Gli Stati membri dell’UE danno il via libera politico alle nuove regole operative per i grandi allevamenti avicoli

Gli Stati membri dell’Unione europea hanno espresso il proprio sostegno politico alle nuove regole operative ambientali destinate ai grandi allevamenti intensivi di suini e pollame, segnando un ulteriore passo nell’attuazione della direttiva riveduta sulle emissioni industriali (IED 2.0, Direttiva (UE) 2024/1785).

Le Uniform Conditions for Operating Rules on Livestock (UCOL) hanno l’obiettivo di tradurre i requisiti della direttiva riveduta in un quadro ambientale comune per gli allevamenti intensivi che rientrano nel suo ambito di applicazione. Dopo il via libera politico degli Stati membri, le nuove regole dovrebbero ora proseguire l’iter verso l’adozione formale da parte della Commissione europea.

Questo sviluppo rientra nel processo di attuazione della IED 2.0, entrata in vigore nell’agosto 2024 e tuttora principale strumento dell’Unione europea per regolamentare l’inquinamento generato dai grandi impianti industriali e dagli allevamenti intensivi.

Il quadro della IED 2.0

La direttiva riveduta mira a rafforzare le prestazioni ambientali delle attività disciplinate, contribuendo agli obiettivi europei di inquinamento zero e promuovendo al contempo un utilizzo più efficiente di energia, acqua e materie prime.

La IED 2.0 ha esteso il campo di applicazione della normativa europea sulle emissioni industriali agli allevamenti intensivi di suini e pollame, continuando tuttavia a concentrarsi sulle aziende di maggiori dimensioni. Secondo la Commissione europea, il nuovo quadro normativo contribuirà a una significativa riduzione dei principali inquinanti atmosferici nei settori industriale e zootecnico interessati dalla legislazione.

Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva entro il 1° luglio 2026. Spetta ora alle autorità nazionali attuarne e farne rispettare le disposizioni.

Per il comparto zootecnico, la direttiva introduce un sistema regolatorio semplificato rispetto a quello previsto per i grandi impianti industriali. In alcuni casi sarà infatti possibile ricorrere a un sistema di registrazione anziché a un’autorizzazione individuale, accompagnato da obblighi di rendicontazione semplificati.

Le specifiche regole operative sviluppate nell’ambito della direttiva sono destinate a definire i requisiti ambientali che gli allevamenti interessati dovranno rispettare.

Quali allevamenti avicoli sono interessati?

La direttiva riveduta utilizza le unità di bestiame (Livestock Units – LSU) per determinare quali allevamenti intensivi rientrino nel proprio campo di applicazione.

Per il pollame la soglia è generalmente fissata a oltre 280 LSU, mentre per gli allevamenti costituiti esclusivamente da galline ovaiole la soglia è pari a 300 LSU. In base ai coefficienti di conversione applicabili alle diverse categorie avicole, tali valori corrispondono indicativamente ad allevamenti con circa 40.000 polli da carne oppure 21.400 galline ovaiole.

Gli allevamenti misti di suini e pollame rientrano nella direttiva quando superano una soglia combinata di 380 LSU.

Queste soglie sono state introdotte dalla revisione della direttiva IED e non rappresentano una novità delle più recenti regole operative.

Alcuni sistemi di allevamento e specifiche attività restano esclusi dal campo di applicazione della direttiva oppure sono soggetti a disposizioni particolari. L’effettiva applicazione di tali esclusioni dipende dalla tipologia del sistema produttivo e dalle pertinenti disposizioni della normativa europea e nazionale.

Cosa prevedono le nuove regole operative

Le regole operative sviluppate nell’ambito della IED 2.0 mirano a definire requisiti ambientali armonizzati per gli allevamenti intensivi di suini e pollame coperti dalla direttiva.

Esse riguardano aspetti quali le emissioni in atmosfera, nelle acque e nel suolo, la gestione degli effluenti zootecnici e l’uso efficiente di acqua, energia e altre risorse. L’obiettivo è fornire un quadro comune per ridurre l’impatto ambientale della produzione zootecnica intensiva, tenendo conto delle specificità del settore.

La direttiva riveduta introduce inoltre un sistema semplificato di autorizzazione, registrazione e rendicontazione per gli allevamenti, rispetto al regime previsto per i grandi impianti industriali.

L’attuazione avverrà in modo graduale. Secondo la Commissione europea, le nuove regole operative per gli allevamenti dovrebbero diventare applicabili non prima del periodo 2030-2032, a seconda delle dimensioni dell’azienda, lasciando agli operatori e alle autorità nazionali il tempo necessario per prepararsi ai nuovi obblighi.

Un quadro europeo più ampio per il controllo delle emissioni industriali

Oltre alle disposizioni specificamente dedicate alla zootecnia, la IED 2.0 rafforza il quadro normativo europeo per il controllo delle emissioni derivanti dalle attività industriali.

La normativa aggiornata introduce disposizioni più severe in materia di controlli e sanzioni per le violazioni più gravi. Rafforza inoltre l’accesso del pubblico alle informazioni ambientali e riconosce il diritto di chiedere il risarcimento dei danni alla salute causati da inquinamento illegale derivante dalle attività disciplinate dalla direttiva.

Il nuovo Portale europeo delle emissioni industriali renderà progressivamente disponibili informazioni sempre più complete sulle emissioni e sulle prestazioni ambientali delle attività regolamentate, aumentando la trasparenza nei settori interessati dalla normativa europea.

Gli allevamenti bovini restano esclusi

Nonostante l’ampliamento del campo di applicazione agli allevamenti intensivi di suini e pollame, gli allevamenti bovini restano esclusi dalla IED 2.0.

Questa esclusione è stata criticata da diverse organizzazioni ambientaliste, secondo le quali non è possibile affrontare in modo completo le emissioni della zootecnia senza includere anche il settore bovino. La Commissione europea dovrà presentare entro la fine del 2026 una relazione su possibili ulteriori misure per affrontare più ampiamente le emissioni del settore zootecnico, con particolare attenzione agli allevamenti bovini.

Per il comparto avicolo, il recente sviluppo rappresenta un ulteriore passo nell’attuazione del quadro normativo definito con la revisione della direttiva sulle emissioni industriali nel 2024.

Gli sviluppi del luglio 2026 non introducono nuove soglie dimensionali per gli allevamenti. Essi fanno invece avanzare il processo verso l’adozione delle regole operative che definiranno le modalità pratiche di applicazione dei requisiti ambientali previsti dalla IED 2.0 ai grandi allevamenti intensivi di pollame e suini già compresi nel campo di applicazione della direttiva.

Con un’attuazione prevista in modo graduale a partire dal 2030, i prossimi anni saranno fondamentali per gli operatori del settore avicolo e per le autorità nazionali, chiamati a prepararsi ai nuovi obblighi.

Fonti

  • Commissione europea – Industrial and Livestock Rearing Emissions Directive (IED 2.0)
  • EUR-Lex – Direttiva (UE) 2024/1785 del Parlamento europeo e del Consiglio
  • European Environmental Bureau (EEB) – “New” EU pollution rules for pig and poultry farms weakened while cattle continue to get a free pass, 13 luglio 2026.