
Garantire una salute intestinale ottimale durante le diverse fasi produttive rappresenta un elemento fondamentale per tutelare le performance e il benessere avicoli. Nonostante i problemi di salute intestinale costituiscano una questione sanitaria e di benessere animale, essi comportano anche conseguenze a lungo termine se gli animali faticano a recuperare, oltre a sollevare preoccupazioni in materia di biosicurezza per gli altri animali e per il personale.
Il tratto gastrointestinale è responsabile della scomposizione degli alimenti in nutrienti digeribili che vengono assorbiti nel flusso sanguigno per soddisfare i fabbisogni metabolici e sostenere in modo efficace le performance produttive. Il tratto gastrointestinale svolge questa funzione operando in sinergia con il microbiota presente al suo interno, che contribuisce alla digestione delle componenti ricche di fibra, stimola le pareti intestinali, rafforza la risposta immunitaria dell’ospite e produce sottoprodotti benefici per l’organismo.
Gli animali con un intestino sano sono attivi, presentano un buon appetito, sono efficienti nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti e presentano una risposta immunitaria efficace. Tutte queste caratteristiche favoriscono le performance produttive e riducono i tempi di recupero in caso di disturbi digestivi. Gli allevatori non dovrebbero quindi sottovalutare i benefici derivanti dal mantenimento di una sana e funzionale interazione tra microbiota e ospite. Ma quali sono i principali fattori da considerare quando si parla di salute intestinale nei volatili?
Scarsa biosicurezza del capannone
Pratiche di biosicurezza efficaci riducono il rischio di ingresso dei patogeni e il loro impatto sulle performance del gruppo in caso di focolaio. Al contrario, carenze nei protocolli di biosicurezza rappresentano una porta d’accesso per potenziali agenti patogeni che possono colonizzare il tratto gastrointestinale degli animali e causare disturbi enterici con ripercussioni negative sulle performance produttive. Pertanto, rivedere i protocolli del capannone per prevenire l’ingresso dei patogeni e controllarne la diffusione qualora riescano a entrare costituisce la migliore strategia preventiva per proteggere la salute intestinale del pollame.
Microrganismi potenzialmente dannosi possono essere presenti negli allevamenti soprattutto con l’avanzare dell’età del gruppo. Questo potrebbe non rappresentare un problema per il gruppo presente, già adattato a quell’ambiente, ma solleva preoccupazioni in termini di biosicurezza per il gruppo successivo. L’adozione di pratiche all-in/all-out tra i cicli produttivi, seguita da una pulizia e disinfezione approfondite, è fondamentale per evitare problemi di salute intestinale nei pulcini naïve o nelle pollastre. Il mancato rispetto di tali procedure può causare disturbi digestivi, imbrattamento cloacale e diarrea durante la prima settimana dopo l’accasamento, con conseguente rallentamento della crescita e minaccia alla sopravvivenza degli animali.
Nei sistemi produttivi con lettiera e arricchimenti alimentari, occorre fare ogni sforzo per prevenire la contaminazione crociata tra i diversi cicli. I microrganismi dannosi proliferano nelle aree umide ricche di materiale organico derivante da residui di mangime e deiezioni, e qualsiasi superficie sporca può diventare una fonte di infezione. Temperature superiori ai 50 °C possono distruggere batteri patogeni come Salmonella e Campylobacter; per questo, il trattamento termico della lettiera è talvolta raccomandato per ridurre la carica patogena, pur non essendo sufficiente a risolvere il problema, anche se eseguito correttamente. Tra un ciclo e l’altro è inoltre opportuno pulire e disinfettare accuratamente le linee dell’acqua per rimuovere i biofilm accumulatisi durante la fase produttiva, poiché anche queste possono rappresentare una fonte di problemi di salute.
Anche i funghi produttori di micotossine possono proliferare in condizioni di caldo e di umido all’interno dei silos del mangime, diventando una fonte di problemi sanitari se il mangime viene conservato in modo inadeguato per lunghi periodi. La pellettatura riduce la carica di microrganismi potenzialmente dannosi presenti negli ingredienti utilizzati per la formulazione del mangime. Tuttavia, la qualità del mangime tende a deteriorarsi nel tempo dopo la preparazione, in particolare quando rimane stoccato per periodi prolungati. Dal punto di vista della biosicurezza, i silos dovrebbero essere svuotati prima di introdurre un nuovo lotto di mangime e i produttori dovrebbero verificare regolarmente che non rappresentino un punto critico per la proliferazione di patogeni.
Microbiota debole e compromesso
Lo sviluppo di un ecosistema florido di batteri benefici e diversificati nel tratto intestinale costituisce una potente barriera contro potenziali patogeni presenti nel mangime, nell’acqua e nella lettiera. Questi fattori possono alterare il delicato equilibrio tra il microbiota intestinale e l’ospite, compromettendo il corretto funzionamento del tratto gastrointestinale e mettendo a rischio la capacità di recupero di entrambi, qualora il microbiota intestinale non sia sufficientemente resiliente da contrastare i nuovi invasori.
Un microbiota debilitato rappresenta un’opportunità per batteri patogeni, come i sierotipi di Salmonella, che approfittano degli eventi stressanti per colonizzare le pareti intestinali.
La somministrazione di diete per gli avicoli con aggiunte di probiotici in grado di resistere alla pellettatura e agli acidi gastrici e capaci di proliferare rapidamente nell’intestino tenue è fondamentale per sostenere un microbiota intestinale sano e ottenere performance produttive costanti nelle diverse età. Ciò è particolarmente importante nei pulcini appena schiusi e dopo eventi stressanti che alterano l’equilibrio del microbiota a causa della riduzione dei batteri benefici. Trasporto, stress termico e altri problemi di benessere possono provocare uno squilibrio del microbiota, e il supporto con probiotici può contribuire a ristabilire un equilibrio sano. Infine, la supplementazione è raccomandata anche dopo trattamenti antibiotici del gruppo, che eliminano il microbiota intestinale, e prima di fasi metaboliche particolarmente impegnative come l’inizio della deposizione.
L’impiego di diete avicole ricche di prebiotici può inoltre favorire lo sviluppo dei batteri benefici già presenti nell’intestino. Questi si nutrono di tali componenti, non digeribili dall’ospite, che ne stimolano crescita e attività. Tali composti fibrosi rafforzano inoltre il tratto gastrointestinale, rendendolo più robusto e meno soggetto a lesioni dovute al danneggiamento della parete intestinale, con benefici complessivi per la funzionalità dell’apparato gastrointestinale.
Una salute intestinale ottimale non rappresenta più un semplice valore aggiunto a cui i produttori dovrebbero aspirare solo nelle condizioni ideali, ma dovrebbe essere considerata una strategia gestionale fondamentale per broiler e ovaiole al fine di raggiungere gli obiettivi produttivi e garantire un buon livello di benessere del gruppo. Una salute intestinale forte e resiliente migliora l’efficienza produttiva e sostiene la sostenibilità economica dei capannoni avicoli. Per raggiungere questo obiettivo e ottenere risultati produttivi ottimali in modo costante, è necessario che i protocolli di biosicurezza siano solidi, che il personale li rispetti pienamente e che i produttori adottino strategie nutrizionali in grado di rafforzare il tratto gastrointestinale e sostenere il microbiota intestinale benefico durante tutte le fasi produttive.





