
Come mostrato in Tabella 1, la presenza di uova incrinate ha ridotto la percentuale di schiusa e aumentato il numero di pulcini di seconda scelta, di pulcini scartati, la mortalità embrionale e i livelli di contaminazione. I dati indicano chiaramente che i danni al guscio sono fonte di perdite significative. È quindi estremamente importante gestire correttamente tutti i processi, dall’allevamento all’incubatoio, per individuare dove si verificano le incrinature.

Considerando l’impatto delle incrinature, anche le più sottili, sulla produzione, identificare cosa le causa e risolvere il problema può migliorare la schiudibilità e la qualità dei pulcini. Dall’allevamento all’incubatoio, esistono molteplici punti della filiera produttiva che meritano di essere analizzati.
In allevamento
Ovaiole
Se le galline ovaiole non si trovano nelle condizioni corrette prima della stimolazione luminosa, possono manifestare comportamenti anomali di deposizione. Ciò può includere la deposizione di uova da una posizione eretta o addirittura mentre camminano, con il rischio che le uova si incrinino nell’impatto.
Inoltre, le galline possono incrinare le uova beccandole. Il beccaggio delle uova si verifica principalmente con quelle che si trovano a terra o sulle griglie. Le cause di questo comportamento sono molteplici e possono includere la struttura del capannone, il tipo e il design delle griglie, la qualità dei nidi e fattori legati alla gestione.
Gestione da parte del personale
L’attenzione con cui vengono raccolte le uova può avere un impatto significativo sulla loro qualità. Sia nei nidi manuali sia in quelli automatici, la raccolta rappresenta un importantissimo punto di controllo. È importante valutare la frequenza, la durata e l’intervallo di tempo tra una raccolta e l’altra. Se le uova si accumulano nei nidi o sul nastro o sui tavoli di raccolta, è probabile che il numero di uova incrinate aumenti. Dopo la somministrazione del mangime, le galline iniziano a deporre: la raccolta va quindi programmata di conseguenza, tenendo presente che con l’età le galline depongono più tardi nel corso della giornata. È anche importante monitorare la produzione e adeguare gli orari di raccolta in base ai picchi di ovodeposizione.
In caso di nidi a raccolta manuale, le uova dovrebbero essere raccolte quattro volte al giorno: tre volte prima di mezzogiorno e una quarta nel tardo pomeriggio per assicurarsi che tutti i nidi restino vuoti. Se in un nido si trovano più di tre uova, è necessario rivedere il programma di raccolta.
Nella raccolta manuale occorre prestare massima attenzione durante il trasporto delle uova dalle varie file di nidi o dai diversi capannoni verso il punto di raccolta centrale in allevamento. È fondamentale che le uova siano protette dal sole e dalla pioggia.
Come la raccolta, anche la fase di confezionamento richiede cura: bisogna evitare l’accumulo di uova, i rotolamenti eccessivi e la manipolazione brusca.
In caso di nidi automatici, dove le uova vengono raccolte su un nastro e inviate a un tavolo di raccolta, il numero di cicli di raccolta dipende dalla temperatura interna del capannone e dalla capacità del nastro. Tuttavia, in genere, è sufficiente un minimo di tre raccolte al giorno. Azionare il sistema di nastri una sola volta al giorno non è ritenuta una buona pratica, poiché l’accumulo di uova sul nastro dell’arco di 7–8 ore di produzione aumenta il rischio di rotture.
Se si osserva un accumulo di uova sui tavoli di raccolta, è bene ridurre la velocità del nastro trasportatore per evitare congestioni. È inoltre importante che i nastri siano sufficientemente larghi (l’ideale è 25 centimetri per ogni lato del nido), in modo che le uova si possano accumulare senza incrinarsi.
Manutenzione delle attrezzature
Con l’aumento dell’automazione, la manutenzione delle attrezzature diventa un aspetto cruciale poiché può incidere in modo significativo sul numero di uova incrinate. È possibile utilizzare un uovo elettronico per misurare le forze di accelerazione (G) a cui i gusci sono sottoposti lungo il sistema di trasporto. In questo modo si individueranno i punti in cui è più probabile che le uova si incrinino e si potrà intervenire per risolvere il problema specifico.

