Influenza aviaria: come funziona il progetto pilota italiano di vaccinazione negli allevamenti avicoli

Il Ministero della Salute ha adottato un progetto pilota di vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sottotipo H5, destinato ad alcuni allevamenti di tacchini da carne e galline ovaiole situati nelle province di Verona e Mantova. Il piano, operativo dal 5 maggio 2026, rappresenta un test operativo in vista di un eventuale programma vaccinale su larga scala per il settore avicolo italiano.

Il provvedimento nasce in un contesto caratterizzato da una presenza ormai ricorrente dell’influenza aviaria in Italia e in Europa. Negli ultimi anni i focolai hanno avuto pesanti conseguenze economiche per la filiera, sia per gli abbattimenti sanitari sia per le restrizioni commerciali applicate agli animali e ai prodotti avicoli.

Secondo quanto indicato nel piano ministeriale, la vaccinazione viene considerata uno degli strumenti di prevenzione da integrare alle misure di biosicurezza e alla gestione degli accasamenti. L’obiettivo del progetto è raccogliere dati utili per valutare la fattibilità operativa di un eventuale programma vaccinale su larga scala.

Gli allevamenti coinvolti

Il progetto interesserà:

  • tre allevamenti di tacchini da carne in provincia di Verona;
  • due allevamenti di galline ovaiole in provincia di Mantova.

La scelta è ricaduta su aree a rischio del territorio nazionale per l’influenza aviaria.

Gli animali vaccinati saranno gestiti all’interno di una filiera chiusa e controllata. Non sarà infatti consentito movimentare animali vaccinati verso allevamenti non inclusi nel progetto, salvo specifiche deroghe autorizzate dai servizi veterinari competenti. I prodotti provenienti dagli allevamenti coinvolti potranno inoltre essere commercializzati esclusivamente sul mercato nazionale.

Come sarà effettuata la vaccinazione

Il protocollo prevede due somministrazioni.

Per i tacchini da carne:

  • una prima vaccinazione in incubatoio al primo giorno di vita con vaccino ricombinante HVT-H5;
  • un richiamo con vaccino inattivato tra i 30 e i 36 giorni di età.

Per le pollastre:

  • prima vaccinazione in incubatoio al primo giorno;
  • booster tra la decima e la dodicesima settimana di vita.

Il sistema adottato è compatibile con la strategia DIVA (Differentiating Infected from Vaccinated Animals), che consente una sorveglianza differenziale tra animali vaccinati e animali eventualmente infetti attraverso specifici controlli sierologici e virologici. Si tratta di un aspetto considerato essenziale per la gestione sanitaria e per le future relazioni commerciali internazionali.

Tracciabilità e controlli rafforzati

Il progetto prevede un sistema di tracciabilità particolarmente rigoroso.

Tutte le operazioni di vaccinazione dovranno essere registrate nei sistemi informativi veterinari nazionali, inclusi:

  • REV (Ricetta Elettronica Veterinaria),
  • BDN,
  • SINVSA.

Ogni partita vaccinata sarà identificata e monitorata lungo tutta la filiera, dall’incubatoio fino all’allevamento e, nel caso dei tacchini, fino al macello.

È prevista inoltre una sorveglianza sanitaria rafforzata. Negli allevamenti coinvolti saranno effettuati:

  • controlli clinici periodici,
  • verifiche dei parametri produttivi,
  • campionamenti virologici,
  • controlli sierologici per valutare sia l’eventuale circolazione virale sia il livello di copertura vaccinale.

I controlli saranno eseguiti con cadenza almeno mensile sotto la supervisione dei servizi veterinari ufficiali e del Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria presso l’IZS delle Venezie.

Formazione del personale e biosicurezza

Il piano prevede anche indicazioni operative dettagliate sulla gestione della vaccinazione. Le aziende dovranno individuare squadre dedicate e assicurare una formazione specifica del personale coinvolto.

Particolare attenzione viene posta alla corretta conservazione dei vaccini, alla gestione delle operazioni in incubatoio e alle procedure di biosicurezza durante la somministrazione.

Il Ministero sottolinea inoltre che la vaccinazione non sostituisce le misure di prevenzione già in uso. Biosicurezza, sorveglianza e controllo dei movimenti restano elementi fondamentali per il contenimento dell’influenza aviaria.

Un test anche sul piano commerciale

Oltre agli aspetti sanitari, il progetto servirà anche a verificare le possibili ricadute commerciali della vaccinazione e le richieste dei Paesi importatori.

Nel piano si fa riferimento alla necessità di conoscere in anticipo le condizioni richieste dai mercati esteri in vista di un eventuale utilizzo esteso della vaccinazione nel pollame.

Il progetto permetterà inoltre di valutare quali effetti organizzativi e commerciali potrebbe avere un eventuale piano vaccinale esteso alla filiera avicola nazionale.