
Cinque priorità per il settore
La Strategia individua cinque ambiti di intervento.
Il primo riguarda la capacità del settore di affrontare le crisi. Bruxelles intende rafforzare gli strumenti di gestione del rischio, valutare nuovi sistemi assicurativi e di riassicurazione e sostenere gli Stati membri nella prevenzione e nel controllo delle malattie animali, investendo maggiormente in biosicurezza, sorveglianza epidemiologica e intervento precoce.
La competitività rappresenta un secondo pilastro del documento. L’obiettivo è favorire innovazione, accesso ai finanziamenti, economia circolare e bioeconomia, migliorando la redditività delle aziende e creando condizioni di concorrenza più equilibrate sui mercati internazionali. In quest’ottica la Commissione intende promuovere un maggiore allineamento degli standard produttivi, in particolare sul benessere animale, nel rispetto delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.
La sostenibilità occupa un ruolo centrale nella Strategia. Entro la fine del 2026 la Commissione presenterà una revisione mirata della normativa sul benessere animale per galline ovaiole, polli da carne e suini. Le future proposte saranno basate sulle evidenze scientifiche e accompagnate da adeguati periodi di transizione e da strumenti di sostegno economico. Parallelamente saranno sviluppati metodi armonizzati per il calcolo delle emissioni negli allevamenti, insieme a misure dedicate alla gestione dei nutrienti e all’impiego efficiente delle risorse.
La Strategia dedica inoltre particolare attenzione al legame tra allevamenti e territorio. Sono previste iniziative a sostegno delle aree rurali più vulnerabili e una roadmap per favorire lo sviluppo di piccoli macelli e macelli mobili, con l’obiettivo di rafforzare le filiere locali, ridurre il trasporto degli animali e sostenere le economie locali.
Il documento introduce anche il rafforzamento dell’etichettatura di origine, nuovi sistemi di valorizzazione della qualità delle produzioni europee e iniziative dedicate alla promozione dei prodotti zootecnici dell’Unione.
Più proteine prodotte in Europa
Accanto alla Strategia, la Commissione ha presentato il Piano d’Azione per le Proteine, finalizzato ad aumentare l’autosufficienza europea nella produzione di colture proteiche.
Nel 2025 soltanto il 25% delle proteine ottenute da semi oleosi e colture proteiche utilizzate nell’UE proveniva da produzioni comunitarie. L’obiettivo è portare questa quota al 35% entro il 2035, sostenendo la coltivazione di proteaginose europee e favorendo investimenti e innovazione lungo l’intera filiera agroalimentare e mangimistica.
Le ricadute per il comparto avicolo
Molte delle misure previste interessano direttamente il settore avicolo. La Strategia conferma infatti la priorità degli investimenti in biosicurezza, salute animale, sorveglianza epidemiologica, ricerca e innovazione, affiancati da strumenti più efficaci per la gestione dei rischi sanitari, climatici ed economici.
Uno dei passaggi più attesi riguarda la revisione della normativa sul benessere animale per galline ovaiole e broiler, annunciata entro la fine del 2026. Secondo la Commissione, le future disposizioni dovranno fondarsi su basi scientifiche e prevedere tempi di adeguamento adeguati, oltre a strumenti di sostegno economico per accompagnare gli investimenti richiesti alle aziende.
Il documento richiama inoltre la necessità di sostenere la digitalizzazione, l’economia circolare e il ricambio generazionale, rafforzando al tempo stesso la competitività delle imprese europee anche attraverso una maggiore reciprocità negli scambi commerciali.
Il giudizio di Unaitalia
Unaitalia ha accolto favorevolmente la nuova Strategia, definendola un riconoscimento del valore economico e strategico della zootecnia europea.
Secondo il presidente Antonio Forlini, il documento restituisce centralità alle produzioni animali nelle politiche dell’Unione, collegando sicurezza alimentare, sostenibilità e competitività in una visione di lungo periodo. L’associazione evidenzia tuttavia la necessità che agli obiettivi indicati dalla Commissione corrispondano un quadro regolatorio stabile e adeguate risorse finanziarie per sostenere gli investimenti richiesti alle imprese.
Positiva anche la valutazione del Piano d’Azione per le Proteine, considerato uno strumento utile per rafforzare l’autonomia europea nella produzione di materie prime destinate all’alimentazione animale.
AVEC: adesso conta l’attuazione
Anche AVEC, l’associazione europea dei trasformatori e commercianti di carne avicola, accoglie favorevolmente la Strategia, definendola un cambio di prospettiva nelle politiche comunitarie. Secondo l’organizzazione, la zootecnia viene finalmente riconosciuta come una componente essenziale della sicurezza alimentare, della resilienza e della competitività europea.
L’associazione considera particolarmente positivi il rafforzamento della prevenzione delle malattie animali, la semplificazione normativa, il sostegno agli investimenti, il miglioramento dell’etichettatura di origine e il richiamo alla reciprocità negli scambi commerciali.
Per AVEC, tuttavia, l’efficacia della Strategia dipenderà dalla sua concreta attuazione. La prevista revisione della normativa sul benessere animale per ovaiole e broiler dovrà essere accompagnata da solide valutazioni scientifiche, analisi d’impatto, periodi di transizione realistici e adeguati strumenti di sostegno economico.
L’associazione chiede inoltre l’introduzione dell’indicazione dell’origine UE o extra UE per tutti i prodotti contenenti carne avicola, procedure autorizzative più snelle per favorire gli investimenti, un piano europeo dedicato alla prevenzione delle malattie del pollame basato su biosicurezza e vaccinazione e una reale reciprocità per i prodotti importati.





