Malattia di Newcastle confermata in due allevamenti avicoli nella contea di Vas, in Ungheria

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La malattia di Newcastle è stata confermata in due allevamenti avicoli nella contea di Vas, nell’Ungheria occidentale. Il Nébih, l’Ufficio nazionale per la sicurezza della catena alimentare, ha riferito che le analisi hanno confermato il virus il 26 ottobre in un allevamento di tacchini da carne vicino a Jákfa, con circa 17.000 capi, e in un allevamento di polli da carne vicino a Rábapaty, con circa 10.000. In entrambi gli allevamenti, l’aumento della mortalità ha dato origine agli accertamenti.

Il capo veterinario nazionale Imre Nemes ha disposto l’abbattimento dei capi presenti in entrambi gli allevamenti. Le autorità hanno inoltre istituito una zona di protezione con un raggio di 3 km e una zona di sorveglianza di 10 km intorno agli allevamenti. Secondo Origo, quest’ultima comprende 30 comuni. Nel comunicato del 27 ottobre, il Nébih riferiva che le operazioni di abbattimento e l’indagine epidemiologica erano in corso.

I casi precedenti nella contea di Bács-Kiskun

I casi di Vas si aggiungono a quelli segnalati in precedenza nella contea di Bács-Kiskun. Nel comunicato del 27 ottobre, il Nébih ha dichiarato che i due focolai di Vas portavano a cinque il totale degli allevamenti colpiti nel 2026. Tuttavia, il registro dei focolai dell’autorità, aggiornato il giorno successivo, elenca 11 registrazioni per il 2026, comprese alcune indicate come casi secondari. Le fonti del Nébih riportano quindi totali diversi: il numero preciso andrebbe chiarito prima della pubblicazione.

Il Nébih descrive la malattia di Newcastle come una patologia virale altamente contagiosa, che può diffondersi rapidamente tra gli uccelli e provocare malattie gravi, mortalità e ingenti perdite economiche. L’autorità ha dichiarato che la malattia non si registrava in Ungheria da decenni prima dei casi segnalati a settembre.

Vaccinazione e segnalazioni

In Ungheria la vaccinazione preventiva è obbligatoria per gli allevamenti avicoli a fini commerciali. Il Nébih ha invitato gli allevatori a rispettare le misure di biosicurezza e gli obblighi vaccinali e a segnalare tempestivamente aumenti anomali della mortalità o segni di malattia.