
Il mercato globale degli additivi per mangimi è destinato a crescere nei prossimi anni, sostenuto dalla domanda di carne, uova, latte e prodotti dell’acquacoltura, oltre che dall’attenzione crescente verso efficienza alimentare, salute animale e sostenibilità degli allevamenti.
Secondo Persistence Market Research, il comparto potrebbe salire da 49,8 miliardi di dollari nel 2026 a 81,8 miliardi entro il 2033, con un tasso medio annuo di crescita del 5,5%. Si tratta però di una stima più alta di altre presenti sul mercato, che adottano perimetri e metodologie diverse.
Il comparto avicolo resta tra le principali aree di applicazione. La crescita della domanda di carne avicola e uova, soprattutto nei mercati emergenti, è tra i fattori che continuano a sostenere l’impiego di additivi mirati a migliorare conversione alimentare, prestazioni produttive e salute animale.
Le categorie più diffuse comprendono aminoacidi, enzimi, vitamine, minerali, probiotici e additivi fitogenici.
L’interesse per probiotici e soluzioni fitogeniche è cresciuto negli anni anche per effetto del divieto degli antibiotici promotori di crescita nell’Unione europea, in vigore dal 2006, e della crescente attenzione all’antimicrobico-resistenza.
Gli enzimi sono sempre più utilizzati nell’alimentazione di polli e suini grazie alla loro capacità di migliorare la digeribilità dei nutrienti.
Vitamine e minerali restano elementi centrali dei programmi nutrizionali, con un ruolo importante nel sostenere metabolismo, immunità e prestazioni produttive.
L’Asia-Pacifico continua a mostrare una domanda molto elevata, trainata dalla crescita delle produzioni avicole e dell’acquacoltura in Paesi come Cina, India, Vietnam e Indonesia.
Nord America ed Europa restano mercati importanti per soluzioni legate a efficienza produttiva, sostenibilità e riduzione dell’uso di antibiotici.
Fonte: Persistence Market Research








