Influenza aviaria, H5N1 in un allevamento vicino a Biggar

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Attorno al sito sono state istituite una zona di protezione di 3 km e una di sorveglianza di 10 km. Le restrizioni riguardano gli spostamenti di pollame, uova, carne e carcasse.

Il governo scozzese ha confermato il 2 novembre un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 in un allevamento vicino a Biggar, negli Scottish Borders. Intorno al sito sono state istituite una zona di protezione di 3 km e una zona di sorveglianza di 10 km.

Nelle due zone, gli spostamenti di pollame, altri volatili detenuti, uova, carne e carcasse sono soggetti alle condizioni delle licenze generali. Le regole si estendono anche a lettiere, letame e liquami avicoli. Per spostare bovini, pecore e capre tenuti per la produzione di latte destinato al consumo umano, occorre richiedere una licenza specifica all’Animal and Plant Health Agency (APHA).

Chi detiene volatili nelle aree interessate deve sorvegliarli e segnalare immediatamente eventuali segni di malattia al veterinario o all’APHA. Vanno registrati il numero di volatili, i casi di malattia e mortalità, i consumi di mangime e acqua, la produzione di uova e le visite al sito. Le restrizioni valgono per l’intera azienda anche quando solo una sua parte ricade nella zona: per verificare la propria posizione, i detentori possono consultare la mappa interattiva dell’APHA.

Le autorità invitano a mantenere rigorose misure di biosicurezza e a seguire gli aggiornamenti sulle restrizioni. Le disposizioni sono legge e la loro violazione può comportare conseguenze legali.