Per quanto riguarda i nidi, è necessario controllare i tappetini e sostituirli prima che risultino eccessivamente usurati, verificando anche che siano installati correttamente. Nei nidi collettivi, se le alette di plastica che separano i tappetini dal nastro trasportatore sono danneggiate o arricciate, le ovaiole potrebbero beccare le uova quando il nastro risulta visibile. La presenza di tuorlo sul nastro può indicare che vi sono uova rotte o senza guscio. Se si riscontra la presenza di uova rotte, è probabile che vi siano anche uova incrinate.
I nastri trasportatori che convogliano le uova verso l’unità di confezionamento o il tavolo di raccolta centrale devono essere abbastanza larghi da poter ospitare grandi quantità di uova. Nei sistemi dotati di un solo nastro centrale condiviso da nidi su entrambi i lati si è riscontrata una probabilità più alta di danni alle uova. Nei sistemi mal regolati le uova possono rotolare verso il centro del nastro e urtarsi tra loro.
È necessario verificare che i nidi automatici collettivi siano su un piano orizzontale, che i nastri di raccolta non siano deformati e che i morsetti mantengano il nastro nella posizione corretta. Inoltre, va regolata la tensione in modo che le uova si distribuiscano uniformemente sul nastro: questo non deve essere troppo allentato, altrimenti le uova tenderanno ad accumularsi le une vicino alle altre, né troppo teso, perché ciò potrebbe farle rimbalzare. Tutti questi controlli devono rientrare in un programma di manutenzione regolare, che includa la sostituzione preventiva dei componenti prima che si verifichino guasti.
Nella progettazione di un nuovo sistema, occorre considerare, fra le altre cose, il numero di galline per nido, il tipo di sistema utilizzato (manuale o automatico) e la densità del gruppo.
Alimentazione e nutrizione
Una volta che la qualità del guscio è eccessivamente compromessa, tornare a farla migliorare è molto difficile. È quindi importante valutarla regolarmente e, in caso di problemi, verificare la disponibilità di calcio e la dimensione delle particelle, nonché i livelli di fosforo e vitamina D₃ nella dieta.
- Uno squilibrio tra calcio, fosforo e vitamina D₃ può rendere i gusci più fragili.
- Se le galline esauriscono le riserve di calcio, la qualità del guscio diminuisce e aumenta il numero di uova incrinate. Ciò può dipendere da livelli di calcio bassi o fluttuanti. È necessario analizzare il mangime per verificare la correttezza della formulazione; se questa è corretta, il problema può derivare da errori di miscelazione o macinazione.
- Se le particelle di calcare nel mangime sono troppo fini, l’assorbimento di calcio può ridursi. Questo problema è più comune nel caso di mangimi pellettati o sbriciolati.
- Contaminanti del mangime, come la nicarbazina e le micotossine, possono influire negativamente su colore e qualità del guscio e sulla schiudibilità.
Fattori ambientali
Problemi di ventilazione che fanno aumentare la temperatura interna del capannone oltre la zona termoneutrale delle ovaiole possono indurre una respirazione affannosa. Di conseguenza, può insorgere alcalosi respiratoria: il pH del sangue aumenta, i reni cercano di compensare eliminando bicarbonato e i livelli di calcio si riducono. In ultima analisi, la qualità del guscio si riduce.

Patologie
Le malattie possono influire negativamente sull’utero e/o sull’ovidotto, compromettendo la qualità del guscio. Se la cuticola si è formata correttamente, le uova dovrebbero avere un colore uniforme e un aspetto lucido. Se l’ovidotto ha subito danni a causa di una patologia, la cuticola del guscio può risultare malformata o assente.
Trasporto
Il trasporto delle uova è una fase critica e deve essere sottoposta a monitoraggio continuo. È necessario valutare le condizioni delle strade e dei veicoli, supervisionare il personale e prevenire manipolazioni brusche. Gli autisti devono essere informati della fragilità delle uova. Per valutare la qualità del trasporto, è importante comunicare con l’incubatoio e confrontare il numero di uova incrinate prima e dopo la consegna.
Incubatoio
In incubatoio, la qualità delle uova deve essere monitorata settimanalmente, analizzando un campione di almeno 600 uova per gruppo di riproduttori, distribuite tra i diversi capannoni. Occorre registrare il numero di uova incrinate, capovolte, sporche e con guscio sottile. Quando possibile, è opportuno campionare uova o vassoi tracciandone il capannone di origine. Le uova devono essere rimosse dai vassoi e valutate singolarmente mediante speratura.
Se le uova vengono già controllate in allevamento e arrivano in incubatoio nei vassoi di incubazione, pronte per essere incubate, le uova incrinate possono essere contate e rimosse. Se invece la selezione avviene in incubatoio, la valutazione è più complessa e va considerata la modalità per individuare le uova incrinate e determinarne l’origine. È importante ricordare che l’attrezzatura automatizzata usata per la classificazione deve essere sottoposta ad attento controllo, poiché se mal regolata può causare un numero rilevante di incrinature. Attraverso l’individuazione e l’eliminazione delle uova incrinate, l’incubatoio può collaborare con l’allevamento per migliorare la qualità complessiva delle uova.
Conclusioni
Uno dei principali fattori di successo è il monitoraggio dei punti critici di controllo lungo il processo produttivo delle uova. La valutazione e la revisione delle diverse fasi della filiera forniscono informazioni utili per individuare dove concentrare gli sforzi al fine di ridurre le perdite dovute alle uova incrinate. Una comunicazione costante tra allevamento e incubatoio è altrettanto preziosa per migliorare la qualità e ridurre i danni alle uova destinate alla schiusa.





