Carni avicole UE: produzione prevista a +3,3%, riviste al ribasso le stime sui cereali

Le previsioni autunnali della Commissione europea indicano un aumento della produzione di carni avicole nel 2026. Per la campagna 2026/27, la stima del raccolto cerealicolo europeo scende di 11,7 milioni di tonnellate rispetto a luglio.

La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni sulla produzione di cereali nell’UE per la campagna 2026/27, passando dai 273,7 milioni di tonnellate stimati a luglio agli attuali 262 milioni. La revisione, contenuta nell’edizione autunnale dello Short-term Outlook, arriva dopo un’estate segnata da caldo intenso e siccità in diverse aree agricole europee. Nello stesso aggiornamento, la produzione di carni avicole è prevista in crescita del 3,3% nel 2026 rispetto all’anno precedente.

Mais, importazioni in aumento dopo il calo delle rese

La produzione cerealicola complessiva è ora stimata al 9,6% in meno rispetto alla campagna precedente e al 4,7% sotto la media degli ultimi cinque anni. Per il mais, la Commissione prevede una produzione di 48,5 milioni di tonnellate, il 20% in meno della media quinquennale. Le importazioni dovrebbero salire a 25 milioni di tonnellate, con un incremento di 5,7 milioni rispetto al 2025/26, per compensare la minore disponibilità interna.

Il raccolto di frumento tenero è stimato a 124,2 milioni di tonnellate, meno del 2% sotto la media quinquennale. Per l’orzo si prevede invece un livello superiore del 5% alla stessa media, anche grazie alla produzione record in Romania.

La siccità ha inciso anche sulla soia coltivata nell’UE: la stima è di 2,2 milioni di tonnellate, il 19% sotto la media degli ultimi cinque anni. La Commissione prevede importazioni di farina di soia pari a 20,5 milioni di tonnellate, il 17% sopra la media quinquennale, per compensare la minore produzione interna e rispondere a una maggiore domanda di mangimi.

Nel bollettino di agosto, il Centro comune di ricerca della Commissione europea aveva segnalato gli effetti delle temperature elevate e del deficit idrico sulle colture nell’Italia settentrionale e centrale, soprattutto durante la fioritura e la formazione delle rese.

Le previsioni per le carni avicole

La crescita produttiva del 3,3% prevista per le carni avicole è superiore a quella degli altri principali comparti delle carni nell’UE: per le carni suine la Commissione stima un aumento dello 0,5%, mentre per quelle bovine prevede una riduzione del 2,2%.

Le importazioni di carni avicole nell’UE sono previste in aumento del 17,1% nel complesso del 2026, con incrementi stimati delle forniture da Brasile (+55%) e Ucraina (+23%). Le esportazioni europee dovrebbero crescere dell’1%. La previsione relativa al Brasile riguarda l’intero anno: dal 3 settembre le importazioni di carni avicole brasiliane sono sospese nell’ambito delle norme UE sull’uso degli antimicrobici. Il 21 ottobre la Commissione ha annunciato l’intenzione di proporre il ripristino dell’autorizzazione, ancora soggetto all’approvazione degli Stati membri. Il rapporto richiama inoltre le incertezze legate all’influenza aviaria ad alta patogenicità e alle conseguenti restrizioni commerciali.

Per il settore zootecnico nel suo insieme, la Commissione segnala che il caldo e la siccità estivi hanno già determinato un aumento dei costi dei mangimi. Gli allevatori hanno sostenuto anche maggiori spese per il raffrescamento e la gestione dell’acqua.

Fonti: Commissione europea, Short-term Outlook – Autumn 2026; Short-term Outlook – Summer 2026; Centro comune di ricerca (JRC), MARS Bulletin, agosto 2026; Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1189; Reuters, 21 ottobre 2026.