Il benessere della pollastra. Un pilastro fondamentale per un allevamento sano e sostenibile

dsm-firmenich

7

Il benessere della pollastra rappresenta un elemento centrale per garantire la salute futura della gallina ovaiola e la produttività dell’allevamento. Una gestione corretta nelle prime settimane di vita influisce direttamente sulle performance, sul comportamento, sulla robustezza fisica e sulla capacità di adattarsi alle condizioni dell’allevamento adulto.

Susanna Lolli

Manager, business development performance solution, poultry expert, dsm-firmenich, susanna.lolli@dsm.com

Giulia Buratti

Performance solution and precision services, poultry expert, dsm-firmenich

 

Introduzione

In Figura 1 sono riassunte le principali sfide dell’allevamento della pollastra: alcune di esse sono legate alla gestione, altre sono più di carattere sanitario e alimentare.

Figura 1 – Principali sfide dell’allevamento della pollastra

Secondo i rapporti europei sul benessere avicolo, la densità di allevamento è uno dei principali indicatori di welfare: valori elevati aumentano stress, problemi respiratori e rischi sanitari. Una ricerca pubblicata nel 2025 ha mostrato che la densità influenza direttamente la temperatura, la ventilazione e i livelli di ammoniaca, tutti fattori critici per il benessere delle giovani galline; è stato dimostrato che densità elevate hanno un impatto estremamente negativo sull’ambiente andando ad aumentare le emissioni di CO2 eq.

Questi dati evidenziano quanto sia necessario, già nella fase pollastra, un ambiente controllato e stabile per ridurre stress e mortalità. È noto che un ambiente adeguato e che rispetti i parametri di temperatura, umidità, ventilazione e densità riduca ansia, competizione e rischio di malattie. Ad esempio, una lettiera asciutta si tradurrà in minor ammoniaca, ridotto stress intestinale, migliore crescita; temperatura, umidità e ventilazione corrette sono associate anche a una migliorata protezione immunitaria.

È altresì importante permettere alle pollastre di esprimere il proprio repertorio comportamentale, che include razzolare, becchettare, esplorare, socializzare, etc.

Fornire arricchimenti ambientali (posatoi, materiali da becchettare, zone di riposo) migliora l’adattamento, riduce lo stress e favorisce una crescita omogenea.

Altro pilastro per supportare questa delicata fase è certamente la gestione sanitaria, che gioca un ruolo decisivo:

  • pulizia regolare degli ambienti e delle attrezzature per ridurre la carica microbica;
  • piani vaccinali adeguati alle esigenze dell’allevamento;
  • controlli periodici sul peso, la postura, la salute respiratoria e cutanea.

La prevenzione riduce l’uso di farmaci e migliora il benessere generale dell’animale.

Le sfide nutrizionali nell’allevamento della pollastra

L’alimentazione è la leva più importante per ottenere una pollastra con sviluppo scheletrico, muscolare, digerente e riproduttivo ottimale. Nella fase 0–17 settimane, anche piccoli errori possono compromettere tutta la futura carriera produttiva.

Sviluppo osseo e muscolare della pollastra e ruolo del 25(OH)D3

Lo scheletro della pollastra deve raggiungere una solidità sufficiente prima dell’inizio della deposizione, perché da questo dipenderanno resistenza, postura, mobilità e capacità di sostenere il peso corporeo durante la fase ovulatoria. I fattori chiave dello sviluppo osseo sono innanzitutto la densità minerale ossea (BMD), che ha il suo massimo sviluppo tra le 6 e le 12 settimane di età e che dipende dal corretto bilanciamento nell’integratore di vitamina D3, calcio e fosforo.

La vitamina D regola l’assorbimento intestinale del calcio, la mobilizzazione del calcio dalle ossa, la formazione dell’osso midollare e la mineralizzazione della matrice ossea.

Il limite massimo di vitamina D è 3200 UI, che potrà essere parzialmente, meglio completamente, sostituita con il suo metabolita, calcidiolo (chiamato anche calcifediolo o 25-idrossicolecalciferolo – 25(OH)D3).

Le pollastre spesso hanno assorbimento variabile della vitamina D3 naturale, sono sensibili a stress, densità e variazioni alimentari e hanno un sistema enzimatico epatico ancora non ottimizzato. Qui entra in gioco il 25(OH)D3, Hy-D®, che è facilmente assorbito a livello intestinale (anche in situazione di elevato stress) e disponibile a livello plasmatico per l’animale.

La qualità dell’osso corticale determina la resistenza a fratture e deformazioni.

La gestione di calcio (Ca) e fosforo (P) durante la crescita della pollastra (0–17 settimane) è fondamentale per garantire:

  • uno scheletro robusto, capace di supportare la futura produzione;
  • un corretto sviluppo dell’osso midollare prima della deposizione;
  • una persistenza produttiva elevata;
  • una riduzione di problemi di zoppie, posture anomale e fratture.

Ca e P vanno sempre considerati insieme, perché lavorano in equilibrio e vengono regolati dalla vitamina D, in particolare dalla forma attiva 1,25(OH)₂D3 (Figura 2).

Figura 2 – Idrossilazione del 25(OH)D3 nella forma attiva (ormonale), 1,25(OH)2D3

È essenziale un rapporto Ca:P corretto, in genere 2:1; livelli eccessivi di Ca rischiano di creare squilibri metabolici, ostacolare lo sviluppo scheletrico fisiologico e il corretto assorbimento e metabolismo del calcio stesso.

Sviluppo del sistema digerente

Le prime settimane di vita sono cruciali per lo sviluppo dell’apparato digerente. L’intestino della pollastra deve diventare efficiente per garantire:

  • massima assimilazione dei nutrienti;
  • sistema immunitario forte;
  • barriera intestinale funzionale.

