
Al 17 marzo 2026, la situazione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) nel pollame domestico in Italia evidenzia un quadro sostanzialmente stabile, con un solo nuovo focolaio segnalato rispetto all’aggiornamento precedente.
Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’ultimo caso confermato riguarda un focolaio notificato il 12 marzo 2026 in Umbria (provincia di Perugia), in un allevamento di selvaggina da ripopolamento, con sottotipo H5N1 .
Si tratta del focolaio n. 64 della stagione epidemica 2025–2026, l’unico inserito nell’ultimo aggiornamento del bollettino.
Andamento recente dei focolai
L’analisi della serie epidemiologica mostra come, dopo una fase intensa tra ottobre e dicembre 2025, caratterizzata da numerosi focolai soprattutto nel Nord Italia (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), l’incidenza si sia progressivamente ridotta nei primi mesi del 2026.
Nel dettaglio: i focolai di gennaio e febbraio 2026 hanno interessato prevalentemente tacchini da carne e galline ovaiole, concentrati nelle aree ad alta densità avicola del Nord; nel mese di marzo si registra, al momento, un solo episodio, geograficamente isolato rispetto ai cluster precedenti.
Il dato aggiornato conferma:
una riduzione della pressione epidemica rispetto ai mesi autunnali;
la persistenza di casi sporadici, anche al di fuori delle principali aree avicole intensive.
Per gli operatori del settore resta quindi fondamentale mantenere elevati standard di: biosicurezza aziendale, controllo degli accessi, gestione dei flussi di animali e mezzi.
Sintesi
Al 17 marzo 2026, l’Italia registra:
64 focolai complessivi nella stagione 2025–2026;
1 nuovo focolaio nell’ultimo aggiornamento (Umbria, 12 marzo);
una fase epidemiologica in rallentamento, ma non conclusa.













