Ottenere la diagnosi: una guida pratica alle indagini sulle malattie avicole, alla necroscopia e al campionamento diagnostico

Jason Sousa, veterinario avicolo

Figura 1 – Esempio di kit per necroscopia e campionamento Il kit contiene, da sinistra a destra, diverse dimensioni di sacchetti Whirl-Pak, un contenitore vuoto con una spazzola per la pulizia degli strumenti sporchi, diversi formati di barattoli preriempiti con formalina al 10%, un affilatore manuale per coltelli e forbici, diverse paia di guanti, un misuratore digitale di ammoniaca, due pennarelli indelebili, un termometro digitale, coltelli, bursameter, forbici per pollame, forbici Mayo, pinze da presa, provette trasparenti per la raccolta di sangue, una cassetta portattrezzi con aghi e siringhe nel coperchio e spazio interno per tutti i componenti del kit, tamponi Culturette, vetrini e coprioggetti, tamponi sterili con punta in poliestere, lampada frontale e una bottiglia con etanolo al 70%. Ogni kit per necroscopia e campionamento sarà diverso a seconda delle preferenze personali e delle risorse disponibili.

È una dura realtà dell’avicoltura il fatto che malattie e mortalità rappresentino una minaccia costante per il sostentamento degli allevatori. Quando si manifesta una malattia, è fondamentale arrivare a una diagnosi affinché il veterinario possa trattarla, contenerla e lavorare per prevenire la ricomparsa della patologia nell’allevamento. Tuttavia, il veterinario non sempre è immediatamente disponibile per valutare un gruppo quando il problema si presenta. Questo articolo si propone di fornire ai lettori le competenze di base per effettuare una prima valutazione dei casi di malattia e mortalità nel pollame, al fine di ottenere una diagnosi in modo efficiente e tempestivo.

Indagine sulla malattia

Quando un gruppo è colpito da una malattia, il primo passo è raccogliere più informazioni possibile. Le visite in azienda sono fondamentali per chi conduce l’indagine, perché gli indizi visivi spesso fanno emergere domande che altrimenti non verrebbero poste. Una storia clinica accurata richiede domande dettagliate sul gruppo (età, linea genetica e sesso dei soggetti), su quando la malattia è stata notata per la prima volta, sul suo decorso, sulla localizzazione delle mortalità e sulla risposta a eventuali integratori o trattamenti somministrati. Inoltre, bisogna sempre raccogliere informazioni sulla gestione dell’allevamento, come ventilazione, andamento delle temperature, consumo di mangime e acqua, perché malattia e gestione sono strettamente interconnesse.

Particolarmente utile è il promemoria FLAWS (feed, light/litter, air, water, space/sanitation), che aiuta a guidare le domande e la valutazione della gestione in azienda. È altrettanto importante raccogliere informazioni sull’andamento della mortalità: aumenti improvvisi e rapidi richiedono valutazioni diverse rispetto a incrementi lenti e graduali o situazioni in cui la mortalità si stabilizza su un determinato livello. Bisogna anche chiarire quanti animali siano stati abbattuti e quanta sia invece la mortalità reale. Al momento dell’arrivo in allevamento, è utile fotografare i registri di mortalità da condividere con il veterinario. Anche queste informazioni vanno trasmesse al veterinario o al laboratorio insieme ai soggetti o ai campioni, così da scegliere i test diagnostici più appropriati.

Soprattutto, è essenziale documentare tutto con precisione. Oltre ai report formali o ai resoconti della visita, la documentazione può includere foto e video raccolti in azienda, promemoria vocali con i dettagli più importanti, oppure appunti brevi scritti a mano o al computer.

Necroscopia

Una necroscopia approfondita è il pilastro delle indagini sulle malattie avicole. Questo articolo discuterà suggerimenti e accorgimenti per una necroscopia efficiente e informativa; non descriverà tuttavia in modo esplicito la procedura né l’anatomia rilevante.

