Salmonella Enteritidis nel Regno Unito: 207 casi e un decesso

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Le autorità britanniche stanno indagando su un focolaio di Salmonella Enteritidis che, al 13 agosto 2026, comprendeva 207 casi confermati e un decesso associato. Il consumo di uova rappresenta il principale elemento emerso finora dall’indagine, ma la fonte della contaminazione non è stata ancora individuata.

L’aumento dei casi è stato rilevato il 26 maggio 2026 dalla UK Health Security Agency (UKHSA), attraverso l’analisi dei dati ottenuti mediante sequenziamento dell’intero genoma.

Tutti i casi appartengono allo stesso cluster genomico, definito entro una distanza di cinque polimorfismi a singolo nucleotide (SNP). Secondo la UKHSA, questo dato indica una fonte comune di contaminazione.

I casi sono stati rilevati tra l’11 agosto 2025 e il 1° agosto 2026. Di questi, 206 sono stati segnalati nel 2026. La maggior parte riguarda persone residenti in Inghilterra, dove sono stati registrati 199 casi. Altri sei casi sono stati rilevati in Scozia, uno in Galles e uno in Irlanda del Nord.

Tra le regioni inglesi, il numero più elevato di casi è stato registrato a Londra, con 47, e nello Yorkshire e Humber, con 38.

Le persone coinvolte hanno un’età compresa tra 0 e 90 anni, con un’età mediana di 30 anni. Il 51% dei casi, pari a 105 persone, è di sesso femminile. Soltanto sei persone, il 3% del totale, avevano riferito viaggi al di fuori del Regno Unito, un elemento che non fa ritenere il focolaio associato a viaggi internazionali.

La maggior parte dei pazienti ha manifestato una gastroenterite autolimitante. Il 38% delle persone per le quali erano disponibili informazioni è stato tuttavia ricoverato a causa dei sintomi della salmonellosi. Due pazienti hanno sviluppato un’infezione del sangue e, al 13 agosto, risultava un decesso associato al focolaio.

Il consumo di uova al centro delle indagini

Le autorità stanno conducendo indagini epidemiologiche e lungo la filiera alimentare per identificare la fonte e l’origine della contaminazione.

Al 13 agosto erano state intervistate 114 persone. Di queste, 95, pari all’83%, avevano dichiarato di aver consumato alimenti preparati fuori casa nella settimana precedente la comparsa dei sintomi.

Le interviste hanno inoltre individuato cinque attività alimentari frequentate, nello stesso periodo, da almeno due casi indipendenti. Complessivamente, queste attività sono collegate a 24 casi. Undici delle persone coinvolte hanno riferito di aver consumato piatti preparati con uova.

Secondo la UKHSA, il consumo di uova costituisce il segnale più consistente emerso finora dall’indagine. Le attività interessate erano rifornite di uova provenienti da più fonti, tra le quali figurano anche importatori. In due delle strutture sono stati inoltre individuati possibili episodi di contaminazione crociata.

Alla data dell’ultimo aggiornamento non era stato identificato alcun collegamento con uova o pollame prodotti nel Regno Unito. Questi elementi non permettono però di attribuire con certezza il focolaio alle uova importate: le indagini sulla provenienza della contaminazione sono ancora in corso.

La Food Standards Agency sta collaborando con i servizi di igiene ambientale delle autorità locali, che hanno fornito indicazioni sulla gestione della sicurezza alimentare alle attività nelle quali sono state riscontrate criticità.

Il collegamento con un focolaio del 2025

Il ceppo responsabile dell’attuale focolaio è filogeneticamente correlato, entro una distanza di 25 SNP, a quello individuato durante un precedente focolaio del 2025, collegato a uova importate.

La UKHSA, insieme all’Animal and Plant Health Agency, alla Food Standards Agency e alle amministrazioni di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, sta confrontando le informazioni raccolte nei due episodi. L’obiettivo è esaminare gli eventuali rischi associati alle uova importate e adottare misure preventive, qualora risultino necessarie.

Il gruppo incaricato di controllare il focolaio ha inoltre utilizzato la piattaforma EpiPulse del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per informare i Paesi membri e verificare se fossero stati identificati altri casi di Salmonella Enteritidis geneticamente correlati.

La salmonellosi può provocare diarrea, crampi addominali e, in alcuni casi, vomito e febbre. Generalmente causa una gastroenterite che si risolve spontaneamente, ma può determinare forme più gravi nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone immunodepresse. Per limitarne la diffusione, le autorità raccomandano di lavare accuratamente le mani, cuocere bene gli alimenti ed evitare, in presenza di sintomi, di preparare cibo destinato ad altre persone.

Fonte: https://www.gov.uk/government/publications/health-protection-report-volume-20-2026/hpr-volume-20-issue-8-news-18-august-2026