
Influenza aviaria: al via in Veneto la vaccinazione preventiva, coinvolti 136 allevamenti di tacchini e 64 di ovaiole
Il Veneto sarà la prima regione italiana ad avviare la vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). La campagna partirà ad aprile e coinvolgerà, oltre al Veneto, anche Lombardia ed Emilia-Romagna, nell’ambito di un progetto nazionale. La prima inoculazione sarà effettuata sul territorio veneto.
I numeri del piano vaccinale
In Veneto la vaccinazione interesserà 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 allevamenti di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nella provincia di Verona, area a elevata densità avicola e particolarmente esposta al rischio.
Complessivamente saranno somministrate oltre 4 milioni di dosi ai tacchini e circa 10 milioni di dosi alle galline ovaiole, con richiamo. L’obiettivo è garantire la protezione completa degli animali entro il prossimo autunno. Sugli allevamenti vaccinati sarà attivato, con cadenza mensile, il piano di sorveglianza previsto da EFSA.
Secondo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVE), il vaccino si è dimostrato estremamente efficace e rappresenta uno strumento essenziale per una regione come il Veneto, situata lungo le principali rotte migratorie degli uccelli selvatici, considerati il principale veicolo di introduzione del virus.
Il contesto produttivo regionale
Al 31 dicembre 2025 il Veneto conta 2.506 allevamenti avicoli, con 48.642.882 capi presenti.
Nel dettaglio:
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921 allevamenti di polli da carne, per un totale di 26.145.034 capi;
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521 insediamenti di galline ovaiole, con 14.802.259 animali.
Negli ultimi anni la regione è stata tra le più colpite dall’HPAI: dal 2020 si sono registrati 316 focolai domestici su un totale nazionale di 477. L’impatto economico, tra danni diretti e indiretti, ha comportato indennizzi regionali per quasi 240 milioni di euro nel quinquennio.

Vaccinazione e biosicurezza: interventi integrati
La vaccinazione è stata definita una scelta strategica fondata su basi scientifiche e sull’esperienza maturata negli anni recenti. Tuttavia, il piano vaccinale dovrà procedere parallelamente al rafforzamento delle misure di biosicurezza e alla gestione della densità degli allevamenti.
Tra le azioni previste rientrano:
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programmazione degli accasamenti delle specie più sensibili;
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fermi produttivi programmati;
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disincentivo alla creazione di nuovi allevamenti in aree ad alta concentrazione;
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rigorosa applicazione delle misure di prevenzione negli stabilimenti.
L’integrazione tra vaccinazione, sorveglianza e biosicurezza rappresenta l’impianto operativo del nuovo intervento regionale, con l’obiettivo di ridurre il rischio sanitario e garantire maggiore stabilità alla filiera avicola.













