Belgio, almeno 306 casi di salmonellosi collegati a uova richiamate

Le autorità hanno bloccato l’allevamento interessato e disposto un secondo richiamo. L’allerta riguarda anche altri Paesi europei, tra cui l’Italia.

Almeno 306 casi di salmonellosi registrati in Belgio sono stati collegati a uova commercializzate da Laerco BV, azienda con sede a Geel, nelle Fiandre. Secondo l’Agenzia federale belga per la sicurezza della catena alimentare (AFSCA), nelle persone risultate positive è stato identificato lo stesso ceppo di Salmonella Enteritidis rilevato nell’allevamento.

Il numero effettivo delle infezioni potrebbe essere superiore, poiché i casi con sintomi lievi o assenti possono non essere diagnosticati. Al 25 agosto non erano stati segnalati decessi associati al focolaio. Una portavoce dell’AFSCA ha dichiarato a Reuters che in Belgio non era mai stato registrato un cluster di salmonellosi tanto esteso.

Un primo richiamo delle uova è stato disposto a maggio e le misure sanitarie sono state inizialmente applicate a uno dei capannoni.

Il numero dei nuovi casi, tuttavia, non è diminuito con la rapidità prevista. Ulteriori campionamenti hanno rilevato il batterio anche in un secondo capannone, portando le autorità a estendere le restrizioni all’intero allevamento.

Il 10 agosto Laerco BV, d’intesa con l’AFSCA, ha disposto un nuovo ritiro dal mercato e richiamo presso i consumatori. Il provvedimento riguarda uova da allevamento a terra con i codici stampati sul guscio 2-BE-1073-01, 2-BE-1073-02, 2-BE-1073-03 e 2-BE-1073-04.

L’AFSCA ha invitato chiunque sia in possesso di queste uova a non consumarle e a restituirle al punto vendita. Secondo quanto riferito da Reuters, dopo il secondo richiamo l’intero allevamento è stato bloccato e gli animali sono stati abbattuti.

Secondo Food Safety News, che cita una notifica del Sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi dell’Unione europea (RASFF), le uova sono state distribuite anche in Lussemburgo, Francia, Repubblica Ceca, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi. Le informazioni disponibili non consentono tuttavia di stabilire se siano state effettivamente vendute ai consumatori in ciascuno di questi Paesi.

Secondo Reuters, fino a due milioni di uova potenzialmente contaminate sarebbero state commercializzate in Belgio e Lussemburgo. L’AFSCA ha segnalato che alcune confezioni potrebbero essere ancora presenti nelle abitazioni dei consumatori nonostante i richiami.

La salmonellosi provoca generalmente diarrea, febbre e crampi addominali, talvolta accompagnati da nausea e vomito. I bambini piccoli, gli anziani e le persone con un sistema immunitario indebolito presentano un rischio maggiore di sviluppare forme più gravi. Le uova comprese nel richiamo non devono essere consumate, anche se destinate a preparazioni sottoposte a cottura.

Fonti principali: richiamo ufficiale AFSCA del 10 agosto, Reuters, Food Safety News.