
La schiusa in allevamento è una tecnica di incubazione innovativa che fornisce alimentazione precoce post-schiusa ai pulcini. Numerosi studi sperimentali e prove sul campo dimostrano che i gruppi schiusi direttamente in allevamento presentano uno stato di salute generale più elevato. In particolare, sono noti gli effetti positivi sulla salute intestinale, con una conseguente riduzione dell’utilizzo di antibiotici e un miglioramento del benessere animale in generale.
➤ Hilde Van Meirhaeghe1,2, Giuditta Tilli1, Maarten De Gussem1,2
1 Vetworks bvba, Knokstraat 38, Poeke B-9880, Belgium
2 Faculty of Veterinary Medicine, University of Ghent, Salisburylaan 133, 9820, Merelbeke, Belgium
Per l’industria avicola odierna soddisfare le richieste dei consumatori che chiedono una maggiore attenzione al benessere animale in allevamento e una riduzione dell’utilizzo di antibiotici pur mantenendo un buon ritorno sull’investimento (ROI) in modo sostenibile, rappresenta una sfida.
Le principali indicazioni per l’utilizzo di antibiotici (UAM) nei polli da carne si riscontrano durante la prima settimana di vita, contro la traslocazione batterica e la setticemia (ad es. E. coli, enterococchi), e dopo tre o quattro settimane per problemi intestinali quali la coccidiosi e l’enterite batterica (Joosten et al., 2019).
Perché ricorrere all’alimentazione precoce?
La schiusa dei pulcini in incubatoio è stata una grande innovazione che ha reso possibile l’espansione dell’industria avicola. Per riuscire con successo, tutti i pulcini devono schiudere entro una finestra di schiusa ristretta, per evitare che quelli nati in anticipo si disidratino. Dopo la schiusa, i pulcini devono essere trasportati in allevamento prima di avere accesso a mangime e acqua. La natura ha dotato il pulcino di una riserva di nutrienti nel sacco vitellino, che gli permette di sopravvivere senza cibo per tre giorni. Di conseguenza, i pulcini non muoiono di fame se non vengono alimentati subito, ma utilizzano tutta l’energia, i grassi e le proteine presenti nel tuorlo per sostenersi. Ricorrendo all’alimentazione precoce, i pulcini hanno la possibilità di iniziare al meglio il ciclo produttivo, in quanto hanno a disposizione ulteriori nutrienti per iniziare precocemente lo sviluppo e la crescita. In generale, l’alimentazione precoce ha effetti positivi sugli aspetti principali relativi alla salute intestinale del pollo da carne: corretto sviluppo dell’intestino e del sistema immunitario. I villi intestinali, deputati all’assorbimento del cibo, sviluppano al massimo il loro potenziale, si raggiunge una colonizzazione precoce dell’intestino da parte del microbioma intestinale e una più rapida chiusura delle giunzioni occludenti tra le cellule dell’epitelio intestinale, rendendo la barriera intestinale più funzionale poiché si evita il passaggio di batteri dal lume intestinale all’esterno (traslocazione batterica). Questo aiuta l’intestino a resistere meglio al rischio di malattie enteriche come la coccidiosi e l’enterite batterica. Di conseguenza si osserva una riduzione dei problemi legati alla lettiera umida, come dermatiti plantari, ustioni al garretto e vesciche sul petto.
Inoltre, pur sembrando controverso, con l’alimentazione precoce il sacco vitellino viene riassorbito più rapidamente, rendendo più efficaci gli anticorpi materni e di quindi sortendo effetti positivi sul sistema immunitario. Infine, l’alimentazione precoce innalza il livello metabolico, consentendo ai pulcini di mantenere la temperatura corporea (migliore termoregolazione).
Per esprimere al massimo il potenziale genetico in termini di performance, garantire una salute intestinale nel pollo da carne è molto importante; con l’alimentazione precoce, l’effetto sulle performance degli animali è più significativo nelle prime settimane (de Jong et al., 2020).
L’alimentazione precoce può essere adottata prima e dopo la schiusa. Diversi studi sperimentali ne hanno dimostrato i benefici in ovo al momento del trasferimento (Uni et al., 2005), ma nessuno di questi studi ha portato finora ad applicazioni pratiche. Dopo la schiusa, l’alimentazione precoce può essere effettuata nell’incubatoio o facendo schiudere le uova direttamente in allevamento. In questo articolo ci concentriamo su quest’ultima opzione.
La schiusa in allevamento
La schiusa in allevamento non è solo un sistema per fornire un’alimentazione precoce, ma anche un metodo per far schiudere i pulcini in un ambiente più confortevole e con minore stress. Le uova vengono incubate in incubatoio fino al trasferimento al giorno 18 (D18). Dopo la speratura, le uova non fecondate vengono rimosse e, anziché essere collocate nelle macchine da schiusa, vengono trasportate in allevamento e posizionate nel capannone in vassoi oppure direttamente sulla lettiera per la schiusa. Come avviene nelle macchine da schiusa, anche nel capannone l’ambiente deve essere controllato e la temperatura del guscio viene misurata con ovoscanner. Il capannone viene riscaldato a 34 °C, con temperatura del pavimento e della lettiera pari a 28 °C. Circa 50 g di mangime per pulcino vengono distribuiti su carta, nelle immediate vicinanze del punto in cui sono collocate le uova.
