
Nel moderno allevamento avicolo, l’efficienza delle operazioni di profilassi non si misura solo in termini di velocità, ma soprattutto nella precisione del dosaggio, nel rispetto del benessere animale e nella biosicurezza. Queste operazioni, tradizionalmente affidate alla sensibilità manuale e all’esperienza di squadre di vaccinatori, stanno diventando il collo di bottiglia della produzione, poiché si denota una crescente carenza di personale specializzato.
In questo contesto, il dispositivo, tutelato da brevetto, distribuito da Giordano e sviluppato dal Prof. Dante Lorini, oggi parte integrante della categoria Vaccination Devices del gruppo, rappresenta un significativo salto di qualità rispetto ai metodi tradizionali.
Si tratta di una stazione di vaccinazione pneumatica “all-in-one” che integra spray oculo-congiuntivale, iniezione intramuscolare (IM) e scarificazione della membrana alare. Il sistema è progettato per standardizzare il processo vaccinale, aumentarne la precisione e garantire un’elevata qualità operativa, consentendo di eseguire, con un’unica manipolazione dell’animale, fino a sette vaccinazioni.
La filosofia progettuale: ergonomia e adattabilità
Il cuore dell’innovazione risiede nella capacità di adattare la macchina alla morfologia del volatile e non viceversa. Il sistema è interamente pneumatico, eliminando componenti elettriche e garantendo l’operatività anche in ambienti difficili (con alti livelli di polvere e umidità): l’attrezzatura, composta da acciaio inox, risulta facilmente sanificabile e disinfettabile al termine delle operazioni di vaccinazione (può essere utilizzato qualsiasi tipo di disinfettante).
La struttura modulare permette la regolazione su tre assi, adattandosi a capi di qualsiasi età (particolarmente indicata per pollastre di 80-90 giorni) e taglia. Inoltre, l’adattabilità al singolo contesto risulta massima: ogni allevatore/operatore può modificare le aste e/o i carrelli a supporto dell’attrezzatura, in modo da soddisfare le proprie esigenze. Grazie all’uso di scale di misurazione standardizzate, una volta calibrata una singola macchina, i medesimi settaggi possono essere replicati fedelmente su tutti gli altri dispositivi in uso contemporaneamente.
Non da ultimo, la diffusione a livello globale ne determina la facilità di ottenere supporto dall’azienda costruttrice e la disponibilità di eventuali ricambi per manutenzione.
Analisi anatomica e funzionale delle modalità di vaccinazione
Il dispositivo supera i limiti della vaccinazione manuale attraverso soluzioni ingegneristiche che rispettano l’anatomia di questi animali. La procedura operativa prevede la presa controllata dell’animale mediante afferramento del dorso con la mano destra e dell’ala sinistra con la mano sinistra; successivamente le operazioni di vaccinazione comprendono:
A. puntura alare
L’ala viene inserita, in posizione orizzontale, con la parte dorsale rivolta verso l’alto, nella fessura centrale del dispositivo per l’inoculazione intradermica/sottocutanea localizzata (o transfixione). L’applicazione di una lieve pressione attiva un micro-pneumatico così da muovere uno speciale ago, in direzione verticale e perpendicolare, verso il basso; quest’ultimo viene ricoperto dalla soluzione vaccinale contenuta nella vaschetta sottostante, in modo da distribuire durante la sua risalita la sospensione virale nelle componenti tissutali della membrana alare (strati epidermici/derma/tessuto connettivo interstiziale).
L’intero ciclo di vaccinazione si completa in circa 250 ms e il sistema ne impedisce la ripetizione finché non viene rilasciato il comando.
Il dispositivo abbandona il doppio ago tradizionale (spesso causa di lesioni eccessive o rotture) in favore di un ago singolo speciale (diametro 160 micron) con le seguenti caratteristiche:
- geometria dell’ago: sagomato con punta perforante e lunga conicità, dotato di una zona interna con rugosità aumentata atta a trattenere la dose esatta di vaccino necessaria per l’aderenza al tessuto, durante la risalita dell’ago. Queste caratteristiche garantiscono il minimo danno alla membrana alare.
- dosaggio garantito: i test confermano una corrispondenza perfetta: 1000 dosi per 1000 capi. Questo elimina lo spreco tipico dei metodi manuali e garantisce il rispetto delle proporzioni soluto/solvente indicate dalle case farmaceutiche. Inoltre, la vaschetta è dotata di una geometria specifica per massimizzare l’utilizzo della soluzione vaccinale.