Affinché l’apparato possa funzionare correttamente e adempiere alle proprie funzioni, dovranno essere soddisfatte le seguenti caratteristiche: integrità della mucola intestinale e microbioma.

Integrità della mucosa intestinale

I villi intestinali crescono rapidamente nelle prime 2–3 settimane ed è fondamentale che vi sia una buona integrità villosa che consenta di aumentare la superficie di assorbimento, ridurre la permeabilità (leaky gut) e proteggere da agenti patogeni, favorendo la crescita di batteri benefici. Questo viene raggiunto anche attraverso la nutrizione prebiotica. Alcuni ingredienti, quali fibre funzionali (MOS, βglucani), acidi organici, etc., favoriscono la crescita ottimale dell’intestino e contribuiscono a modellare un ambiente intestinale più stabile e selettivo verso batteri benefici.

Microbioma della pollastra

Lo sviluppo del microbioma nella pollastra è un processo cruciale che accompagna le prime settimane di vita e condiziona in modo significativo la crescita, l’immunità e la futura performance produttiva. Alla schiusa, il tratto gastrointestinale è praticamente sterile e la colonizzazione iniziale avviene rapidamente attraverso il contatto con l’ambiente, la lettiera e l’alimentazione. Le prime comunità batteriche sono instabili e sensibili a vari fattori gestionali, tra cui igiene del pulcino, temperatura, qualità della lettiera e presenza di additivi nel mangime.

Nelle prime 48 ore prevalgono batteri pionieri come Enterococcus e Escherichia, che determinano il pH intestinale e preparano il terreno alla colonizzazione successiva. Tra la prima e la terza settimana si osserva un incremento di batteri benefici come Lactobacillus e Bifidobacterium, fondamentali per lo sviluppo della mucosa intestinale e per la produzione di acidi organici che limitano la crescita dei patogeni. Questo periodo è critico, perché qualunque stress (sbalzi termici, mangime non adeguato, gestione non uniforme) può alterare il processo di stabilizzazione.

Dalla terza alla sesta settimana, il microbioma diventa più complesso e aumentano i batteri specializzati nella fermentazione delle fibre, come Ruminococcus e Faecalibacterium. Una buona disponibilità di fibra insolubile favorisce lo sviluppo di un microbioma più maturo, capace di migliorare la digestione e ridurre l’infiammazione intestinale.

Nelle settimane successive, fino a circa 15 settimane, il microbioma raggiunge una configurazione relativamente stabile, con una maggiore diversità batterica e una più solida barriera intestinale. Questa maturazione sostiene l’efficienza alimentare, l’uniformità del gruppo e la risposta immunitaria. L’uso di probiotici, prebiotici e additivi come gli acidi organici può favorire la stabilizzazione del microbioma e migliorare la resilienza della pollastra agli stress.

Un microbioma ben sviluppato è associato a migliori performance produttive, maggiore salute intestinale e una migliore risposta alla futura fase di deposizione. In sintesi, sostenere la corretta colonizzazione microbica nelle prime settimane è una delle leve più efficaci per ottimizzare l’allevamento della pollastra.

Un microbioma ben equilibrato riduce la probabilità di colonizzazione patogena.

Come Symphiome™ supporta lo sviluppo e il mantenimento della pollastra

Symphiome™ è un Precision Biotic che modula le funzioni metaboliche del microbioma, favorendo uno sviluppo intestinale più stabile nelle prime settimane di vita.

Stimola la produzione di SCFA, in particolare propionato, contribuendo a un ambiente intestinale più resiliente e meno infiammatorio.

Riduce la formazione di composti tossici (indoli, ammoniaca) derivati da proteine non digerite, migliorando benessere e qualità della lettiera.

Supporta una migliore utilizzazione dei nutrienti, fondamentale per una crescita equilibrata e per mantenere una buona uniformità del gruppo.

Ha effetti antiinfiammatori indiretti modulando vie immunitarie come IL10, utili nelle fasi di stress enterico e nei cambi di alimentazione.

In predeposizione, migliora l’assorbimento e la disponibilità dei nutrienti necessari per scheletro e osso midollare.

Riduce il rischio di disbiosi durante vaccini, trasferimenti o variazioni ambientali. Contribuisce a migliorare ingestione, benessere e risposta ai fattori di stress. Sostiene la transizione verso la futura fase produttiva con un intestino più efficiente e stabile.

In sintesi, aiuta la pollastra a costruire e mantenere un microbioma funzionale, base essenziale per performance, salute e longevità.

Fasi dello sviluppo osseo della pollastra e benefici di Hy-D® -25(OH)D3

Conclusione

Abbiamo visto come lo sviluppo dello scheletro nella pollastra sia uno dei punti più critici dell’intera fase di allevamento. Una pollastra entra in deposizione con un fabbisogno di calcio molto elevato, e la qualità del suo scheletro (in particolare delle ossa midollari) determina:

  • la capacità di formare gusci forti;
  • la persistenza in deposizione;
  • la resistenza agli stress metabolici;
  • la prevenzione di fratture.

La Hy•D (25-idrossicolecalciferolo) ha un ruolo chiave nel modulare lo sviluppo scheletrico, soprattutto nelle prime 8–10 settimane.

Al pari dello sviluppo osseo, quello intestinale non è da meno, e nelle pollastre è strettamente intrecciato al microbioma: un intestino sano significa ossa più forti, crescita equilibrata e una futura gallina ovaiola altamente produttiva e sana.

 

Articolo sponsorizzato