 2025 ha raggiunto il massimo storico, rappresentando quasi il 27% del consumo totale di carne nel Paese. Ciò ha determinato una crescita della produzione interna. Secondo l’Associazione degli agricoltori tedeschi (DBV), la produzione interna lorda di carne avicola in Germania lo scorso anno è stata pari a 1,745 milioni di tonnellate in peso carcassa, con un aumento dell’1% rispetto al 2024. La crescita continua anche quest’anno.

Gli analisti dell’Associazione centrale dell’industria avicola tedesca (ZDG) prevedono che la domanda di pollame nel mercato tedesco continuerà ad aumentare negli anni a venire.

Negli ultimi anni il settore avicolo tedesco ha dovuto affrontare un forte aumento dei costi, causato dall’inasprimento degli standard produttivi, ambientali e di altro tipo del settore.

Come ha affermato Hans-Peter Goldnick, presidente della ZDG, in un’intervista alla rivista tedesca top agrar, l’industria avicola tedesca opera oggi sulla base di elevati standard di legge e volontari, fornendo prodotti di alta qualità ai consumatori nazionali. Secondo lui, mantenere tali standard comporta però costi di produzione enormi per i produttori, che attualmente esercitano una forte pressione su di loro.

Sempre secondo Goldnick, l’avicoltura in Germania è già oggi tra le più regolamentate al mondo.

Egli ritiene che un ulteriore sviluppo dell’avicoltura in Germania, basato su standard elevati, richieda un maggiore sostegno da parte dello Stato. Inoltre, i rappresentanti dei produttori ritengono che i prezzi del pollame tedesco sul mercato interno debbano essere più alti. Ciò significa che il valore di mercato attuale del pollame tedesco, secondo i rappresentanti dei produttori, resta in larga misura sottovalutato. Questo comporta una perdita di reddito per gli allevatori locali.

“Più benessere animale significa più impegno, costi più alti e minore efficienza. Questo sforzo aggiuntivo deve riflettersi nel prezzo di mercato”, ha affermato Goldnick, per il quale è importante che i consumatori paghino un prezzo più alto per prodotti ottenuti con metodi di allevamento superiori.

Nel frattempo, il governo federale tedesco è consapevole delle difficoltà attuali del settore. A fronte dell’aumento dei costi dell’energia e degli altri costi di produzione, negli ultimi anni il governo ha approvato un pacchetto di misure a sostegno del settore. Tuttavia, nonostante ciò, molti allevatori locali sono rimasti fortemente scontenti dell’entità dei compensi concessi e dell’insieme delle altre misure, ritenendoli troppo limitati.

Nel complesso, i rappresentanti dei produttori sono anche insoddisfatti per il rallentamento delle riforme nel settore avicolo e agricolo tedesco portate avanti negli ultimi anni, così come per la tradizionale burocrazia tedesca, che provoca abitualmente gravi ritardi nell’attuazione di alcune soluzioni fondamentali per il settore.

Allo stesso tempo, secondo gli analisti, gli attuali obiettivi climatici della Germania, come la riduzione al minimo delle emissioni di CO2, sono in conflitto con gli approcci oggi utilizzati nell’avicoltura. In altre parole, secondo i produttori, standard più elevati nell’allevamento avicolo in Germania richiedono più spazio, più terra e più risorse. Ciò è associato anche a maggiori effetti negativi sull’ambiente locale.

Secondo gli esperti della ZDG, l’uso di alcune pratiche moderne nel settore avicolo comporta inevitabilmente un aumento delle emissioni di CO2 per chilogrammo di pollame prodotto.

Nel frattempo, molti produttori, come Hellmann Poultry GmbH & Co. KG, HelloFresh Group a Berlino, Rothkötter Unternehmensgruppe e altri, si stanno preparando a un ulteriore inasprimento degli standard avicoli nei prossimi anni e dei requisiti relativi al pollame da parte di alcuni clienti locali e della grande distribuzione tedesca.

In base alle richieste di alcune delle principali catene della distribuzione tedesca, entro il 2030 il pollame fresco dovrebbe provenire in larga misura da sistemi con standard di benessere animale più elevati. In pratica, ciò significa meno animali da macellare e periodi di ingrasso più lunghi.

Per quanto riguarda i produttori, essi ripongono grandi speranze nel proprio sviluppo nei prossimi anni. Sul fronte dei consumatori, le aspettative maggiori sono rivolte alle fasce più giovani della popolazione tedesca, tra le quali la domanda di pollame resta particolarmente alta al momento. Ciò è stato recentemente confermato dal dott. Ingo Stryk, direttore marketing di Wiesenhof Geflügelkontor, uno dei principali produttori tedeschi di prodotti avicoli, durante il 34° Congresso tedesco della carne. Il dott. Ingo Stryk ha commentato: “Più giovane è la generazione, maggiore è la quota di pollame consumata. La generazione più anziana, fortemente orientata alla carne suina, sta scomparendo, mentre le generazioni più giovani continuano a preferire il pollame”.

Secondo i produttori, il recente aumento dei prezzi del pollame in Germania, che ormai sono quasi equivalenti a quelli della carne suina, non porterà a un calo significativo della domanda da parte dei consumatori locali, come invece previsto da alcuni analisti. Essi sperano che la domanda di pollame resti stabile, anche grazie a un’immagine migliore rispetto a quella di manzo e maiale.

Per quanto riguarda le prospettive future del settore, la maggior parte degli analisti locali non prevede un aumento significativo della produzione avicola in Germania, né della consistenza degli allevamenti. Secondo le statistiche della ZDG, le consistenze e la produzione avicole tedesche hanno mostrato una buona resilienza rispetto agli altri settori zootecnici a partire dagli anni 2020, con un picco di circa 170 milioni di capi registrato nel 2020.

Dal punto di vista della struttura del settore, secondo l’Ufficio federale tedesco per l’agricoltura e l’alimentazione (BLE),  negli allevamenti avicoli tedeschi sono allevati più di 156 milioni di polli. Di questi, l’Ufficio federale afferma che galline ovaiole e polli da carne rappresentano il 93% della popolazione avicola; i tacchini si collocano al secondo posto con circa 9 milioni di capi; le anatre sono al terzo posto con circa 1,6 milioni di capi.

Allo stesso tempo, la popolazione avicola varia notevolmente da una regione all’altra della Germania, con la Bassa Sassonia considerata un importante centro per l’allevamento di polli nel Paese. Secondo le statistiche della ZDG, la Bassa Sassonia ospita oltre il 50% dell’intero patrimonio avicolo della Germania. Di questo totale, circa il 50% dei polli allevati per la produzione di carne in Germania (un pollo su due) proviene dalla Bassa Sassonia. Per quanto riguarda i tacchini, la Bassa Sassonia detiene una quota del 40% dell’allevamento tedesco. Per le galline ovaiole, nell’agosto 2025 lo stato federale registrava il numero più alto, con 17,3 milioni di animali.

In precedenza, i rappresentanti del settore avicolo della Bassa Sassonia avevano espresso serie preoccupazioni per il fatto che un miglioramento del benessere animale potesse portare a una riduzione della produzione avicola nell’intera regione.

Come ha recentemente affermato Friedrich-Otto Ripke, presidente dell’Associazione dell’industria avicola della Bassa Sassonia, in un’intervista al canale televisivo tedesco NDR, il calo della produzione avicola nelle principali regioni produttrici tedesche potrebbe innescare un’ondata di importazioni di carne a basso costo da paesi come la Polonia. L’associazione chiede pertanto un divieto di importazione per i prodotti alimentari che non rispettano gli standard UE o tedeschi.