
Segnale positivo da Bruxelles per il Brasile sul fronte degli antimicrobici, ma le esportazioni di carne di pollo verso l’Unione europea non possono ancora ripartire. Il 28 settembre 2026 la Commissione europea ha pubblicato il rapporto finale dell’audit condotto nel Paese tra il 24 agosto e il 4 settembre.
I due auditor della Direzione generale Salute e sicurezza alimentare (DG SANTE) hanno concluso che il sistema brasiliano di controlli ufficiali è in grado di fornire le garanzie richieste dalla normativa UE per la carne di broiler e i relativi prodotti, oltre che per miele e altri prodotti dell’apicoltura.
Durante la missione sono stati esaminati i controlli lungo la filiera, con visite a macelli autorizzati all’esportazione verso l’UE, allevamenti di broiler, produttori di mangimi, depositi di medicinali veterinari e stabilimenti del miele. Gli auditor hanno inoltre verificato la documentazione relativa agli incubatoi e quella fornita dagli operatori del settore apistico.
L’esito favorevole dell’audit, però, non equivale a una riapertura automatica del mercato. La Commissione potrebbe proporre il reinserimento del Brasile nell’Allegato XVIa per i settori pollame e miele. La proposta dovrebbe poi essere sottoposta al voto degli Stati membri in sede SCoPAFF (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed). Le prossime riunioni del comitato sono previste per il 20–21 ottobre e il 16–17 novembre 2026.
Nel frattempo, il Brasile resta escluso dall’Allegato XVIa. Dal 3 settembre 2026 non è autorizzato all’ingresso nell’UE delle partite soggette alle nuove restrizioni sugli antimicrobici e certificate a partire da quella data.
Alla base della decisione non c’era l’accertamento di violazioni su specifiche partite brasiliane, ma la mancanza di garanzie sufficienti sul funzionamento del sistema di controllo. Le norme europee interessate riguardano l’impiego di antimicrobici per promuovere la crescita o aumentare la resa e l’uso negli animali di antimicrobici riservati al trattamento di determinate infezioni umane.
Il peso del Brasile sul mercato avicolo europeo è rilevante. Nel 2024 l’UE ha importato dal Paese circa 286.936 tonnellate, in peso carcassa, di carne avicola, per un valore di circa 625 milioni di euro. Il Brasile ha rappresentato il 32% delle importazioni extra-UE di carne avicola in volume, risultando il principale singolo Paese d’origine.
Il rapporto pubblicato il 28 settembre riguarda però un ambito preciso: carne di broiler e relativi prodotti, miele e altri prodotti dell’apicoltura. Non valuta quindi le condizioni per la ripresa delle esportazioni delle altre categorie interessate dalle restrizioni. Per la carne bovina, le fonti indicano la necessità di un audit separato.
Per il comparto avicolo europeo, un eventuale ritorno del prodotto brasiliano avrebbe quindi un peso commerciale significativo. La questione resta ora legata ai prossimi passaggi della procedura europea e, in particolare, al possibile reinserimento del Brasile nell’Allegato XVIa.





