
Con la crescente pressione a ridurre l’uso di antibiotici e l’aumento delle temperature ambientali, una nuova ricerca della North-West University (NWU), in Sudafrica, segnala una strategia nutrizionale promettente: l’impiego combinato di probiotici e stimbiotici nelle diete dei polli da carne per sostenere le performance e la resilienza allo stress da caldo.
Lo studio, condotto da Ramokone Millicent Mokonyama nell’ambito del suo percorso di master alla NWU, ha valutato se questa combinazione possa rappresentare un’alternativa ai classici promotori di crescita antibiotici (AGP) nei broiler. Il lavoro ha preso in esame non solo crescita e conversione alimentare, ma anche qualità della carne, indicatori di salute, sviluppo osseo e risposte comportamentali in condizioni di stress termico ciclico.
Disegno sperimentale e trattamenti dietetici
In totale, 600 pulcini di broiler sono stati distribuiti in cinque trattamenti dietetici per un ciclo produttivo di sei settimane. Lo schema sperimentale prevedeva: un controllo negativo senza AGP, un controllo positivo con AGP convenzionali, una dieta integrata con soli probiotici, una dieta con soli stimbiotici e una dieta con la combinazione di probiotici e stimbiotici. I soggetti sono stati allevati secondo un protocollo che prevedeva periodi controllati di stress da caldo ciclico, per simulare situazioni realistiche di campo. Questo approccio ha permesso di confrontare strategie basate e non basate su antibiotici sia in condizioni termoneutrali sia durante lo stress termico.
Performance di crescita e vantaggio nelle prime fasi
Nella fase iniziale di allevamento, i broiler alimentati con soli probiotici o con la combinazione di probiotici e stimbiotici hanno mostrato tassi di crescita più elevati rispetto agli altri gruppi. È importante sottolineare che questi vantaggi iniziali non hanno compromesso la robustezza complessiva: nel complesso del ciclo produttivo di sei settimane, la combinazione di probiotici e stimbiotici ha mantenuto livelli di crescita e di efficienza alimentare comparabili a quelli degli animali alimentati con AGP, anche in presenza di stress da caldo. Questi risultati suggeriscono che la strategia possa sostenere la produttività riducendo al contempo la dipendenza dagli antibiotici.
Qualità della carne, sviluppo osseo e profilo emato-biochimico
Uno dei timori principali nella sostituzione degli AGP riguarda il possibile impatto su composizione della carcassa, qualità della carne e stato fisiologico. Nel lavoro di Mokonyama, l’inclusione di probiotici e stimbiotici non ha evidenziato effetti negativi sulle caratteristiche di carcassa, sullo sviluppo osseo o sui parametri biochimici ematici. Al contrario, gli animali che ricevevano stimbiotici hanno mostrato livelli inferiori di colesterolo e trigliceridi in condizioni termoneutrali rispetto ai broiler alimentati con AGP, suggerendo una modulazione favorevole del metabolismo lipidico. Le diete alternative hanno inoltre sostenuto l’attività antiossidante, associata al mantenimento di una buona qualità della carne in termini di colore e stabilità ossidativa.
Comportamento e capacità di adattamento al caldo
Le diete hanno influenzato anche il comportamento degli animali durante gli episodi di caldo. I broiler alimentati con probiotici e stimbiotici hanno mostrato differenze in alcuni comportamenti, tra cui il tempo trascorso a riposo, la ricerca di aree più fresche e le modalità di alimentazione durante le ore più calde. Queste variazioni suggeriscono possibili adattamenti alle condizioni di stress termico, anche se gli autori sottolineano che gli animali non hanno manifestato segni di stress severo. Nel complesso, i risultati indicano che la combinazione dei due additivi può contribuire a sostenere le risposte fisiologiche e comportamentali dei broiler esposti a stress da caldo ciclico.
Verso una produzione senza antibiotici e più resiliente al clima
Secondo Mokonyama, i risultati dimostrano che probiotici e stimbiotici possono agire in modo complementare all’interno di programmi alimentari orientati alla riduzione dell’impiego di antimicrobici e al miglioramento della resilienza animale. L’assenza di effetti negativi su performance, salute o qualità del prodotto, unita al miglioramento del profilo lipidico e dell’attività antiossidante, rende questa opzione particolarmente interessante nel contesto dell’antimicrobico-resistenza e del cambiamento climatico.
L’integrazione di probiotici e stimbiotici nelle diete dei broiler può consentire agli allevatori di mantenere le performance di allevamento, rafforzare la capacità degli animali di affrontare episodi di stress da caldo sempre più frequenti e contribuire a una produzione avicola più responsabile. Questo lavoro colloca Mokonyama e il team della NWU fra i gruppi di ricerca che stanno valutando additivi funzionali come potenziali alternative ai promotori di crescita antibiotici, con l’obiettivo di sostenere la salute intestinale, il metabolismo e il benessere dei broiler nei moderni sistemi di produzione.
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