Influenza aviaria: un nuovo quadro globale per prevenzione e sorveglianza

FAO, OMS, WOAH e CMS definiscono priorità comuni per sostenere i Paesi nella prevenzione, nello scambio dei dati e nella risposta ai focolai.

 

Condividere più rapidamente i dati raccolti negli allevamenti, nella fauna selvatica e nella popolazione umana può aiutare a valutare il rischio di influenza aviaria e preparare la risposta ai focolai. Su questo obiettivo insiste il Global framework to accelerate action on avian influenza, pubblicato il 21 settembre da FAO, Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Organizzazione mondiale della sanità animale (WOAH) e Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (CMS).

Le quattro organizzazioni definiscono come coordinare il proprio lavoro a sostegno dei Paesi. Il riferimento è l’approccio One Health, che considera le relazioni tra salute animale, umana e ambientale e coinvolge servizi veterinari, specialisti della fauna selvatica e autorità sanitarie.

Per la sorveglianza, il documento prevede accordi che facilitino lo scambio di informazioni e campioni virali tra settori e Paesi. Tra le priorità figurano la capacità dei laboratori di diagnosticare le infezioni e caratterizzare i virus, la formazione del personale e la verifica periodica dei piani di risposta ai focolai.

La prevenzione riguarda i sistemi agroalimentari, la fauna selvatica e gli ecosistemi. Le organizzazioni intendono sostenere i Paesi nell’individuazione dei fattori che favoriscono l’infezione e nella scelta di misure adatte alle condizioni locali. Per le filiere avicole, il testo richiama anche ostacoli economici e organizzativi: gli incentivi possono influenzare l’adozione delle misure preventive, la tempestività delle segnalazioni e la trasparenza nello scambio delle informazioni. Finanziamenti insufficienti o discontinui e difficoltà di coordinamento possono a loro volta ostacolare gli interventi.

Il quadro comprende sia i virus ad alta sia quelli a bassa patogenicità. Tra questi ultimi, il documento descrive i virus H9N2 come enzootici nel pollame, importanti donatori di materiale genetico attraverso il riassortimento e fonte ricorrente di infezioni umane. Richiama inoltre H7 e altri sottotipi associati a infezioni nell’uomo.

La FAO sostiene la prevenzione e il controllo lungo le filiere avicole; la WOAH sviluppa standard internazionali e indicazioni tecniche, anche sulla vaccinazione e sul commercio sicuro. Il nuovo quadro affianca la strategia FAO–WOAH per la prevenzione e il controllo dell’influenza aviaria ad alta patogenicità 2024–2033 e le indicazioni tecniche esistenti. Definisce priorità di collaborazione, ma non contiene protocolli operativi per gli allevamenti.

Fonte: FAO, WHO, WOAH e CMS. 2026. Global framework to accelerate action on avian influenza. Roma. DOI: 10.4060/ce1712en.