La preparazione è essenziale per una necroscopia efficiente e inizia con la disponibilità degli strumenti adeguati. Un coltello affilato, un paio di forbici e un paio di cesoie per pollame sono gli strumenti di base necessari per eseguire una necroscopia. Strumenti non affilati possono rendere difficile il taglio e questo problema può essere evitato con una sostituzione periodica o un’affilatura regolare. Un semplice affilatore manuale economico è spesso sufficiente per raggiungere questo obiettivo. È inoltre importante avere a disposizione diverse paia di guanti della misura appropriata: quando si lavora da soli, è spesso necessario indossare e rimuovere più paia di guanti per evitare la contaminazione dei materiali puliti durante la raccolta e l’etichettatura dei campioni. Altri strumenti, come pinze anatomiche, bursameter, vetrini per strisci capillari ecc., dipendono dalle preferenze personali o possono essere necessari in base al problema in esame. È utile anche disporre di un contenitore separato per distinguere gli strumenti sporchi da quelli puliti.

Se si lavora con specie avicole di grandi dimensioni (ad esempio tacchini o riproduttori), può essere fondamentale disporre di un dispositivo adeguato per l’eutanasia (dispositivo Koechner, bombola di CO2, pistola a proiettile captivo ecc.) al fine di consentire l’esame di animali malati o destinati all’abbattimento. Negli animali malati di dimensioni sufficientemente ridotte, la dislocazione cervicale rappresenta il metodo di eutanasia più comunemente utilizzato durante le indagini sul campo. Per una necroscopia di successo è necessaria una conoscenza di base dell’anatomia aviaria. Il personale dovrebbe familiarizzare con l’anatomia normale del pollame alle diverse età. Non è indispensabile una conoscenza approfondita delle malattie e della patologia aviaria; l’obiettivo è piuttosto distinguere, durante la necroscopia, tra reperti normali e anomali.

La necroscopia si basa in larga misura sul riconoscimento di schemi; pertanto, dovrebbe essere eseguita sempre nello stesso ordine per garantire un esame completo ed evitare di trascurare anomalie. Un vecchio detto afferma: “Si sbaglia più per ciò che non si osserva che per ciò che non si conosce”. Questo è particolarmente vero nella necroscopia avicola, dove l’esame accurato di ogni apparato è il primo passo per individuare anomalie, anche di origine sconosciuta.

La tecnologia è estremamente utile durante la necroscopia. Scattare fotografie delle anomalie o delle sospette anomalie può fornire ai veterinari le informazioni necessarie per orientare ulteriormente il campionamento diagnostico. Assicurarsi che l’area di interesse sia al centro dell’immagine e ben a fuoco. Scattare più fotografie di tutte le anomalie sospette. Soprattutto, includere informazioni relative ai dati identificativi (nome dell’azienda, numero del capannone, età, sesso, linea genetica ecc.), ai segni clinici (ad esempio rantoli/starnuti, diarrea ecc.) e all’andamento della mortalità, così da consentire al veterinario di fornire le migliori raccomandazioni.

Campionamento diagnostico

La raccolta di campioni diagnostici è fondamentale per una diagnosi tempestiva e accurata delle malattie del pollame. Sebbene le condizioni di laboratorio siano ideali per il prelievo dei campioni, in molte situazioni non sono disponibili o risultano poco pratiche.

L’aspetto più importante del campionamento è disporre della strumentazione adeguata. Un kit di base per il campionamento dovrebbe comprendere tamponi (sia per esami colturali sia per analisi molecolari), aghi e siringhe, provette per il prelievo di sangue, almeno due pennarelli indelebili per l’etichettatura, sacchetti sterili per la raccolta dei campioni di varie dimensioni (ad esempio, Whirl-Pak), contenitori preriempiti con formalina, uno spruzzatore contenente alcol e una borsa termica con piastre refrigeranti (Figura 1).

Per gli esami diagnostici di routine, è consigliabile verificare con il laboratorio diagnostico veterinario di riferimento quale campione sia preferibile inviare. Come regola generale, se un tessuto o un organo presenta alterazioni macroscopiche, è opportuno prelevarne un campione.

Inoltre, i campioni dovrebbero essere raccolti in gruppi (ad esempio, pool di organi, campioni multipli per esame colturale, ecc.) e quasi mai come campioni singoli. Questo approccio è più rappresentativo della popolazione avicola presente in un determinato allevamento e aiuta il veterinario a distinguere anomalie isolate da tendenze che interessano l’intero gruppo.

