Influenza aviaria: la missione Dg Sante conferma la solidità della sorveglianza in Italia

La relazione Dg Sante descrive un sistema italiano per l’influenza aviaria tecnicamente solido e già fortemente orientato all’approccio One Health, pur con alcuni margini di miglioramento organizzativo.

Capacità e punti di forza

La missione europea, svolta nell’ottobre 2024 e resa pubblica nel 2026, evidenzia “solide capacità scientifiche” nella sorveglianza animale, nella diagnostica e nel sequenziamento genomico, integrate da sistemi consolidati di monitoraggio dell’influenza nelle popolazioni umane, valutazioni congiunte del rischio ed esercitazioni di simulazione. Viene considerato un vantaggio il fatto che sanità animale, sicurezza alimentare e salute pubblica siano riunite sotto il Ministero della Salute, perché questo facilita il coordinamento multisettoriale e la gestione integrata dei focolai.

Il Laboratorio nazionale di riferimento per l’influenza aviaria a Padova è citato come struttura con capacità e risorse adeguate, che utilizza routinariamente il sequenziamento dell’intero genoma per la caratterizzazione dei campioni positivi, contribuendo all’individuazione precoce di nuove varianti. I laboratori regionali assicurano ulteriore capacità diagnostica, mentre allevatori e veterinari privati vengono valutati positivamente per la consapevolezza dei sintomi e la rapidità delle segnalazioni, elementi chiave per attivare rapidamente le misure di controllo.

One Health, sorveglianza e comunicazione

Sul versante umano, il Ministero fornisce indicazioni nazionali per la prevenzione e il controllo dell’influenza aviaria zoonotica, e il Centro nazionale influenza coordina la sorveglianza dei virus respiratori tramite la rete RespiVirNet. Il flusso di comunicazione tra laboratori umani e veterinari è considerato ben consolidato, con scambi rapidi di informazioni su casi sospetti e confermati. La sorveglianza delle persone esposte è sostanzialmente in linea con le linee guida tecniche europee, anche se manca ancora un protocollo pienamente armonizzato tra tutte le regioni.

La relazione segnala come buona pratica il contributo di ISPRA, delle associazioni venatorie e dei centri per uccelli selvatici alla sorveglianza della fauna selvatica e dei campioni ambientali, in un’ottica One Health. Allo stesso tempo, sottolinea che i servizi ambientali non partecipano in modo sistematico alle strutture regionali che gestiscono i rischi zoonotici da influenza aviaria, suggerendo la necessità di un’integrazione più stabile del componente ambientale.

Criticità: vaccini e salute occupazionale

Sul piano della prevenzione individuale, la vaccinazione antinfluenzale stagionale è offerta gratuitamente ad alcuni gruppi professionali a rischio, ma la bassa adesione riduce l’efficacia della strategia e limita la protezione nei confronti di possibili infezioni zoonotiche. La fornitura di dispositivi di protezione individuale è responsabilità dei datori di lavoro, ma i servizi di salute occupazionale non risultano ancora pienamente coinvolti nelle strutture e nelle attività One Health, emergendo come un tassello da rafforzare.

Raccomandazioni principali

Nelle conclusioni, Dg Sante indica alcune priorità per migliorare ulteriormente il sistema: armonizzare la sorveglianza mirata delle persone esposte in tutte le regioni; facilitare l’accesso e aumentare l’adesione alla vaccinazione stagionale nei gruppi professionali a rischio; integrare più sistematicamente i servizi ambientali nelle piattaforme di gestione dell’influenza aviaria zoonotica; sviluppare e consolidare la sorveglianza sui mammiferi selvatici come parte del monitoraggio One Health. In sintesi, il quadro complessivo è positivo sul piano tecnico e organizzativo, ma richiede ancora passi avanti sul fronte dell’integrazione intersettoriale e della prevenzione nei lavoratori esposti.

Testo della relazione finale


Vedi anche:

Influenza aviaria: il modello One Health punta su monitoraggio ambientale e valutazione del rischio