
Coldiretti lancia l’allarme per gli allevamenti italiani: caldo record e siccità stanno compromettendo la produzione di mais, con pesanti ripercussioni sulla filiera zootecnica, inclusa l’avicoltura. Sulla campagna di raccolta del mais pesano quest’anno condizioni climatiche estremamente difficili, con lo stress idrico che ha interessato in particolare le fasi di fioritura e riempimento della granella, compromettendo il potenziale produttivo. Nelle aree maggiormente colpite di Piemonte e Lombardia i danni sono stimati già oltre il 30%, con punte fino al 70%, mentre in alcune zone il raccolto rischia addirittura di essere azzerato.
Il mais rappresenta una componente fondamentale nelle diete per polli da carne e ovaiole. La riduzione delle rese e l’aumento dei costi di produzione potrebbero tradursi in maggiori costi delle materie prime per la formulazione dei mangimi e nella necessità di approvvigionamento da mercati esteri, con conseguente compressione dei margini economici degli allevatori. Secondo l’analisi Coldiretti, il caldo record ha causato anche un incremento medio stimato di oltre il 30% dei costi per irrigare, tra consumo dell’acqua e del gasolio necessario per attivare gli impianti, con ripercussioni sui prezzi finali dei cereali destinati all’alimentazione animale.
L’entità definitiva delle perdite dipenderà dall’andamento meteorologico fino alla raccolta, ma la siccità rappresenta già il principale fattore limitante, con pesanti ripercussioni economiche sulle aziende agricole e sull’intera filiera zootecnica.