I campioni devono essere prelevati in modo il più possibile asettico o, quantomeno, pulito. I campioni destinati all’esame colturale devono essere raccolti prima della manipolazione manuale dei tessuti. Quando il campionamento viene effettuato sul campo, gli strumenti devono essere liberati dai residui organici e disinfettati con una soluzione di etanolo al 70% prima di praticare le incisioni necessarie per il prelievo mediante tampone. Negli animali morti, è opportuno dare priorità al prelievo mediante tampone da siti protetti (midollo osseo, encefalo e articolazioni), al fine di ridurre al minimo il rischio di contaminazione. Nei casi in cui sia difficile mantenere una tecnica asettica, è possibile prelevare organi interi (fegato, milza, teste, ecc.) e inviarli al laboratorio, dove potranno essere utilizzati strumenti sterili e le superfici contaminate potranno essere cauterizzate superficialmente prima del prelievo dei campioni per l’esame colturale. L’autore preferisce non utilizzare lo stesso tampone per esame colturale più di una volta, optando invece per un tampone nuovo per ciascun animale e/o per ciascun sito di prelievo.

L’esame istopatologico è un esame utile che può orientare prelievi aggiuntivi nei casi difficili. Può inoltre fornire elementi di supporto per una diagnosi provvisoria o presentare caratteristiche diagnostiche specifiche. L’esame istopatologico si basa sulla valutazione delle cellule nel contesto dell’architettura del tessuto; dunque, va evitata qualsiasi manipolazione che possa causare schiacciamento o compressione dei tessuti.

La fissazione in formalina deve poter penetrare completamente i tessuti; pertanto, i tessuti/le lesioni dovrebbero essere ridotti a dimensioni ragionevoli (circa 5–10 mm di spessore) prima di essere posti nel barattolo, per evitare artefatti dovuti a fissazione incompleta. Se è necessario, raccogliere un campione più voluminoso e inciderlo con un bisturi o un coltello per permettere una fissazione più uniforme. Nelle provette di raccolta mantenere un rapporto di 1 parte di tessuto per 10 parti di formalina; usare più barattoli o barattoli di maggiori dimensioni, se necessario, per rispettare questo rapporto. Quando non si è certi se l’esame istopatologico sia necessario, i tessuti possono essere raccolti in formalina e conservati a temperatura ambiente fino a quando non si decide se inviarli al laboratorio o scartarli.

Si deve anche considerare la raccolta di campioni che potrebbero risultare difficili o impossibili da ottenere in un secondo momento. Per esempio, le carenze nutrizionali o le tossicosi possono essere difficili da diagnosticare, perché il mangime incriminato è spesso già stato consumato al momento della visita veterinaria; la raccolta precoce di campioni di mangime (idealmente sia da mangiatoie sia da silos) può quindi essere la chiave per arrivare alla diagnosi.

La conservazione dei campioni prima della spedizione è fondamentale. Le colture devono essere conservate in frigorifero e mai congelate per evitare di uccidere i batteri. I campioni prelevati per test molecolari (ad es. PCR/qPCR) possono essere conservati nel congelatore. I campioni di sangue dovrebbero restare a temperatura ambiente per diverse ore o durante la notte prima di separare il siero dal coagulo. I campioni sierici possono essere refrigerati se il test è immediato, oppure congelati per analisi successive. I tessuti fissati in formalina per l’esame istopatologico devono essere tenuti a temperatura ambiente, poiché il congelamento può creare alterazioni che ostacolano l’interpretazione da parte del patologo.

L’aspetto più importante nella raccolta dei campioni è l’etichettatura chiara di tutti i campioni con le informazioni necessarie, tra cui: nome dell’azienda, numero del capannone/stalla, età degli animali, data di raccolta, tessuto prelevato. Tutto il lavoro di campionamento viene vanificato senza un’etichetta leggibile su ciascun campione. È consigliabile pre-etichettare i sacchetti di raccolta prima del campionamento per limitare la contaminazione delle superfici esterne dei sacchetti.

Infine, assicurarsi che i moduli di invio diagnostico siano compilati correttamente con tutte le informazioni dell’azienda, una sintesi della storia dei problemi osservati in azienda e gli esami diagnostici richiesti.

Conclusione

Ora hai gli elementi di base per eseguire un’indagine diagnostica completa sulle malattie avicole. Assicurati di condividere i risultati con il veterinario curante e con il laboratorio diagnostico prima di consegnare tempestivamente i campioni al laboratorio.