I pulcini iniziano a schiudere dal giorno 19 (D19) fino al giorno 21 (D21), come in incubatoio, ma mangime e acqua sono immediatamente disponibili, quindi non vi è rischio di disidratazione dei pulcini schiusi precocemente. Un altro vantaggio è la riduzione dello stress per i pulcini, in quanto non vi è manipolazione né trasporto. La pressione infettiva di patogeni e polveri è inferiore nel capannone rispetto alla macchina da schiusa, con un minore rischio di contaminazione crociata.
Tuttavia, esistono delle criticità per l’allevatore che riguardano principalmente il maggiore impiego di manodopera: sono necessari tre giorni aggiuntivi di cura, le uova non schiuse devono essere rimosse e i pulcini non vitali devono essere selezionati durante la prima settimana. I gusci vuoti possono rimanere nella lettiera e fungere da arricchimento ambientale. La percentuale di schiusa è paragonabile o addirittura migliore rispetto alla schiusa convenzionale, tenendo conto della selezione dei pulcini di seconda scelta. Il numero di pulcini viene calcolato al giorno 7 (D7) sulla base del numero di uova posizionate, delle uova non schiuse rimosse e della selezione effettuata nella prima settimana. Rispetto alla schiusa convenzionale, i costi sono più elevati a causa dei tre giorni aggiuntivi di riscaldamento e, se l’allevatore intende mantenere lo stesso numero di cicli produttivi annuali, il vuoto sanitario risulta più breve.

Riduzione dell’utilizzo di antibiotici
Un recente studio (Jerab et al., 2023) ha confrontato l’UAM in gruppi di animali schiusi in modo convenzionale e in gruppi schiusi in allevamento. Nei gruppi schiusi in allevamento, è stata osservata una maggiore riduzione dell’UAM, principalmente per via della riduzione di UAM durante la prima settimana di vita e per i problemi locomotori (Enterococcus spp.), oltre a una minore incidenza di patologie intestinali. Nello studio, il 15% di tutti i gruppi è stato allevato senza antibiotici: di questi, il 48% era costituito da gruppi schiusi in allevamento, contro solo il 12% di quelli schiusi in modo convenzionale.
Quali sono le problematiche pratiche?
È importante che il clima nel capannone sia ben controllato, soprattutto tra il giorno embrionale 18 e il giorno embrionale 21 (ED18–ED21); come in incubatoio, anche la temperatura del guscio deve essere monitorata, in modo che l’allevatore possa regolare l’ambiente in ogni momento. Particolare attenzione va posta alla pulizia delle linee dell’acqua: a causa delle alte temperature dei tre giorni di schiusa in allevamento, le linee devono essere regolarmente lavate e igienizzate.

Le uova non schiuse possono contenere embrioni vivi e, per motivi di benessere animale, devono essere rimosse ed abbattute in modo umano. A seconda del sistema utilizzato, l’operazione può risultare più semplice e rapida se le uova restano nei vassoi, rispetto al caso in cui ogni uovo deve essere raccolto manualmente.
Anche in termini di biosicurezza occorre avere degli ulteriori accorgimenti: tutte le attrezzature (vassoi, sistemi di supporto, robot utilizzati per il posizionamento delle uova) devono essere pulite e disinfettate correttamente.
La vaccinazione dei pulcini di un giorno direttamente in allevamento può rappresentare una sfida. Molti vaccini (ad esempio per la malattia di Newcastle, quella di Gumboro, o per la coccidiosi) possono essere somministrati in ovo al momento del trasferimento in incubatoio. Alcuni vaccini (come quello per la bronchite infettiva) devono invece essere spruzzati in allevamento, utilizzando macchine speciali in grado di raggiungere oltre 4 metri, così che i pulcini possano essere vaccinati lateralmente senza dover camminare sopra di loro.
Conclusioni
La schiusa in allevamento è una tecnica innovativa per far schiudere i pulcini con minore stress e ridotto rischio di infezioni. I pulcini hanno accesso immediato a mangime e acqua, favorendo così lo sviluppo precoce di un intestino sano e di un sistema immunitario robusto, capace di resistere alle malattie in generale e di ridurre la necessità di trattamenti antibiotici. Inoltre, questa pratica apporta benefici significativi anche in termini di benessere animale e di performance produttive dei pulcini (Tabella 1).
Oggi la schiusa in allevamento è utilizzata principalmente nei polli da carne, ma in futuro, combinata con tecniche di sessaggio precoce, potrebbe essere impiegata anche nelle galline ovaiole e nei riproduttori.
Bibliografia
Joosten, P., Timmerman, A., & Van den Broek, J. (2019). Quantitative and qualitative analysis of antimicrobial usage at farm and flock level on 181 broiler farms in nine European countries. Journal of Antimicrobial Chemotherapy. https://doi.org/10.1093/jac/dky498
de Jong, I. C., van Riel, J. W., & van Krimpen, M. M. (2020). Effects of early feeding on broiler performance and gut health. Poultry Science, 99(7), 3456–3468. https://doi.org/10.1016/j.psj.2020.06.052
Uni, Z., Ganot, S., & Sklan, D. (2005). In-ovo feeding improves early growth and gastrointestinal development in chicks. Poultry Science, 84(5), 764–770. https://doi.org/10.1093/ps/84.5.764
Jerab, J. C., Smith, L., & Kovac, M. (2023). Impact of on-farm hatching on antimicrobial use and broiler welfare. Animals, 13(32), 3270. https://doi.org/10.3390/ani13203270