B. Iniezione intramuscolare (IM)
Contemporaneamente al posizionamento dell’ala, il torace viene appoggiato contro la maschera sagomata posta a destra. Una slitta in movimento porta gli aghi a contatto con i muscoli pettorali degli animali, garantendo l’inoculazione nel sito corretto (nelle pollastre posto idealmente a distanza di 2,5-4 cm dall’osso sternale, nel terzo superiore del petto, con inclinazione dell’ago verso il basso, ad angolo di 45°).
L’iniezione con dispositivi manuali è soggetta all’errore umano (stanchezza, angolazione/profondità errata), portando spesso a depositi in sedi anatomiche errate (troppo superficiale o troppo profonda, col rischio di penetrare in cavità celomatica e ledere gli organi interni sottostanti (fegato, cuore ecc.), causando la morte del soggetto) e/o granulomi.
Il sistema pneumatico elimina queste variabili, garantendo:
- pressione intrinseca costante: il vaccino viene spinto con forza attraverso i fasci muscolari, garantendone una diffusione uniforme negli strati profondi, riducendo la formazione di sacche localizzate e l’incidenza di granulomi associati.
- iniezioni multiple: una slitta viene azionata da un cilindro pneumatico garantendo eventualmente fino a 4 iniezioni in punti diversi (con possibilità di aghi paralleli e/o convergenti, tutti regolabili) in un unico atto.
- stabilità/integrità dell’ago: il movimento fluido della slitta porta-ago ne riduce l’usura (utilizzando aghi Luer Lock standard, con possibilità di diametri e lunghezze diverse), diminuendo drasticamente il rischio di traumatismi/infezioni eventuali.
- siringhe: regolabili singolarmente, in modo da poter diversificare i dosaggi dei vaccini utilizzati. La separazione dei circuiti di iniezione (ogni erogatore ha il suo volume) evita il mescolamento dei vaccini, preservando l’integrità farmacologica dei prodotti.
- aste di supporto: utili a collegare le sacche/flaconi delle soluzioni vaccinali utilizzate per il riempimento delle siringhe.
C. Spray oculo-congiuntivale
Successivamente, l’operatore sposta l’animale verso sinistra e colloca la testa sull’apposito supporto sagomato, in modo che gli occhi risultino allineati agli erogatori spray del vaccino; una leggera pressione con la mano sinistra, su di una paletta mobile, attiva un secondo micro-pneumatico che comanda l’erogazione temporizzata dello spray. Quest’ultimo andrà a depositare l’inoculo direttamente nello spazio tra la superficie bulbare e quella palpebrale interna, il sacco congiuntivale. Da qui verrà raggiunta la ghiandola di Harder (organo linfoide, fondamentale per la stimolazione immunitaria mucosale) e, successivamente, la soluzione vaccinale verrà distribuita nell’epitelio dell’apparato respiratorio (superficiale e/o profondo) attraverso il passaggio dalle cavità nasali/coane e dal cavo orale, tramite il dotto naso-lacrimale. Tradizionalmente, la vaccinazione oculare richiedeva l’inclinazione della testa dell’animale e un dosaggio a caduta, operazione che spesso induceva la chiusura istintiva della palpebra o richiedeva forzature manuali; inoltre, l’operatore frettoloso o stanco rilascia l’animale, non attendendone l’ammiccamento, prima che la goccia sia assorbita completamente.
Il nuovo sistema sfrutta “l’effetto Venturi”, garantendo i seguenti vantaggi:
- posizione naturale: l’animale mantiene la testa in posizione fisiologica, senza reclinazione, su un’apposita sagoma che ne segue la morfologia; questo riduce inoltre il riflesso di chiusura delle palpebre.
- dinamica dei fluidi: la pressione dello spray è calibrata per sollevare leggermente la palpebra, garantendo che il vaccino raggiunga l’intera orbita oculare prima che l’animale possa chiudere l’occhio.
- flessibilità: possibilità di doppio serbatoio, collegati singolarmente al rispettivo erogatore, per somministrare due vaccini contemporaneamente. Gli erogatori, inoltre, sono regolabili in posizione e inclinazione, in modo da garantire l’orientamento esatto verso le pupille degli animali. Il volume di vaccino somministrato è modulabile tramite apposite viti applicate sui singoli spruzzatori.
