Migliorare la salute del pollame attraverso immunostimolanti alimentari

Aitor Arrazola, ricercatore in biologia, Ph.D. in comportamento e benessere animale

La crescente pressione verso la riduzione dell’uso di antibiotici nella produzione zootecnica richiede lo sviluppo di soluzioni sostenibili per rafforzare l’immunità del pollame e aumentarne la resistenza alle malattie. In questo contesto, il miglioramento dell’immunocompetenza attraverso l’impiego di additivi alimentari rappresenta un approccio innovativo per aumentare la resilienza agli agenti patogeni in condizioni commerciali, supportando la risposta immunitaria dall’interno.

In che modo gli immunostimolanti supportano l’immunità del pollame?

Le condizioni degli allevamenti commerciali possono risultare impegnative dal punto di vista sanitario a causa dell’elevata densità di allevamento, del grande numero di animali ospitati nello stesso ambiente e dei potenziali rischi legati alla biosicurezza. Tutti questi fattori, insieme alle condizioni di stress, indeboliscono il sistema immunitario del pollame e ne compromettono la risposta immunitaria, aumentando la suscettibilità alle malattie e determinando un calo delle performance di allevamento.

In questo contesto, per mantenere il gruppo in salute e produttivo, gli immunostimolanti possono rafforzare il sistema immunitario, potenziando la risposta immunitaria e migliorando l’immunocompetenza degli animali dall’interno. Oltre ai vaccini, gli immunostimolanti comprendono composti di origine vegetale, spezie ed erbe, probiotici, enzimi e altri fitogenici, in grado di ridurre l’infiammazione, prevenire il danno ossidativo e attivare le cellule immunitarie coinvolte nei meccanismi di difesa. Questi effetti contribuiscono a migliorare la funzionalità e l’efficacia della risposta immunitaria del pollame, intervenendo sui meccanismi alla base della ridotta immunità e delle disfunzioni immunitarie.

Lo sviluppo di una risposta immunitaria efficace e robusta dipende dal miglioramento della produzione di linfociti che producono anticorpi (cellule B), coordinano la risposta immunitaria (cellule T) ed eliminano le cellule anomale (cellule natural killer), nonché le cellule immunitarie deputate alla cattura dei patogeni (eterofili e macrofagi). Studi recenti indicano che composti ad azione immunostimolante (ad esempio curcumina, acido gallico, zingiberene), utilizzati come additivi nei mangimi avicoli, possono attivare popolazioni di cellule immunitarie (come i linfociti) che tendono a ridursi in condizioni di stress.

Lo stress innesca inoltre una risposta infiammatoria mediata dall’aumento dei basofili e degli eosinofili nel flusso sanguigno. Questo meccanismo di difesa rappresenta una risposta adattativa alle infezioni nel breve termine, ma se protratto può causare dolore e complicazioni, dovute a gonfiore e a un insufficiente drenaggio linfatico. Sostanze antinfiammatorie di origine vegetale (ad esempio zenzero, curcuma e Boswellia) ed erbe aromatiche (come origano e aglio) possono contribuire a prevenire e contrastare questi effetti collaterali, favorendo al contempo la guarigione dei tessuti danneggiati. Anche l’integrazione con enzimi ad attività proteolitica contribuisce a modulare la risposta infiammatoria e a degradare le proteine nocive accumulate negli organi interessati, facilitandone la detossificazione.

Oltre all’immunosoppressione e all’iperattivazione della risposta infiammatoria, le condizioni di stress determinano la formazione di sottoprodotti metabolici responsabili di danni ossidativi alle cellule immunitarie. In questo contesto, composti bioattivi di origine vegetale con proprietà antiossidanti (come polifenoli e flavonoidi) rappresentano un valido supporto nel contrastare lo stress ossidativo, neutralizzandone gli effetti dannosi. Pertanto, gli additivi fitogenici con azione immunomodulante possono stimolare la risposta delle cellule immunitarie, modulare l’infiammazione e contrastare gli effetti negativi dello stress ossidativo.

Perché gli immunostimolanti sono importanti?

Una risposta immunitaria efficace si basa su una popolazione ottimale di cellule immunitarie attivate prima dell’infezione e su un’adeguata produzione di anticorpi nel plasma, in grado di contrastare tempestivamente i potenziali patogeni. Negli allevamenti commerciali, ciò si traduce in una maggiore prontezza di risposta, dei tempi di recupero ridotti e un miglior funzionamento complessivo del sistema immunitario in caso di infezione. Evidenze scientifiche recenti confermano che gli immunostimolanti, impiegati come additivi nei mangimi, possono contribuire a rafforzare la resilienza alle malattie e l’immunità nei gruppi commerciali di broiler, ovaiole e riproduttori. Di conseguenza, i benefici derivanti dall’impiego di immunostimolanti nella dieta risultano evidenti per il mantenimento di gruppi avicoli sani. L’efficacia vaccinale rappresenta inoltre un tema centrale nella gestione sanitaria del pollame e dipende da uno stato immunitario solido, sia prima sia dopo la vaccinazione, al fine di ottenere una risposta ottimale. A tal fine, la somministrazione di immunostimolanti prima della vaccinazione favorisce lo sviluppo di un’adeguata immunocompetenza nei confronti di specifici patogeni, garantendo una protezione duratura durante il ciclo produttivo. Per sostenere nel tempo l’efficacia vaccinale, è inoltre raccomandata l’integrazione dietetica con immunostimolanti anche nel periodo post-vaccinazione, al fine di rafforzare l’immunità degli animali e mantenere una risposta immunitaria efficiente, in particolare durante eventi potenzialmente stressanti (accasamento, mescolamento dei gruppi, trasporto, inizio della deposizione, ondate di calore ecc.).

Dal punto di vista del benessere animale, gli immunostimolanti contribuiscono a migliorare il benessere del pollame contrastando gli effetti negativi dello stress, quali immunosoppressione, stress ossidativo e risposta infiammatoria prolungata. In funzione dei composti bioattivi presenti, i fitogenici risultano particolarmente efficaci nel mitigare tali effetti grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e immunostimolanti, con un conseguente miglioramento delle performance di allevamento.

Per gli allevatori, un utilizzo efficace degli immunostimolanti in azienda si traduce in una riduzione delle infezioni, tempi di recupero da malattie e condizioni di stress più rapidi, nonché in una diminuzione degli scarti e della mortalità. In termini di performance, questi miglioramenti della risposta immunitaria garantiscono una crescita ottimale e buone condizioni corporee, supportano la longevità degli animali e incrementano l’efficienza produttiva.

Questa strategia consente inoltre al settore avicolo di allevare gruppi con un ridotto impiego di sostanze chimiche e farmaci, contribuendo a limitare il rischio di antibiotico-resistenza e a promuovere una produzione alimentare sostenibile. Gli additivi naturali non richiedono tempi di sospensione prima della macellazione e non lasciano residui nei prodotti avicoli né nei reflui. Infine, rispetto agli additivi di sintesi, i potenziatori immunitari naturali rappresentano un’opzione più accettabile per il consumatore, favorendo l’allevamento di gruppi sani e produttivi nei sistemi antibiotic-free e nei Paesi con un uso limitato di antibiotici.

Punti chiave pratici sugli immunostimolanti

Per ottenere i migliori risultati, la somministrazione di immunostimolanti deve seguire le concentrazioni raccomandate in funzione della tipologia di allevamento, dell’età degli animali, della fase produttiva e del programma nutrizionale, al fine di conseguire gli effetti desiderati. L’impiego eccessivo di fitogenici a elevati livelli di inclusione è sconsigliato, poiché può determinare risultati subottimali; inoltre, gli immunostimolanti dovrebbero essere introdotti gradualmente nei programmi alimentari, in base alla loro origine e al metodo di preparazione. Sebbene questi prodotti siano sicuri, ogni gruppo può rispondere in modo diverso, pertanto è consigliabile monitorare attentamente l’adattamento degli animali a tali additivi. Parallelamente, la ricerca è orientata allo sviluppo di soluzioni in grado di garantire risultati costanti ed efficaci in allevamento, attraverso formulazioni che integrano diversi composti bioattivi (combinazioni di fitogenici, enzimi e probiotici).

Gli immunostimolanti rappresentano un mezzo sicuro ed efficace per potenziare la risposta immunitaria, rafforzare naturalmente le difese e migliorare la capacità di risposta allo stress, ma non costituiscono una soluzione terapeutica per il trattamento di patologie o condizioni di stress. In presenza di focolai di malattia o di patologie gravi, è necessario ricorrere all’intervento veterinario. Infatti, gli immunostimolanti offrono una protezione limitata e un’efficacia insufficiente nel contrastare infezioni severe, poiché agiscono gradualmente sui meccanismi immunitari per sviluppare una solida immunità prima dell’esposizione al patogeno. Pertanto, gli additivi immunostimolanti si configurano come strumenti di profilassi nell’ambito della prevenzione sanitaria, piuttosto che come rimedi naturali contro le infezioni.

In conclusione, il potenziamento dell’immunità attraverso gli immunostimolanti consente di prevenire l’immunosoppressione e di contrastare gli effetti negativi dello stress ossidativo e delle risposte infiammatorie prolungate. L’impiego di immunostimolanti nella dieta rappresenta una strategia pratica di prevenzione, da integrare con protocolli vaccinali mirati ai patogeni locali e con solide misure di biosicurezza. Nel complesso, questo approccio contribuisce a migliorare la salute del pollame, aumentare l’immunocompetenza e rafforzare la resilienza alle malattie in modo sostenibile e rispettoso del benessere animale, migliorando al contempo le performance produttive e riducendo la dipendenza dagli antibiotici.