- efficienza: un riscontro immediato della corretta somministrazione è evidenziabile tramite l’osservazione dell’eventuale colorante utilizzato direttamente ispezionando il cavo orale dell’animale. Inoltre, il posizionamento dello spray a destra (o configurabile) permette di effettuare questa operazione come prima fase; mentre l’operatore esegue le successive operazioni, il vaccino ha il tempo di essere assorbito correttamente.
Benessere animale e biosicurezza
Il vantaggio competitivo più rilevante è la riduzione delle manipolazioni degli animali. Infatti, mentre il metodo tradizionale richiedeva anche fino a 4 passaggi per completare il ciclo di presa vaccinale, col nuovo metodo l’animale viene prelevato una sola volta e riceve tutti i trattamenti in sequenza rapida (spray + iniezione/i intramuscolare/i + puntura alare).

Questo approccio riduce drasticamente il rischio di traumi e di stress per gli animali: ne consegue una riduzione di eventuali forme respiratorie e/o enteriche associate, con minor impiego di farmaci/additivi e una riduzione della formazione di soggetti di scarto con peggioramento dell’uniformità e mortalità conseguenti.
L’impiego di un numero ridotto di operatori e di manipolazioni associate rappresenta un vantaggio significativo in termini di biosicurezza: ciò implica la conseguente riduzione dei movimenti di personale dentro e fuori dall’allevamento, così come tra differenti siti nella stessa giornata o in giornate diverse. Così facendo viene limitata la possibilità d’introduzione o diffusione dei potenziali patogeni, assicurando in questo modo un maggior controllo sull’applicazione di misure igieniche e preventive.
L’analisi strategica: la macchina come risposta alla carenza di personale
Qui risiede il vero valore aggiunto per l’allevamento del futuro. La carenza di manodopera non è un fenomeno passeggero, ma strutturale e sempre più attuale. L’allevatore moderno deve affrontare:
- alto turn-over: difficoltà nel trovare e formare personale, che spesso cambia lavoro dopo pochi mesi.
- costi di formazione: il tempo perso per insegnare la “sensibilità” della vaccinazione manuale.
- affaticamento: errori umani dovuti a movimenti ripetitivi (RSI) su migliaia di capi.
Il dispositivo agisce come un equalizzatore di competenze:
- de-skilling dell’operazione: l’operatore non deve più decidere come vaccinare, ma solo dove posizionare l’animale. La “mano” esperta è sostituita dalla taratura della macchina. Una volta impostata la “ricetta” (pressioni, distanze, volumi) su una macchina, questa può essere replicata su tutte le postazioni, garantendo che un operatore neo-assunto ottenga gli stessi risultati sanitari di uno più esperto.
- sicurezza e benessere dell’operatore: l’eliminazione del rischio di auto-iniezione (più facile con siringhe manuali e animali che si divincolano) e la riduzione dello sforzo fisico permettono turni di lavoro più sereni e produttivi.
- ottimizzazione: con un singolo operatore che esegue fino a 4 operazioni simultanee, si riduce il numero di persone necessarie per completare un ciclo vaccinale. In un’epoca dove trovare persone affidabili è difficile, poterne impiegare 3 per ottenere lo stesso risultato è vitale.

Analisi costo-beneficio e performance
Nonostante la tecnologia avanzata, il sistema è progettato per la robustezza e l’economia di esercizio.
Conclusioni
L’adozione di questa attrezzatura non va letta solo come un ”acquisto tecnologico’’, ma come una polizza assicurativa sul processo produttivo.
Garantendo la certezza della dose inoculata (1000 dosi = 1000 capi), le corrette sedi anatomiche e una gestione ottimale, indipendentemente dalle capacità del singolo operatore, offre agli allevatori uno strumento per elevare gli standard sanitari, riducendo al contempo i costi di manodopera e i rischi operativi. Inoltre, viste le recenti prospettive di possibile introduzione di più valenze obbligatorie da somministrare agli animali per via parenterale, il dispositivo ne facilita l’operazione, risultando già predisposto per le iniezioni multiple (fino a quattro contemporaneamente).
In un futuro dove la manodopera qualificata sarà sempre più rara, questo dispositivo può trasformare la vaccinazione da “arte manuale” a “processo industriale” standardizzato, scientificamente validato ed economicamente sostenibile.
Scopri di più su Vaccinator Mark II: https://giordanoglobal.com/it/product/vaccination-devices/vaccinator-mark-ii/













